Feste popolari
I Corpi Santi
La seconda domenica di Ottobre Carmagnola festeggiava, e festeggia tuttora, la festa dei Corpi Santi. La festa aveva una doppia valenza: religiosa e profana. L'aspetto religioso veniva sottolineato con una messa solenne al mattino, seguita da una processione a cui tutta la popolazione partecipava numerosa. La festa, che nasceva nel borgo carmagnolese di San Bernardo, coinvolgeva numerosi cittadini e faceva nascere l'occasione per invitare parenti e amici intimi per consumare un pranzo e una cena più ricchi del solito, e dove si coglieva l'occasione di imbandire la tavola con la tovaglia ricamata. I preparativi di questa festa nel passato cominciavano già giorni prima, con l'arrivo del ballo a palchetto, del tiro a segno e del torronaio. Si svolgeva anche la pesca di beneficienza, autorizzata dalla Finanza solo se il ricavato andava a favore di opere parrocchiali. Nella prima metà del Novecento, testimonianze e ricordi permettono di registrare ancora un'intensa pratica rituale connessa all'uccisione degli animali, attesissima soprattutto dai giovani che a cavallo si divertivano a "s-cianchè la testa a le galine" (strappare la testa alle galline o altri volatili) in un prato vicino al ballo, dove venivano piantate due "braghè" (pali) a cui si tendeva una fune per appendere gli animali e dove i giovani lanciati al galoppo si sfidavano in una gara di abilità: afferrare con la mano la testa degli animali e strapparla. Un addetto, aiutandosi con una carrucola, faceva scendere e salire gli animali. Al termine della giostra il giovane cavaliere che aveva staccato la testa dell'animale, aveva il diritto di portarla a casa, anche se nella maggior parte dei casi, veniva lasciata alla trattoria locale per mangiarla alla sera in compagnia. Tale pratica verrà col tempo abolita e sostituita da altre come: la rottura delle pignatte, la corsa nei sacchi, il tiro alla fune o l'albero della cuccagna.