Feste popolari
Calendimaggio
In frazione Trepellice “durante tutto il mese di maggio si danzava intorno a un grande albero, il ‘maj’ (il maggio), un tronco ornato di frasche di bosso e fiori di carta, per festeggiare la bella stagione. […] l’albero veniva scelto nei boschi, un tempo numerosi nella zona: doveva essere dritto, di legno pregiato, alto almeno una trentina di metri; i giovani lo recidevano e lo trasportavano in mezzo ad un largo spiazzo. Qui lo adornavano e vi infilzavano due bandierine, una un po’ più in basso e l’altra sulla cima, poi con grande fatica, adoperando corde lunghe una decina di metri, lo alzavano verso il cielo e lo fissavano al suolo piantandolo in una buca profonda. La base del tronco, affinché fosse più difficile l’arrampicata veniva rivestita con lamine di metallo. A notte tarda la brigata si ritirava, ma, a guardia, sotto una vicina tettoia, restavano alcuni ragazzi cui era demandato un compito molto impegnativo: difendere il ‘maj’ dagli assalti dei giovani delle altre frazioni e del capoluogo, che miravano alla conquista delle bandiere: offesa grave il furto di quella più in basso, evento gravissimo l’asportazione di quella che svettava in cima: disonore e infamia per i vinti, trionfo per i conquistatori che se le portavano come trofei sulle loro piazze e in giro per le contrade. Così, in caso di attacco, le guardie, che erano armate di pietre, tiravano senza pietà a difesa del loro onore, largamente contraccambiati dagli invasori” (Gallo Pecca, 1987, p. 492).