Nella frazione Bobbia protagonisti del Carnevale sono Pinòtü, la Bela Gin (sua moglie), le Bele Amsunaury (le spigolatrici), il Gran Cancelliere, i tamburini e gli sbandieratori. “All’inizio del Carnevale il Gran Cancelliere, invece di consegnare a Pinòtü la tradizionale chiave della città, gli ...
“I Cisternesi a Carnevale ricordano, con una festa notturna, il primo Principe della Cisterna, Giacomo. Il Principe e la Principessa, scortati da dame e paggetti, scendono dal maniero medievale per dare la loro autorizzazione ai festeggiamenti. I nobili fraternizzano con i loro sudditi: tutti ins...
“Nei primi giorni di Carnevale i giovani preparavano ‘lo babacio’ (fantoccio), costituito da due bastoni incrociati, ricoperti di paglia e rivestiti con giacca e pantaloni, che veniva conservato per tutto il Carnevale in una stalla della frazione Mondezza; a volte gli si apendevano sopra mandarin...
Il tempo di Carnevale considera un periodo che va dall'Epifania al Triduo pasquale. Le feste del Carnevale nella settimana grassa, mercoledì delle Ceneri e Quaresima sono variabili in quanto determinate a ritroso della Pasqua, la cui datazione nel calendario liturgico dipende dalla luna. La Pasqu...
Nella frazione San Giacomo a Carnevale “in piazza, davanti alle scuole, si cocevano i fagioli e la panissa che venivano poi distribuiti gratuitamente con cotechino, salame cotto, involtini di cotenna di maiale. Finito il pranzo si passava poi di casa in casa e si offrivano vino, bugie, frittelle...
Il Carnevale torinese ha origini molto antiche e le prime attestazioni sono legate a provvedimenti delle autorità per evitare problemi di ordine pubblico, dovuti al clima di trasgressione creato da “riti spesso comici e licenziosi, trionfo del piacere più sfrenato con banchetti, danze, giochi e l...
Durante il Carnevale “I giovani con la coccarda sul cappello, accompagnati dalla musica di un organetto,andavano a ballare nelle aie. Il Giovedì grasso interravano nella piazza del paese un gallo; poi bendati, con una falce cercavano di tagliare la testa fuori terra del povero gallo” (Ramella, 19...
“Le persone di mezza età e gli anziani ricordano i lunghi preparativi che precedevano il carnevale di un tempo. Una sessantina di anni fa, gli incaricati erano quattro: un priore uscente, due sottopriori e un priore entrante. Erano quattro persone di una certa età che capeggiavano l'avvenimento e...
L’ultima domenica di carnevale, attorno alle ore 10 inizia la distribuzione dei ‘tortiou’ (frittelle). Un carro, sul quale è installata una cucina per preparare le frittelle, trainato da un trattore percorre le strade del paese. Ad ogni fermata vengono distribuite alle famiglie le frittelle in c...
L’ultimo sabato di carnevale, alla sera, la gente si recava verso ‘ër cantún Garian’, all’incrocio con la strada per alba. Qui le due bande allora esistenti e le autorità attendono l’arrivo della carrozza con le maschere poirinesi Barba Peru e Magna Danda ( i nominativi di chi le impersona sono t...
Sino all’inizio del Novecento durante uno degli ultimi giorni di carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa al tacchino (‘biru’): “Ciò accadeva nel ‘prà dal pus’ verso il ‘navili’ (canale Gazelli). Il tacchino legato alle gambe, veniva messo in una buca, da cui uscivano solo la testa e il coll...
"Usanze del carnevale - Bagnasco (1927) - Ballo della sciabola. Nel primo venerdì di Quaresima una frotta di giovani va raccogliendo uova e poi su di una piazza fanno in pubblico la polenta con una frittata più o meno grande a seconda delle uova raccolte..." (Milano, 2005, p. 144). Accenno anche ...
"A Limone: il 'curel', l'arlecchino, il turco e la turca, il giardiniere e la giardiniera, il dottore, il giustiziere, 'Zandumeni carluvor', 'lu veciu e la vegia', 'l'ampudrur' - testamento di Zandumeni - esecuzione capitale - festa all'albergo" (Milano, 2005, p. 78) "Il 'curel' - il 'turch' ...
A Carnevale, un tempo, attorno al falò di piante secche di granoturco si beveva, si ballava il ‘calison’ (riddone), si mangiavano gli ‘scunfion’ (frittelle cotte nell’olio di ravissone) e si gridava ‘Masuma Carvà’ (ammazziamo il Carnevale). Oggi, preceduto da una tombolata, nel pomeriggio della ...
Il carnevale trae origine dai festeggiamenti della popolazione per la cacciata degli invasori Saraceni, avvenuta nel X secolo. Con il passare dei secoli la festa, riservata ai soli maschi, subì progressive trasformazioni e i giovani iniziarono ad abbellire i vestiti utilizzati nell’occasione co...
Dal 2010 viene rievocato, nel periodo quaresimale, il rituale di cantar le uova. Lungo il percorso che attraversa corso Libertà, via Filipetti, via Giovanni XXIII°, le piazze Zoppa, Cavour e Repubblica, con arrivo in piazza Aosta, un gruppo folkloristico ripropone musiche e ballate della tradi...
L’ultima domenica di ottobre dal 2001 si svolge la castagnata, che da un lato vuole ricordare un frutto che fino al secondo dopoguerra faceva parte dell’alimentazione quotidiana per la popolazione della collina, dall’altro essere un’occasione di promozione dei prodotti tipici della collina torine...