Il gruppo della Badia è così formato: 1) Due componenti della Badia con le alabarde 2) Una donna che porta lo stendardo seguita da altre donne 3) La majorette con lo stendardo della banda musicale 4) La banda musicale 5) Alcuni bambini o ragazzi che portano la bandiera 6) I due Abbà con ai...
Tessitura su stampo, cordoncino finissimo con due fasce colorate (n.2 di color rosso + n.2 di color marrone). Riproduce in scala l'esecuzione di una borsa alla vecchia, #ae vecje#. Questo tipo di tecnica prevedeza le corde di orditura orizzontali e quelle di tessitura verticali, questo per garant...
Miniatura di sporta alla vecchia tessuta su stampo. Due tipi di tessitura, nel mezzo, giro a due corde abbinate (cinque righe) con corde di orditura a vista. Manici aggiunti.
La forma dell'oggetto riprende quello delle sporte "alla vecchia". Naturalmente la somiglianza riguarda solo la forma esterna e non la tecnica di realizzazione. Tessitura regolare con cordino fine, le maniglie della borsa sono realizzate a parte e applicate alla borsa finita.
Durante il carnevale nel periodo fra le due guerra la recita della bosinata solitamente “avveniva su un carro a quattro ruote davanti alla chiesa di S. Sebastiano o anche sui gradini del vecchio municipio” (Castelli, 1999, p. 174). Negli anni Settanta “l’usanza è stata temporaneamente ripresa i...
Alcuni vecchi riparano le reti da pesca seduti sulle barche attraccate alla riva. I pescatori a bordo dei propri pescherecci a vela, remando si allontanano dal porto prendendo il largo per raggiungere i luoghi di pesca. Il bragòzzo è un'imbarcazione da pesca e/o da carico del medio e alto Adriati...
Castelletto Monferrato (sino la 1938 Castelletto Scazzoso) “è senz’altro il paese della provincia alessandrina che più d’ogni altro detiene il primato nella tradizione della bosinata” (Castelli, 1999, p. 131). Pare che quest’usanza l’ultimo giorno Carnevale fosse già in auge nel Settecento, anch...
Nel 1975 venne reintrodotto a Bergolo, in chiave essenzialmente musicale, l'antico rituale del Cantè Magg. Attualmente, il Cantè Magg di Bergolo rappresenta un momento di grande aggregazione giovanile, realizzata per far vivere, attraverso la musica, una "rievocazione" internazionale di canti e b...
Dal 6 gennaio al martedì grasso si svolgeva il’Canté Martina’. “Un gruppo di persone, quasi sempre giovanotti, si fermava davanti a una stalla e chiedeva di entrare; altre, quasi sempre ragazze, rispondevano di dentro. Era una specie di botta e risposta, che a volte durava più ore […] fino a quan...
Il giorno di Capodanno, nella tradizione contadina, si colloca in un momento delicato di passaggio: l'anno vecchio muore e un nuovo ciclo calendariale sta per iniziare (Grimaldi, 1994). La festività era celebrata in casa o nella stalla ed era riservata al nucleo familiare. La veglia iniziava uffi...
"Il 'fantome', la sera del 31 dicembre. Baci, auguri. Alla sera della fine dell'anno tutti i giovani si riuniscono in una casa, fanno un fantoccio di paglia, lo vestono e gli fanno il testamento. Giunta mezzanotte lo vanno ad appendere in piazza. Quivi lo lasciano per tutto il primo giorno dell'a...
Intervistata nel 2011, Carla Meriggio racconta e mostra le fasi di preparazione dei ravioli del plin, prodotto tipico della zona delle Langhe (Belvedere Langhe, Murazzano, Marsaglia, ecc.). I ravioli del plin richiedono una lunga lavorazione: "Siamo donne di Langa, amiamo le abitudini e portiamo ...
Carlo Cavarero, classe 1943, ripercorre la sua vita vissuta in Langa da coltivatore diretto e non solo, quando per arrotondare ci si dovevano inventare anche altri mestieri. Il profondo attaccamento a questa terra, in particolare alla vite, gli fanno superare i sacrifici di un inizio da mezz...
Il Carnevale inizia tradizionalmente il giorno dell’Epifania, con la sfilata della Veggia Pasquetta, la madre di Marcantonio. Il corteo parte da via Rossi e attraversa le vie del centro, fino in piazza Vittorio, dove avviene il processo (incentrato sul fatto che il Vecchio Bacucco, marito della V...
Nel paese “sino agli anni ‘50 circa, un comitato informale dei festeggiamenti (di solito gruppi di giovani o meno giovani buontemponi) organizzava carri e mascheramenti vari, mentre i più dotati di estro poetico componevano il testo del ‘Testament ‘d Carvé’ satireggiante un po’ tutti. Nel 1947-48...
L’ultimo sabato di carnevale, alla sera, la gente si recava verso ‘ër cantún Garian’, all’incrocio con la strada per alba. Qui le due bande allora esistenti e le autorità attendono l’arrivo della carrozza con le maschere poirinesi Barba Peru e Magna Danda ( i nominativi di chi le impersona sono t...
Sino all’inizio del Novecento durante uno degli ultimi giorni di carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa al tacchino (‘biru’): “Ciò accadeva nel ‘prà dal pus’ verso il ‘navili’ (canale Gazelli). Il tacchino legato alle gambe, veniva messo in una buca, da cui uscivano solo la testa e il coll...
Maschere tipiche del Carnevale di Mezzenile erano il vecchio e la vecchia; “essi, a volte, portavano sulle spalle, come una portantina, una culla. Altri personaggi tipici di questo Carnevale erano gli sposi che potevano essere rappresentati indifferentemente da due uomini o due donne e il soldat...
“Nei primi giorni di Carnevale i giovani preparavano ‘lo babacio’ (fantoccio), costituito da due bastoni incrociati, ricoperti di paglia e rivestiti con giacca e pantaloni, che veniva conservato per tutto il Carnevale in una stalla della frazione Mondezza; a volte gli si apendevano sopra mandarin...
I personaggi del Carnevale di Borgofranco, simili a quelli di Ivrea, sono la Vezzosa Mugnaia, il Generale, il Segretario, le Vivandiere, gli Ufficiali. “I tre borghi della città, Olmetto, Borgo e Cascine, distinti in ‘socie’, preparano ognuno una propria sfilata, la ‘marcia’, con una propria Mu...