Nella frazione Carboneri, l’ultima domenica di carnevale nella piazza viene distribuita la polenta con salciccia e spezzatino. Durante il pomeriggio sono previsti intrattenimenti e giochi vari per i bambini. Una cena presso i locali della Società agricolo-operaia conclude i festeeggiamenti.
I festeggiamenti si aprono l’ultimo sabato di carnevale, con la sfilata in notturna per le vie del paese dei carri allegorici illuminati e dei gruppi mascherati a piedi, accompagnati dalla banda musicale. Il corteo, che parte da piazza Borella, è aperto dal carro con le maschere locali, la Cavule...
Nel paese a Carnevale “sfilavano carri con personaggi mascherati: la Castellana, una reginetta di origine storica, e una volta anche il personaggio di Garibaldi” (Castelli, 1999, p. 118). Tra inizio Novecento e metà anni Cinquanta venivano recitate in piazza le ‘busiunè’ dialettali che “svelavan...
Il Carnevale già tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo veniva festeggiato con la sfilata di carri allegorici. Lungo tutto il Novecento, salvo brevi interruzioni dovute a vicende belliche e crisi economiche, i festeggiamenti carnevaleschi hanno sempre avuto grande rilevanza. Nel 1952, venn...
Nella frazione San Giacomo a Carnevale “in piazza, davanti alle scuole, si cocevano i fagioli e la panissa che venivano poi distribuiti gratuitamente con cotechino, salame cotto, involtini di cotenna di maiale. Finito il pranzo si passava poi di casa in casa e si offrivano vino, bugie, frittelle...
Il Carnevale torinese ha origini molto antiche e le prime attestazioni sono legate a provvedimenti delle autorità per evitare problemi di ordine pubblico, dovuti al clima di trasgressione creato da “riti spesso comici e licenziosi, trionfo del piacere più sfrenato con banchetti, danze, giochi e l...
In occasione del Carnevale un tempo veniva preparato il “carro allegorico sul quale si sistemava una stufa a legna dove si cuocevano i fagioli con le cotiche e alla sera si ritrovavano tutti nel salono per il gran veglione” (Chiesa, Perdomo, 2007, p. 207). Oggi il Carnevale viene festeggiato una...
A Cascinagrossa in occasione del Carnevale dal 1900 al 1930 circa la bosinata veniva recitata nella piazza del paese da Elia Castellani (‘u Lia’), mascherato, affiancato dall’amico ‘Gabot’ e altre persone in maschera. “Finita la businà, la carovana di maschere si recava a Litta per unirsi ai loc...
Nella frazione di San Giuliano Nuovo in occasione del carnevale “ci si limitava a fare un carro con maschere e orchestrina, poi rottura della pentolaccia in piazza, la domenica grassa (‘duminica dla pignata’) e infine, tra spari di fucile, falò del fantoccio di paglia raffigurante Carnevale (‘bri...
Nel paese la tradizione della bosinata pare antica, anche se “i testi reperiti comunque appartengono ai Carnevali dal 1968 od oggi [1999], organizzata dal Comune, da Polisportiva Masiese e Avis (dal ’70), e dalla Pro Loco(dal ’93). Autore Giuseppe Cacciabue ‘Pimpi’, insegnante elementare e coltiv...
Nella frazione di Spinetta Marengo in occasione del carnevale già prima del 1880 venne introdotta l’usanza della bosinata dall’artigiano sugheraio Stefano Boschi (‘Stevu u Stupuné’): “travestito da Gagliaudo, la recitava a memoria in paese (in piazza delle scuole e in piazza della chiesa) su un c...
I festeggiamenti di Carnevale, in alcuni anni preceduti da una cena, iniziano il sabato sera con il ritrovo presso il Comune e la passeggiata per le vie del paese alla scoperta di chi impersona le maschere locali, Barba Pero e Magna Danda. Quindi il rientro in Municipio per la cerimonia di con...
La festa di Carnevale, che ha origini antiche, si svolge attualmente in piena quaresima. Il venerdì sera avviene la presentazione e investitura delle maschere locali, Lolu e Lola, del Generale, delle damigelle e delle fasolere; la cerimonia è rallegrata dall’esibizione della banda musicale. Sab...
L’ultimo sabato di carnevale, avviene la cerimonia di investitura delle maschere rappresentative dei sei comuni della Val Sangone (Reano, Sangano, Valgioe, Giaveno, Trana, Coazze). I gruppi in costume raggiungono in corteo la sede della comunità montana Val Sangone, dove i sindaci consegnano alle...
I festeggiamenti iniziano il venerdì antecedente l’ultima domenica di carnevale. Alla sera, dal balcone del palazzo comunale, dopo la lettura del proclama vengono presentate le maschere locali della Bela Ampajaura e del Cadregat e i loro paggetti. Segue la fiaccolata per le vie del paese, a cui p...
Nella frazione Marcorengo il carnevale veniva festeggiato nei tre giorni conclusivi, da domenica e Martedì grasso. All’inizio del Novecento “consisteva soprattutto in grandi baccanali, in lunghe serate passate all’osteria ed aveva il suo culmine il martedì quando ‘moriva’ e lo si bruciava sotto f...
Nel 1976 il comitato “Amici del Carnevale Andezenese” lanciò un concorso con sfilata per le vie del paese di carri allegorici e gruppi mascherati. “Tutti i partecipanti erano tenuti a gareggiare obbligatoriamente per il proprio borgo” (Bassignana, s.d., p. 139). Il paese venne diviso nei seguent...
Nel paese “sino agli anni ‘50 circa, un comitato informale dei festeggiamenti (di solito gruppi di giovani o meno giovani buontemponi) organizzava carri e mascheramenti vari, mentre i più dotati di estro poetico componevano il testo del ‘Testament ‘d Carvé’ satireggiante un po’ tutti. Nel 1947-48...
Nel paese in occasione del carnevale venivano declamate le bosinate. Queste ”si sarebbero effettuate sino al 1936 circa, con testi forse a stampa, di cui però non si rinviene traccia. Trattandosi di un paese con forte tradizione di sinistra, sono restate nella memoria alcune strofette di intonazi...
Il Carnevale era caratterizzato da due momenti rituali: le bosinate e il taglio della testa del tecchino. Nel paese “la ‘busiunà’ si è recitata sino all’avvento del fascismo. "La rappresentazione pubblica avveniva in piazza, su un carretto a molle, dopo il rituale ‘saut al pichin’, o rodeo del ...