"Il 'fantome', la sera del 31 dicembre. Baci, auguri. Alla sera della fine dell'anno tutti i giovani si riuniscono in una casa, fanno un fantoccio di paglia, lo vestono e gli fanno il testamento. Giunta mezzanotte lo vanno ad appendere in piazza. Quivi lo lasciano per tutto il primo giorno dell'a...
Il Martedì grasso vive tuttora l’antica tradizione della “businà”, composizione dialettale in versi, che racconta in chiave satirica le vicende del paese nell’ultimo anno. Lo stesso giorno, alla sera, nle rione Ponte Borgonuovo viene acceso il falò per bruciare il carnevale che se ne va e annunci...
I festeggiamenti prendono il via l’ultimo sabato di Carnevale con il cenone in maschera, seguito dal ballo. Domenica attorno alle ore 14.00 da piazza della Fiera inizia la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati che attraversa le vie del paese e delle borgate. Quindi il corteo raggiunge ...
Durante il tempo di Carnevale “Tutti i giovani andavano a raccogliere rovi e fascine e ogni borgata aveva un posto, un po’ di fuori dell’abitato, per accendere i falò (‘fansèleus’). C’era una sorta di gara per il falò più grande e quello più lungo. I bambini ancora oggi girano di casa in casa mas...
In frazione Borgo Revel l’ultima domenica di Carnevale, nella tarda mattinata si svolge la tradizionale fagiolata, seguita nel pomeriggio dalla festa in maschera, destinata principalmente ai bambini. Infine lunedì alla sera viene acceso il falò, a chiusura dei festeggiamenti.
L’ultimo sabato di Carnevale, nel pomeriggio, si svolge la sfilata di carri allegorici, con partenza dal piazzale della casa di riposo Forchino. Il corteo è aperto dalle aspargette (bambine e ragazze di danza e twirlng), seguite dalla banda musicale, dalla Bela Sparsera e il Ciatarin (maschere ra...
Il Carnevale “viene celebrato di norma due settimane dopo la festa di rito romano, per consentire una maggiore partecipazione di pubblico, di bande musicali e di carri allegorici. Durante il periodo di Carnevale i vari rioni organizzano fagiolate benefiche, polenta e salsicce, oltre a feste da ba...
Le origini del Carnevale saluzzese risalgono alla fine degli anni Venti del Novecento. I festeggiamenti si aprono la penultima domenica prima delle Ceneri. Nel pomeriggio la Castellana (maschera locale istituita nel 1952) e Ciaferlin, considerato il figlio di Giandouja, si ritrovano presso il Pa...
Maschere tipiche del Carnevale della frazione Laietto sono le Barburie, che prevedono per i figurati (suddivisi nei gruppi dei belli e dei brutti), rigorosamente di sesso maschile, l’anonimato, garantito dall’utilizzo di maschere che celano il viso. Il Carnevale si sviluppa in un corteo lungo l...
A Vastapaglia il rituale carnevalesco iniziava la domenica precedente il martedì grasso con le questue eseguite dai maschi (bambini e adulti) alla sera nelle case della frazione e della vicina borgata Tani. Con il ricavato delle questue si organizzava la festa, alla quale veniva invitato qualcuno...
Il piccolo paese (dal 1928 frazione di Cerrina) festeggiava, negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, il Carnevale con quattro giorni di festa, dal mercoledì delle Ceneri al sabato successivo. I giovani usavano nell’occasione mascherarsi tingendosi la faccia di nero con un sughero brucia...
Durante il carnevale, organizzato fino al 1908 dalla Badia, veniva “anche promossa l’antica usanza del taglio della testa del gallo da parte di un giovane con gli occhi bendati; ed inoltre giochi, come l’albero della cuccagna e la corsa nei sacchi” (Ramella, 1996, p. 135). Oggi il programma dei ...
Il tradizionale carnevale di Monesiglio, caratterizzato da maschere contadine e dall’uomo che torna animale, è descritto da Augusto Monti, nel romanzo ‘I Sanssôssí’, attraverso i ricordi del padre: "Metà dell'anno ad aspettare e preparare il Carnevale che viene, l'altra metà a rimpiangere e rievo...
L’ultimo sabato di carnevale, alla sera, la gente si recava verso ‘ër cantún Garian’, all’incrocio con la strada per alba. Qui le due bande allora esistenti e le autorità attendono l’arrivo della carrozza con le maschere poirinesi Barba Peru e Magna Danda ( i nominativi di chi le impersona sono t...
Nei festeggiamenti carnevaleschi le maschere rappresentative della città, Biciolan o Bicciolino (caratterizzazione del medio borghese, colto ma semplice e modesto) e la Bela Majin, sono accompagnate dalle maschere rionali e di alcune istituzioni: ‘l Mulinè e la Mulinera (rione Aravecchia), Il Con...
“La sera del sabato di Carnevale la Quaia e ‘l Pescarin compaiono su un balcone (sempre lo stesso), scortati da personaggi che ricalcano quelli della vicina Ivrea: il Gran Giambellano, le Vivandiere, gli Ufficiali di Stato Maggiore. Com’è tradizione, il sindaco apre le manifestazioni con un disco...
Nella frazione Bobbia protagonisti del Carnevale sono Pinòtü, la Bela Gin (sua moglie), le Bele Amsunaury (le spigolatrici), il Gran Cancelliere, i tamburini e gli sbandieratori. “All’inizio del Carnevale il Gran Cancelliere, invece di consegnare a Pinòtü la tradizionale chiave della città, gli ...
Il Carnevale di Borgosesia, di origini ottocentesche, si articola oggi lungo l'arco di circa un mese fino al mercoledì delle Ceneri, con numerosi appuntamenti. I festeggiamenti si aprono, solitamente di sabato, con l'arrivo della maschera, Peru Magunella, atteso in piazza Marconi dalla consorte G...
“Il martedì grasso si prepata la ‘tofeja’, caratteristica pignatta di terracotta, con i rustici e robusti ‘fasòj grass’, di sapore antico. […] A tarda sera avviene l’abbruciamento di Re Ranocchio” (Gallo Pecca, 1987, p. 221). Le attuali maschere sono ‘l Raner e la Ranera, la cui origine è dovut...
I personaggi del Carnevale di Borgofranco, simili a quelli di Ivrea, sono la Vezzosa Mugnaia, il Generale, il Segretario, le Vivandiere, gli Ufficiali. “I tre borghi della città, Olmetto, Borgo e Cascine, distinti in ‘socie’, preparano ognuno una propria sfilata, la ‘marcia’, con una propria Mu...