Giacomo Oddero, classe 1926, vanta una lunga esperienza nella vita amministrativa, essendo stato sindaco di La Morra, presidente della Camera di Commercio di Cuneo, assessore all’agricoltura della Provincia di Cuneo. La sua testimonianza inizia dalla seconda guerra mondiale, quando il popolo lang...
“Il sabato dell’ultima settimana di Carnevale, gruppi di giovani si travestivano ed andavano in giro per il paese gridando ‘Òhi molita’. Prendevano i coltelli che le persone porgevano e fingevano di affilarli su mole improvvisate” (Mo, 2005, p. 135). Terminata questa farsa, i giovani in genere ve...
Nel periodo di Carnevale i diciannovenni del paese praticavano il rituale dei Ciavrin (figure corrispondenti ai Magnin), che si svolgeva in fasi distinte: la sceneggiata della riparazione del pentolame, la questua, la potentata. “I magnin entravano nei cortili e nelle stalle annunciandosi con il...
Intervistato nel 2011, Jacopo Fotaneto, classe 1978, nato e vissuto a Novara, racconta Novara attraverso la sua esperienza di vita e la sua passione per l'enogastronomia. Cresciuto nel Quartiere di Santa Rita, descrive la realtà novarese soffermandosi sulla realtà gastronomica: ricorda la panisci...
Durante il carnevale “si contrattava ‘ra crava’, cioè la capra: un gruppo prendeva possessivamente una ragazza, le mettevano sulla schiena il manico di un vecchio rastrello, cui avevano tolto la sommità coi denti, la ragazza si chinava e sopra veniva posta una coperta in modo che la V del manico ...
“La Fiorentina” è una storia cantata, tradizionale del paese, che ha per protagonisti la Principessa Fiorentina, il suo innamorato, il Re, la Regina, tre mercanti della Turchia. “Nelle sere d’inverno, soprattutto durante il periodo di Carnevale, gruppi di cantanti-attori giravano di casa in casa ...
“Molto importante era un tempo la ‘Frascata’, una festa organizzata dalla Badia di Cuneo, della la Compagnia dei Folli. Essa entrava in città facendo un gran baccano, composta com’era da molti giovani (che indossavano festosi costumi gialli, rossi e verdi) preceduti dalla banda e seguiti da quara...
Il giorno di Capodanno vi era la consuetudine delle “strenne, che i ragazzi chiedevano andando a cantare di casa in casa (ra stren-a). […] Le comitive di ragazzi giravano cantando: Bun di, buna n Cha en deija ra stren-a Chë arè ‘r prim di dr’ an… Buondi, buon anno – mi dia la strenna – che è ...
Il giorno dell’Epifania a praticare il rituale di andare in giro nelle case anziché i bambini, erano gli adulti: “c’era la strenna vecchia. Si chiamava così perché andavano i vecchi e gli davano da bere, delle castagne, qualche cosa da mangiare” (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, pp. 223-224).
L’ultimo sabato di gennaio si svolge la marcia dei lanternitt, che prende nome dalle vecchie lanterne di cui sono dotati i partecipanti per rischiarare il percorso. La tradizionale camminata veniva un tempo organizzata insieme al paese di Cannobio, dove è nata questa consuetudine: quando l’afflu...
In questa intervista del 2012 Marco Beretta nato nel 1983 ci parla del suo progetto denominato MioBio. Mio Bio è negozio dove si vendono alimenti e prodotti da agricoltura biologica a filiera corta ed a kilometro 0. Il metodo di lavoro è la ricerca di produttori biologici che coltivino con tecnic...
Intervistato nel 2007, Mario Belforti nato a Monticelli d’Ongina il 1931, ci racconta la sua esperienza con il fiume Po e il lavoro di costruzione delle “nasse”. Mario Belforti continua a produrre le nasse come suo padre gli ha insegnato, lo fa con tanta passione, ed essendo in pensione i soldi c...
Un tempo si cantava “nei casolari, nelle notti di Natale, il Martin Madona, la canzone degli innamorati, la più popolare del Canavese, eseguita con un cerimoniale che andava rigorosamente rispettato. Sul far della sera passavano i canterini meno bravi, poi le maschere e, solo dopo mezzanotte, i g...
Intervistato nel 2007, Michele Barini nato a Goro nel 1933, ha passato più di 50 anni della sua vita a far conoscere il delta del Po. Michele è un grande conoscitore del corso del fiume, ancora adesso intrattiene i visitatori con vecchie storie tramandategli dallo zio mentre naviga all’interno d...
Una mandria di vacche passa tra le vie del paese al suono dei campanacci attaccati al collo degli animali. Un gruppo di persone, ferme su un lato della strada attendono l'arrivo dei mandriani per ristorarli con cibo e bevande. Una donna offre da bere a un mandriano a cavallo. La transumanza è lo ...
Pello Urdapilleda, sesto ed ultimo figlio di una famiglia di allevatori di maiali è l'unico della famiglia che si dedica ancora a questa attività. I fratelli si sono trasferiti in città per lavorare nell'industria,nemica secondo Pello Urdapilleda tradizioni alimentari. La felicità è mangiare un...
Per tutto il periodo carnevalesco attori improvvisati, con una scenografia trasportabile, mettevano in scena, nelle case o nelle vie del paese, la farsa del “pianté a taragna” (piantare il filare). Nel luogo della recita veniva posata la “taragna”, costituita da due pali uniti con canne e tralci...
La sera del Giovedì Santo, secondo un’antica tradizione, si svolge il rituale chiamato dai balmesi 'alà a sunaìa' (andare a suonare). Un tempo la manifestazione si chiamava ‘Festa díi Djudè’ (festa dei Giudei), ed era una delle più importanti di tutto l’anno. Per l’occasione gli uomini indossav...
La "Cannaiola" è un vino eccellente, da pasto e da dessert. Negli ultimi anni questo vino ha fatto un grande passo in avanti per quanto riguarda la qualità, anche se a Marta sono nati diversi conflitti tra soggetti diversi in seguito alla valorizzazione di questo vino. La "Cannaiola" è un vino al...
Nella tradizione garganica l'arancia si presta a molteplici ed eterogenei usi, al di là del suo consumo diretto, grazie allo sfruttamento integrale di ogni sua parte. Si tratta di saperi in via di estinzione, che negli ultimi tempi sono stati però oggetto di recupero e promozione. I semi dell'ara...