Per la preparazione dello "sfricòne" si tagliano gli sponsali, cioè cipolle giovani dal sapore dolce, in strisce molto sottili, poi, li si lascia soffriggere in olio extravergine d'oliva a fuoco alto e si aggiungono alcuni peperoncini secchi e, di seguito, dei pomodorini pachino, entrambi "crepàt...
La "mbrende du trappatere", la merenda del frantoiano, è una fetta di pane farcita con un'acciuga sotto sale e olio fresco. Il pane va pressato per favorire l'assorbimento dell'olio. Oltre ad avere la funzione di spuntino, un tempo serviva a controllare il sapore dell'olio delle campagne di Grumo...
Il signore Italo infila in uno spiedo le costine, la coppa, i pezzi di coscia di maiale, le cosce e le sopracosce di pollo, gli uccelletti, alternandoli con fettine di lardo e foglie di salvia. Quindi procede alla cottura a fuoco di legna indiretto (carpino o faggio) , versando di quando in quand...
Le sorelle anziane Guglielmina e Anna, nella loro cucina, versano la farina sulla spianatoia e aggiungono un pizzico di sale, lo zucchero, la scorza grattugiata di limone, un po’ di grappa, un rosso d’uovo e tre uova intere. Impastano gli ingredienti con la forchetta e poi con le mani per circa d...
In passato la carruba, oggi destinata ai soli animali, era considerato una prelibatezza, specie dai più piccoli, in quanto veniva consumata in sostituzione della più costosa cioccolata. Una consuetudine che si è conservata, pur se presso pochissime famiglie, è la preparazione di un infuso destina...
La signora Silvana, versa sulla spianatoia la farina di frumento, a cui aggiunge le uova intere, acqua e un po' di sale. Silvana inserisce nella trafila manuale (torcio o bigolàro) l’impasto morbido ed elastico, per preparare i gargati (vuoti all’interno) e i bìgoli. Le taiàdele le ottiene invece...
Una donna, dopo aver alimentato il fuoco del camino con della carta, gira con una schiumarola metallica il latte all'interno di una caldaia di rame posta sul fuoco. Quando il latte si è coagulato, la donna, aiutata da un'altra, toglie la pentola dal fuoco e con la schiumarola raccoglie la parte c...
La signora Santina, all'interno della sua cucina, cuoce la bòsega (Cefalo Bosega) e le volpìne (Cefalo Volpina), squamandole e sfilettandole con il britolón. Poi fa bollire in acqua con aglio, alloro, cipolla e sedano la testa, la lisca, la coda, insieme alla bòsega tagliata a metàl. Santina dopo...
"Una tradizione processionale /.../ è storicamente attestata anche a Roccaforte Mondovì. Il corteo principiava dalla locale Confraternita dei Disciplinanti e si snodava per le vie tortuose del paese fino alla parrocchiale. Là il Cristo, accompagnato dai 'battuti' che recavano i 'misteri' e vestiv...
"A Cortemilia ad esempio, ancor oggi, nei giorni in cui le campane sono legate, i ragazzi fanno il giro del paese suonando conciglie per annunciare il mezzogiorno" (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 204 e p. 210). "Noi di san Michele (una delle due parrocchie di Cortemilia) ci chiamano ...
La festa del Corpus Domini “è sempre stata particolarmente sentita dal popolo di Poirino che vi partecipava (e vi partecipa) in massa. L’elemento più caratteristico della tradizione popolare che innesta nella liturgia ufficiale è dato dallo sfoggio di piante e di fiori con cui si adornano le vie...
"Nel 1819, al vescovo furono segnalate 26 processioni, come appare da un preciso elenco conservato nell'Archivio storico diocesano. Esse erano: Galliate, Trecate, Cameri, Cerano,Vespolate, Borgolavezzaro, Oleggio Grignasco, Romagnano Sesia, Borgosesia, Varallo, Domodossola, Ornavasso, Boscomanero...
A Fontaneto d'Agogna, fin dal 1600, l'uso delle processioni della Settimana santa era presente: La processione del venerdì santo, dopo quella della domenica delle Palme, attorno all chiesa, "si snodava per le vie del paese con l'urna del Cristo morto. Giovani e bambini portavano i simboli della P...
"Nel basso novarese la 'Processione del Cristo morto' si registra a partire dalla fine del XVII secolo nei comuni di Trecate, Galliate e Cameri. Più tardi il rito si diffonde anche nel comune di Borgolavezzaro" (Delconte, 1996, p. 233). "Nel 1819 il cardinale Morozzo /.../ invitava i vicari a ...
"...addirittura quindici giorni dopo Pasqua come nella tradizionale processione del 'Crist' a Cherasco, che parte dalla chiesa dei 'battuti bianchi' di sant'Agostino, anche oggi che la confraternita è scomparsa (Alessandria, 1983, p. 112)" (Borra, 1997, p. 345) (anche p. 356). "... quindici gi...
La compagnia del S. Sacramento è formata da 24 membri nominati ogni anno nel mese di gennaio. Il suo compito è quello di organizzare la processione del giovedì santo. Le sue origini si possono ritrovare nel XIV secolo. Nel giorno del giovedì santo, si va in chiesa intorno alle ore 17.30, si assis...
La sera del Giovedì Santo, secondo un’antica tradizione, si svolge il rituale chiamato dai balmesi 'alà a sunaìa' (andare a suonare). Un tempo la manifestazione si chiamava ‘Festa díi Djudè’ (festa dei Giudei), ed era una delle più importanti di tutto l’anno. Per l’occasione gli uomini indossav...
Nel 2010 il parroco don Igor Peruch nell’ottica di riproporre la tradizione delle processioni, caduta in oblio nel paese da diversi anni, istituisce, in occasione della festa di santa Maria della Consolazione, titolare della parrocchia cocconatese, una processione che non si era mai svolta in p...
"A Vinadio (Cuneo) la tradizione dei 'giudei' continua ancora oggi. Alla sera del venerdì santo, in chiesa, 'quattro uomini vestiti di bianco e con la testa incappucciata, 'giudei' prendono a spalla una bara con dentro una statua di Gesù. Dopo averlo coperto con un velo escono dalla chiesa in pro...
A Monteossolano (un tempo comune autonomo e oggi frazione di Domodossola) la processione di San Marco, per la benedizione delle campagne, detta anche delle rogazioni maggiori, era di abnorme lunghezza, considerato che si portava a termine in non meno di sette ore. Ogni anno si verificavano aspri ...