Nella frazione Piana a Carnevale “nella sfilata per le vie del paese, Monsù e Madama Pela Cordin si fanno accompagnare dalle Bele Frolere (fragolaie) e dia Paisanòt, contadinelli, coltivatori di fagole, tipico prodotto locale. E il martedì grasso si godono, tutti insieme, lo spettacolo del grande...
Maschere caratteristiche del paese sono ‘l Tumé e la Tumera, che richiama le tome, tipico prodotto locale. “Il martedì grasso, in piazza, si fa una grande polenta che viene distribuita insieme con salciccia e vino” (Gallo Pecca, 1987, p. 429).
Nella frazione San Giovanni a Carnevale “una volta, si svolgeva anche la storica giostra del tacchino, nella quale erano contrapposti i Cüreur e i Gelus, due per parte. I Cüreur (dal nome francesce ‘avant-coureur’ = chi precede) rappresentavano i nobili, i Gelus i poveri: i primi gareggiavano con...
“La Bela Fasolera, eletta il venerdì grasso, partecipa alla sfilata notturna delle maschere, alla parata dei carri allegorici e presiede, soprattutto, alla fagiolata (fasoj grass), che viene qui chiamata celtica” (Gallo Pecca, 1987, p. 471).
“Il pomeriggio del martedì grasso Zòrs viene issato sopra un carro e portato in giro per le vie del paese; quando giunge un piazza legge il testamento, il consueto documento carnevalesco con cui si passano in rassegna, per burla, tutti i fattacci e gli scandali del paese. La sera Re Zòrs, il gran...
Il Carnevale di Borgosesia, di origini ottocentesche, si articola oggi lungo l'arco di circa un mese fino al mercoledì delle Ceneri, con numerosi appuntamenti. I festeggiamenti si aprono, solitamente di sabato, con l'arrivo della maschera, Peru Magunella, atteso in piazza Marconi dalla consorte G...
Personaggi del Carnevale sono la Vezzosa Mugnaia, il Conte, la Contessa, il Notaio, che ricordano la pace conclusa tra i Ivrea e Vercelli nel 1251, nel prato di Sant’Eusebio. “Ancora nel XVI secolo a Carnevale si bruciava il ‘paliarolo’, un fantoccio di paglia. Nel rispetto delle tradizioni, a Bo...
Personaggi del Carnevale montanarese sono il Generale e la Ciaplera, con la loro corte formata da 4 dame e altrettanti araldi e da 8 ciaplerine. I festeggiamenti si aprono il giovedì grasso con una rappresentazione teatrale in dialetto piemontese e proseguono venerdì con una serata musicale org...
Martedì grasso in piazza Principe Doria viene preparata la polenta e trippa. In un calderone di rame vengono cotti per ben 16 ore 120 kg di polenta e 150 kg di trippa. Attorno alle ore 13 inizia la distribuzione di questo tradizionale piatto.
Durante il Carnevale “I giovani con la coccarda sul cappello, accompagnati dalla musica di un organetto,andavano a ballare nelle aie. Il Giovedì grasso interravano nella piazza del paese un gallo; poi bendati, con una falce cercavano di tagliare la testa fuori terra del povero gallo” (Ramella, 19...
L’ultimo sabato di carnevale, alla sera, la gente si recava verso ‘ër cantún Garian’, all’incrocio con la strada per alba. Qui le due bande allora esistenti e le autorità attendono l’arrivo della carrozza con le maschere poirinesi Barba Peru e Magna Danda ( i nominativi di chi le impersona sono t...
Il sabato dopo martedì grasso, nel pomeriggio si svolge la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati a piedi, che parte in zona Bacino e attraversa le vie del paese. Al termine, presso il centro sociale, vengono distribuiti vin brulé e te.
I festeggiamenti si svolgono nel primo fine settimana, dopo martedì grasso. Sabato alle ore 20 vengono presentati il Cartuné e la Funsnera, maschere rappresentative del paese. Domenica durante la mattinata si svolge la sfilata nelle frazioni e, dopo celebrazione della messa viene distribuita la...
Sino all’inizio del Novecento durante uno degli ultimi giorni di carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa al tacchino (‘biru’): “Ciò accadeva nel ‘prà dal pus’ verso il ‘navili’ (canale Gazelli). Il tacchino legato alle gambe, veniva messo in una buca, da cui uscivano solo la testa e il coll...
“I giovinastri di Lemie, durante il periodo carnevalesco, giravano il paese con le campane delle mucche o delle capre, producendo un fragoroso scampanio. L’ultimo giorno di Carnevale i ‘mascradaj’, cioè i giovani del posto travestiti, salivano su un ‘birocc’ addobbato con ‘rame, bindej e ciòche’...
“Il Carnevale di Caravino si muove sulla falsariga di quello di Ivrea. I caravinesi danno l’assalto al Castellazzo, dove piantano lo scarlo: destinatario delle loro ire non è il Marchese del Monferrato, ma il famoso capitano di ventura Facino Cane, che, agendo un po’ per proprio conto e un po’ gu...
In occasione del carnevale sono previsti più momenti di festa, che iniziano con l’investitura de “la Campagnina, so Acompagnatur e Famija”, il penultimo venerdì di carnevale, nel corso di una serata con intrattenimento musicale e rinfresco; alla cerimonia intervengono numerose maschere di varie p...
Durante il periodo carnevalesco in paese “si recitava la busiunà o bosinata, specie di confessione pubblica dei peccati in rime dialettali , che passava in rassegna tutti i fatti accaduti durante l’anno e non risparmiava frecciate a chi aveva in qualche modo sgarrato” (Castelli, Ghezzi, 1986, p. ...
I festeggiamenti iniziano l’ultimo sabato di Carnevale con la sfilata notturna dei carri allegorici. Dopo la presentazione delle maschere durante il pomeriggio, alle ore 21 parte la sfilata da piazza Vittorio Veneto e si snoda da piazza Roma, via Buniva, via Monte Grappa, via dei Mille, via Clem...
I festeggiamenti carnevaleschi si svolgono in due fasi. L’ultimo sabato di Carnevale, alla sera sotto l’Ala di piazza Don Bosco vengono presentate le maschere cittadine, il Conte e la Contessa di Rivalba, Segue la cena, a cui partecipano le maschere dei paesi limitrofi; la serata è allietata da m...