Intervistato nel 2012, Giuseppe Falchero, classe 1924, diplomato in ragioneria, racconta un'infanzia di miseria e difficoltà vissuta a Pollone, un piccolo paese della collina Biellese la cui economia rurarle era sostenuta dalla coltura di castagni e pastorizia. Giuseppe Falchero è stato uno dei t...
“Il giorno dei Morti, nella prima mattinata, si usava mangiare già per colazione, e a pranzo, se non lo si era fatto, una minestra di ceci. I ceci sono ammollati in acqua dal giorno prima e vengono fatti bollire in abbondante acqua salata con costolette spolpate (‘custiuori’) o cotiche di maiale ...
La città di Melfi è conosciuta anche per essere la patria del marroncino, una castagna coltivata sul territorio del Vulture, in particolare nella zona di Melfi. Si pensa che la pianta del castagno, parte integrante del paesaggio di tutta la zona, sia stata importata dalla Turchia da Federico II. ...
Il marroncino di Melfi è una castagna, di media pezzatura e di forma tondeggiante, che da sempre popola i boschi del parco del Vulture. Ha un colore marrone lucido con striature e si raccoglie tra settembre e ottobre. Fin dal 1960 la Sagra della Varola, dal nome della padella di ferro bucherellat...
E’ la rievocazione dell’investitura dei Conti Carroccio, dinastia locale che si estinse nella prima metà del 1700. La prima edizione della manifestazione risale al 1997. Viene rappresentata nei giorni 30 aprile e 1° maggio. Il gruppo si esibisce sia localmente, sia in altri paesi della provinc...
Rievocazione processo produttivo con castagneto, essiccatoio e mulino.
A Castagnole Monferrato dal 2003, per iniziativa della Casa degli Alfieri, il Giovedì Santo veniva revocata la Passione con la partecipazione della comunità del paese, assieme ad attori, cori, suoni con un Cristo-albero dal tronco spezzato portato processionalmente nelle vie del paese a testimoni...
La mattina del primo gennaio i bambini del paese in gruppo si recavano di casa in casa a svegliare la gente per augurare loro con una canzone il buon anno; in cambio ricevevano come ringraziamento frutta secca, mele, castagne biscottate che consumavano poi verso sera con le famiglie.
A capodanno i bambini e i ragazzi si recavano in ogni casa del borgo a portare il saluto e l’augurio del nuovo anno, recitando la “Bun dì, buna n, dene la stren’a, c’à l’è el prim dì d’lan” (buon giorno, buon anno, offriteci la strenna che è il primo giorno dell’anno) “Le famiglie, al mattino, ...
I bambini il 1° gennaio giravano di casa in casa, per chiedere la strenna, recitando una filastrocca beneaugurante; “cantavano: ‘Bon ann, bon ann, ancoé aj lo prum gioòrn ëd l’ann e i sen toiri mòrt ed fam’ (Buon anno, buon anno, oggi è il primo giorno dell’anno e siamo tutti morti di fame)” (Bos...
Il giorno di Capodanno i bambini si recano di casa in casa, questuando e “dicevano ‘Bon ann, bon ann, a n’à donà dë strèina?’ (Buon anno, buon anno, avete da donarmi la strenna)” (Bosio, Tosin, 2005, p. 71). Dato che nella zona “i castagni faticavano a crescere e non fruttificavano più, al posto ...
A Capodanno nella frazione Chiandusseglio i bambini andavano di casa in casa a chiedere la strenna e recitavano la filastrocca, di cui esistono versioni più recenti in piemontese e non più in ‘patois’, come: ‘Bon dì, bon dì, bon ann: demi la streina dë l prim dì dl’ann’ (Buongiorno, buon giorno, ...
Il giorno dell’Epifania a praticare il rituale di andare in giro nelle case anziché i bambini, erano gli adulti: “c’era la strenna vecchia. Si chiamava così perché andavano i vecchi e gli davano da bere, delle castagne, qualche cosa da mangiare” (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, pp. 223-224).
Una contadina scarica da una grossa cesta di vimini a spalla le castagne nella grà (una piccola torretta in pietra senza finestre annessa alla casa), dove stanno già essicando altre castagne grazie ai fumi che si sviluppano da un piccolo focolare, che viene ravvivato. Due uomini, dopo aver versat...
Ill.mo signore Mi sembra che il modo migliore che possa avere di farle nota con quanto piacere e quanto profitto personale abbia praticato da un pezzo il suo bel libro La scienza in cucina sia quello di mandarle la ricetta che le trascrivo di contro e che spero non le riuscirà sgradita. È una vec...
Margherita Ambrogio è nata nel 1936 a Roccaforte di Mondovì, ed essendo figlia di mezzadri è cresciuta girando differenti paesi fino a quando conobbe il marito e si stabilì a Villero, una frazione di Bastia di Mondovì. Fin da piccola è stata abituata ad aiutare il padre e la famiglia nei lavori d...
Intervistata nel 2012, Mariella Ghirardi, classe 1951, spiega le proprietà delle erbe che raccoglie e coltiva lei stessa. Grazie alla passione ereditata dalla nonna e approfondita attaraverso corsi di apprendimento ed esperienza personale, Mariella Ghirardi ha dato vita al suo orto biologico, co...
Intervistato nel 2012, Mario Simone, classe 1940, nato e residente a Biella, frequenta Bagneri (fr. Muzzano) dal 1969, racconta le attività sostenute dall'Associazione Amici di Bagneri (di cui è membro): la valorizzazione del territorio attraverso la solidarietà nei confronti degli abitanti e la ...
La castagna presente nei boschi del Monte Vulture, denominata “marroncino di Melfi” rappresenta un ecotipo locale presente solo in questi luoghi che si caratterizza per la grossa pezzatura, la forma simmetrica e tondeggiante e per le evidenti striature sulla buccia di color marrone. La polpa di c...
Intervistata nel 2012, Matilde Milano, classe 1943, nata a Castagnei (fr. Muzzano) è chiamata 'Tina'. Matilde Milano racconta la sua esperienza vissuta in fabbrica a Sordevolo dove lavorò come rammendatrice e pinzatrice di pezze di stoffa, lavoro che abbandonò per dedicarsi alla sua vera passion...