Giuseppe Favaro, nato a Volvera nel 1934, assicuratore, inizia ricordando che ha ricoperto la carica di sindaco all’inizio degli anni Sessanta e segnala alcune curiosità sull’origine del toponimo Volvera e di quello della frazione Zucche. Ricorda poi la processione del Venerdì Santo, che fino a 4...
Giuseppe Gravino, classe 1943, racconta di come si è trovato a lavorare in FIAT e la sua difficoltà ad accettare le regole nonostante la capacità di conquistare il rispetto dei capi. Racconta il lavoro duro alla “pomiciatura” ossia verniciatura delle auto.Evidenzia il suo pensiero sulla classe op...
Racconta la propria autobiografia a partire dai ricordi d’infanzia, i giochi con gli altri bambini di Volvera; il periodo delle scuole elementari dal 1954 alò 1959 all’interno di un edificio scolastico che ora non c’è più. Nel 1959 viene inviato a Giaveno per studiare da prete presso il seminario...
Giuseppina Gianotti, nata nel 1934, è stata intervistata per i Granai della Memoria nel 2013. Giuseppina racconta la sua vita, dalla sua infanzia passata a Torino, alla pensione. I ricordi danno forma all'esperienza lavorativa dell'intervistata e raccontano l'esperienza maturata come sarta, opera...
Aubin Louis Millin che percorre la valle Susa ad inizio Ottocento dice che il rito delle danze armate era praticato "dans presque toutes les communes de l'arrondissement" e che "les espadonniers de Salbertrand ont instruit ceux des communes voisines". Un rito, secondo Millin, che si era diffuso a...
In occasione della processione di san Costanzo, patrono di Meana, ma molto apprezzato e venerato in valle Susa, erano presenti gli spadonari (anche a Vaie secondo Patria e Odiardi, 1978). "Gli spadonari esistevano in tutti i comuni della media valle di Susa - da Vaie a Salbertrand - che avessero ...
Nelle sere di carnevale i gruppi di giovanotti “andavano a cantare i ‘Magnin’. […] Il ‘Magnin’ è lo stagnino; dei giovani con il volto nero di fuliggine lo rappresentavano in mascherata, andando di casa in casa, suonando, cantando e percuotendo latte, pentole e tegami, raccoglievano cibarie per ...
Nel piazzale del Monte dei Cappuccini viene organizzato dal 2002 il Gran ballo d’inverno, una manifestazione finalizzata alla riproposizione del ballo tradizionale occitano, adattato alla sensibilità contemporanea, che ha fatto registrare una crescente partecipazione di pubblico. Dalle ore 21 a...
Nel 1982, a fine maggio, viene organizzata, nella piazza antistante il palazzo municipale, la prima edizione del Gran Premio degli asini. La manifestazione si apre con una sfilata, a cui partecipano gruppi storico-folkloristici e gli sbandieratori ed seguita da una corsa di asini. Gli animali ...
I festeggiamenti del Grande Carnevale, nato, nell’attuale formula, nel 1985, si svolgono in avanzata Quaresima. Il sabato sera dal balcone del municipio vengono presentati i personaggi storici del conte Lasbianca e della Bela Saulera. Seguono la distribuzione di vin brulé, la fiaccolata per le v...
La festa, nata nel 2007, si svolge in piazza del Mercato, via Roma e piazza del Peso. Vengono esposti trattori, macchine e attrezzature agricole che testimoniano l’evoluzione delle meccanizzazione agricola da fine Ottocento agli anni Sessanta del Novecento. Nel corso della giornata si svolgono ...
La manifestazione Ij Bià (la mietitura), grande festa della trebbiatura, viene effettuata per la prima volta nel 1996, presso la cascina Oviglia. Successivamente viene trasferita nell’area circostante la chiesa della Madonna della Fontana, una sede più ampia e consona, anche in considerazione del...
La seconda domenica di Ottobre Carmagnola festeggiava, e festeggia tuttora, la festa dei Corpi Santi. La festa aveva una doppia valenza: religiosa e profana. L'aspetto religioso veniva sottolineato con una messa solenne al mattino, seguita da una processione a cui tutta la popolazione partecipava...
Durante il carnevale “gruppi di giovani e di ragazzini andavano di stalla in stalla, di borgata in borgata, camuffati con fantasia (y ervesti) cantando e recitando ‘I mesi’, ‘ra cansun busiarda’ (la canzone bugiarda legata al mondo alla rovescia dei rituali carnevaleschi)” (De Pizzol, 1981, p. 87).
La sera del 16 febbraio nelle borgate del paese vengono accesi i falò per ricordare la concessione da parte del Re Carlo Alberto, il 17 febbraio 1848, dei diritti civili e politici a valdesi ed ebrei. Il giorno successivo alle ore 8.30 parte da Fleccia il corteo in costume tradizionale, accompa...
Per ricordare la concessione da parte del re Carlo Alberto, il 17 febbraio 1848, dei diritti civili e politici a valdesi, il 16 febbraio alle ore 19,30 da piazza Caduti parte la fiaccolata, con la partecipazione della corale e della scuola domenicale, che raggiunge Sibaud per l’accensione del tra...
Le cerimonie in ricordo del 17 febbraio 1848, quando il re Carlo Alberto concessi i diritti civili e politici ai valdesi, iniziano la sera del 16 febbraio. Alle ore 20,00 al suono della campana vengono accesi i falò in tutte le borgate del paese. Il giorno successivo, alle ore 9.15 davanti al t...
La festa a ricordo del 17 febbraio 1848, quando il re Carlo Alberto concessi i diritti civili e politici ai valdesi, inizia la sera del 16 febbraio. Alle ore 19.00 dalla scuola grande del capoluogo parte la fiaccolata che scende sino al falò degli Stallé; qui confluisce anche il corteo della chie...
In ricordo della concessione ai valdesi dei diritti civili e politici, da parte del re Carlo Alberto, il 16 febbraio si svolge la fiaccolata con ritrovo alle ore 18,45 nel cortile dell’Asilo valdese (per dare l’opportunità agli anziani, ospiti dell’istituto, di essere partecipi dell’evento), che ...
La festa in ricordo del 17 febbraio 1848, quando il re Carlo Alberto concessi i diritti civili e politici ai valdesi, inizia la sera del 16 febbraio con l’accensione dei falò nelle borgate. Alle ore 20,00 parte dal falò del Rocco la fiaccolata, aperta dai ragazzi della scuola domenicale con le la...