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Preparazione della "teglia" al forno con patate, riso e cozze

L'esecutrice prepara la "tiedde de patane, rise e cozze" "alla barivecchiana", procedendo per strati: cipolla bianca e un filo d'olio, pomodori pelati, patate, quindi, le cozze, precedentemente pulite "a mezzo guscio" e, infine, il riso, preventivamente sciacquato in acqua fredda per eliminare l'amido. Condisce con pecorino grattugiato, aglio, prezzemolo e pepe. Procede nella preparazione alternando tre strati: uno di pomodori, uno di patate e un altro ancora di pomodori, avendo cura di salare leggermente le patate e di versare poca acqua prima di infornare. Infine controlla la cottura della "tiedde" aggiungendo gradualmente dell'acqua.

Osservazioni
La preparazione della tiedde subisce piccole modifiche che diventano segreti di famiglia, espressione di una sorta di fattore identitario della famiglia stessa e delle sue personali tradizioni calate nella più generale identità culturale della città. La tiedde, oggi considerata un primo piatto, costituiva in passato un’unica portata e simboleggia in maniera eccellente tutta la gastronomia barese perché unisce la passione per il consumo delle cozze e l’amore per i condimenti nonché la fantasia di utilizzo di entrambi. In passato la cottura avveniva nel forno a legna comunitario. Oggi, alcuni ristoranti ma anche alcune famiglie affidano i loro piatti ai pochi forni a legna rimasti nel borgo antico, gestiti solitamente da panifici. Un informatore locale presente alla preparazione del piatto, avvenuta nei locali di un sottano utilizzato in passato come cantina, ha precisato che gli ingredienti stessi della tiedde rappresentano la fusione di terra e mare, fornitori insostituibili di risorse per la sopravvivenza e, nello stesso tempo, luoghi-radice a fondamento del vivere quotidiano e dell’identità culturale locale. In altre città della provincia barese, ad esempio Giovinazzo, il piatto è preparato con l’aggiunta della checòzza, la zucchina che, essendo ricca di acqua, permette di non controllare continuamente la cottura. Questo stratagemma viene usato anche da alcune donne baresi, quelle che la mamma dell’informatore definiva schenìdde, cioè sfaticate, pigre. Secondo l’informatore l’aggiunta della zucchina viene considerata dai Baresi più osservanti delle tradizioni una modifica inaccettabile perché altererebbe il sapore.
Bari (BA), Italia
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