Saperi e tecniche
città di Bari cucina povera radici contadine ingredienti fondamentali degustazione della pietanza preparazione lenta mancanza delle cicorie boccone di fave consumazione delle fave intere abbondante acqua sostituzione delle cicorie fave boccone di cicorie colore delle foglie cicuère cime di rape tradizionalisti cicoria pietanza informatrice pasti esecutrice origine scelta purè bietole cicorie buccia cipolla pane purea
Preparazione di "fave e cicuère"
L'esecutrice utilizza delle fave secche, già sgusciate, e delle cicorie fresche "di campo", piccole e croccanti. Esamina le fave una ad una, scartando quelle che non sembrano buone, poi le sciacqua in acqua fredda. Quindi, versa le fave selezionate in una pentola capiente con molta acqua e le lascia cuocere a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto. Durante la fase di cottura delle fave, seleziona e pulisce le bietole e lascia le foglie e i gambi a bagno, le une separatamente dagli altri. In un pentolone di alluminio fa cuocere in abbondante acqua salata i gambi per primi e le foglie per ultime. Quindi, scola accuratamente il tutto e lo depone su un piatto da portata accanto alle fave che, intanto sono divenute un purè denso e senza grumi. Aggiunge una cipolla rossa di Acquaviva precedentemente affettata e lasciata per qualche ora a bagno nell'aceto di vino. Condisce, infine, il piatto con un filo d'olio extravergine d'oliva.