Saperi e tecniche
equipaggiamento notevole di reti lago di Bolsena principali predatori dei coregoni pesca di costa lucci di grandi dimensioni tipi di pesci pescatori poveri del passato centinaia di reti mese di gennaio gamberi killer ultimi anni tipi di pesca pesca unico pesce del lago pesca tradizionale di tinche laghi del Nord avannotti del coregone pesca del coregone commercio di una certa consistenza acque basse pesca dei cefali gamberi della Louisiana artavelletti co coregone passato periodi dell'anno pescatori Novecento proveniente tinche persico-trota lucci pesce uova vorace predatore incubatoi di Marta lattarini salmonide mercato botta ncotte cefolare bollonara reti carni semine artane artavelli retoncine mazzeatura introdotti
Saperi sulla pesca del lago di Bolsena: le "retoncine" e le "retone" per la pesca del coregone, delle tinche, dei lucci e dei persici
Per la pesca nel lago di Bolsena vengono usati diversi tipi di reti. Ci sono le "retoncine" che sono reti a fondo alte circa 2 metri, che vengono messe sul fondale dai venti metri fino ai 50-60 metri di profondità. Per la pesca del coregone le "retoncine" ogni 10 "castelli" (lo spazio tra due legature della rete sul "sagolettino") hanno un "suretto", un piccolo galleggiante attaccato al "sagolettino", in modo che la parte superiore della rete stia dritta e la parte inferiore appoggi nell'erba. Nella parte inferiore c'è invece l'"armatura", una "sagola piombata" che appesantisce la rete facendola rimanere dritta a fondo. La larghezza della maglia ("majo") della rete viene calcolata a millimetri. A seconda della grandezza della maglia e dei fondali dove vengono messe, si fa un determinato tipo di pesca, a persici, coregoni, lucci o tinche. Per la pesca al coregone si usano soprattutto le "retone", che sono alte 8 metri e hanno solo due "suri", "uno da capo e uno da piedi" e la "sagola piombata" come le altre. Sono reti che non toccano il fondale, ma vengono messe "a volo" e sta alla bravura del pescatore indovinare a quale profondità si trova il tipo di pesce adatto per quella rete. La rete è quindi attaccata a un lungo filo che determina la profondità alla quale viene mandata la rete. La misura del filo si misura a "pasi": un "paso" è dato dall'ampiezza di un'apertura di braccia. Le "retone" non sono fisse, ma seguono la corrente; la sera vengono messe in un punto e la mattina vengono "cavate" in un altro punto, seguendo il segnale che ciascun pescatore mette alle reti. Sta alla bravura del pescatore conoscere la direzione delle correnti e calcolare la direzione che prendono le reti. E poiché le correnti a volte si muovono con i venti e a seconda delle stagioni, il pescatore dovrà conoscere bene le stagioni, i venti e il modo in cui questi si muovono in relazione al luogo in cui si trova ed ha messo le reti. Sia le "retone" che le "retoncine", come anche le altre reti quando sono nuove, vengono tinte dai pescatori. Ciò viene fatto sia per fare rinforzare i nodi e il "majo", ma anche per evitare che si attacchi la "porrazzina" (o "plancton del lago"). Ogni rete ha nelle due estremità due anelli di ferro che vengono lanciati in acqua dal pescatore quando "mette": questi anelli servono a mantenere ferma la rete. L'anello è attaccato al "costato" (a Marta "le filette"), che segue la lunghezza della rete. Quando vengono ordinate nel fusto le "retone" vengono messe con la "manciatella", vengono cioè ordinate appoggiate sul "suro", in un modo che possa permettere al pescatore di prenderle una alla volta quando è sulla barca. Anche le "retoncine" vengono messe nel "fusto" secondo un certo ordine, leggermente diverso, ma sempre tale da permettere al pescatore di prenderle agevolmente (anche ad occhi chiusi) e di non intrecciarle con le altre. In entrambe le reti il materiale usato oggi è il nylon e non più il "panno", come alcuni anni fa; il nylon, essendo più fino, pesca di più perché i pesci lo vedono meno; tuttavia sono reti più fragili rispetto al panno e non si possono aggiustare. L'insieme delle reti viene misurato in "ncotte". Una giusta "ncotta" di "retone" è di circa 60-80 reti. Una giusta "ncotta" di "retoncine" è composta invece da circa 100-150 reti. Le reti vengono in genere "messe" nel tardo pomeriggio-sera, quando cala il sole. Si "cava" invece all'alba. Le "retoncine" possono anche essere messe all'alba e cavate subito quanno spizzica l'alba: questa pesca si chiama "a schiarata". La "schiarata" (che si fa per qualsiasi tipo di pesce) si usa fare quando c'è la luna che cresce; quando invece c'è la luna buia, che ha girato, allora è meglio mettere le reti la sera (il pesce si da a tramonta).
Saperi tradizionali di pesca nel lago di Bolsena: l'"artavello ceco" (o "artavellone") per la pesca dei "lattarini"
Tecniche tradizionali di pesca nel lago di Bolsena: "mettere l'artavello ceco" (o "artavellone") per la pesca dei "lattarini"
Tecniche tradizionali di pesca nel lago di Bolsena: "cavare le file" per la pesca alle anguille