L’Abadia di Cuorgné organizzava all’inizio del Seicento “la festa del 1° maggio con piantamento di una ‘pianta onorata’, da acquistare da terzi” (Ramella, 1996, p. 122). Nel 1613 la Comunità “versa all’abate della Gioventù ‘2 scudi per acquisto del maggio ossia pianta’ ” (Ramella, 1996, p. 122).
Maggio, con punta di pino addobbata di coccarde e specchi (cfr. Borra, Grimaldi, 2004, p. 21). "Nel maggio del 1972 alcune ragazze del Gruppo spontaneo ripresentano ai contadini di Magliano Alfeiri e di Castagnito la festa del Calendimaggio" (Adriano, 2006, p. 25). Il rito ritorna ogni tan...
"...iniziava a Mongardino una questua di cui troviamo notevoli tracce su buona parte del territorio collinare della nostra regione. Alle donne competeva l'esecuzione di questo rito itinerante /.../. Gruppi di 'signorine' passavano di casa in casa e cantavano una bella canzone che annunciava il ri...
“Nella prima domenica di maggio di ogni anno in questo villaggio vi è una graziosa usanza, che di dice cantar maggio, cioè cantare la festa della natura che colla dolcezza del cielo riveste dei suoi ornamenti la terra rendendole la giovinezza, spiegando gioconda la polpa delle sue bellezze fioren...
Nel mese di maggio veniva festeggiato il calendimaggio. Un gruppo, normalmente formato da tre ragazze, girava per il paese: “una, al centro, teneva tra le mani la cima di un pino ‘pessera’ (una pianta che era molto diffusa nei boschi della zona), adorna di nastri, fiori di carta e figurine confez...
Nella festa del Calendimaggio “fanciulle danzanti cantano intorno all’albero del Maggio, il Maj. Ecco una canzone di maggio di Montiglio: - Entruma an tis palasi / ca fasa bel entré /ciamuma la padruna / sa lòl lase canté Ritornello: Ò ben vena Mag / ò ben sia al meis ad Mag - Si vòri nen che...
“Un mattino dei primi giorni di maggio, un gruppo di ragazze (ma […] vi erano anche dei ragazzi che suonavano l’armonica a bocca), andavano in giro per le cascine e per il paese, sostando a ogni abitazione, una di esse era vestita da sposa, con finti gioielli, altre recavano un bel ramo di abete ...
In frazione Trepellice “durante tutto il mese di maggio si danzava intorno a un grande albero, il ‘maj’ (il maggio), un tronco ornato di frasche di bosso e fiori di carta, per festeggiare la bella stagione. […] l’albero veniva scelto nei boschi, un tempo numerosi nella zona: doveva essere dritto...
Basilicata, dalla storia il sapore delle tradizioni. Il calzoncello di castagne La gastronomia è uno degli elementi caratterizzanti della cultura di un popolo. La Basilicata, antica Lucania, racconta attraverso il suo cibo l’identità di una terra che, al centro del Sud Italia, è stata luogo di pa...
Camila Mansilla, classe 1996, è stata intervistata per i Granai della Memoria all'interno del progetto "Il Cibo a 4 Occhi" organizzato dal Comitato Festa dei Popoli di Vercelli, l'Università del Piemonte Orientale "A. Avogadro" e l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Nell'intervist...
In frazione Piello la prima domenica di giugno dal 2012 si svolge la manifestazione “Camminar suonando”. I gruppi musicali partono ogni 15 minuti e sono seguiti dal pubblico in un tracciato di circa 5 km, che si snoda lungo antiche mulattiere, attraverso i boschi. I gruppi itineranti e le band co...
La prima edizione si è svolta, dal 4 al 10 luglio 2015, a Matera ideata e realizzata dalla Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera (SSBA-UNIBAS) e dallo Studio Archeologico Chora in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia della Basilicata, il Polo Museale della Basilic...
Il canestrato di Moliterno è un formaggio a pasta dura di forma cilindrica composto dal 70-90% di latte di pecora e dal rimanente 10-30% di latte di capra che viene stagionato per almeno 60 giorni. La versione più stagionata viene consumata prevalentemente grattugiandolo sui piatti di pasta fresc...
II Canestrato di Moliterno IGP è prodotto tutto l’anno utilizzando latte proveniente da greggi alimentate principalmente al pascolo, con foraggi freschi e fieni. Gli ovini appartengono alle razze Gentile di Puglia, Gentile di Lucania, Leccese, Sarda, Comisana e loro incroci, mentre le capre so...
Dalla pubblicazione “Basilicata Food & Wine” edita dall’Unione Regionale Cuochi Lucani, una ricetta dello chef Michele Tamburrino Ingredienti per quattro persone: CANNOLO ALLE OLIVE: 50 gr. di Olive di Ferrandina (disidratate e senza nocciolo), 40 gr. di Pane bianco in cassetta, 60 gr. di Farina ...
'Cianta e Suna' è nata con l'intento di far conoscere le borgate del piccolo Comune, i prodotti enogastronomici locali, la musica tradizionale. A questo scopo, dal 2004, è stato inserito il concerto del sabato sera con un gruppo musicale noto e quindi di richiamo. Alla festa partecipa in genere m...
Ogni sabato sera, durante la Quaresima, un gruppo di giovani (uno dei quali vestito da frate, con un sacco in testa e un cestino in mano), suonando la fisarmonica, il clarinetto e il basso, andava in giro per il paese suonando e quando giungeva in un cortile cominciava a cantare: "Suma partì da...
Durante l’intero periodo quaresimale, dalle Ceneri al Sabato Santo, nel paese si svolge il rituale di “ir canté j’uov”, una questua notturna “in cui i questuanti procedono di casa in casa cantando rituali strambotti. In cambio ricevono le uova ed ora anche altro, come galline, conigli, bottiglie...
Nella frazione Castel San Pietro viene riproposta, la quinta domenica di Quaresima, l’antica tradizione di ‘Canta j euv’, che nelel campagne celebrava il ritorno della primavera. Dalle ore 16.30 la brigata percorre le vie del paese, fermandosi di porta in porta a suonare e cantare qualche strofa ...
Sino intorno al 1950 durante la quaresima un gruppo di giovani andava in giro di cascina in cascina a cantar le uova. Il canto iniziava con questa strofa: O dene, dene d’j oeuv Ma dl’la galin-a bianca I vostri ausin an sido Che chila l’è mai stanca Questa antica consuetudine contadina, le...