Nella mia pasticceria si preparano: "cheppète", "veschettìne cu giulèppe" (o "giulèbbe"), "biscotti della regina" e "tozzo". La preparazione prevede la tostatura delle mandorle spellate e tritate, la cottura separata dello zucchero fino a renderlo scuro e denso e, infine, la miscela dei due compo...
A Taranto la preparazione più tradizionale è rappresentata dalle cozze "a puppetègne", corrispondente a ciò che comunemente si chiama impepata o sauté di cozze. La denominazione ha a che fare con il termine dialettale "puèppete", che designa le classi popolari, nel caso specifico i contadini, col...
La preparazione delle conserve costituiva e costituisce ancora oggi un vero e proprio momento di aggregazione sociale che coinvolge tutti i membri della famiglia, ma anche chiunque nel vicinato si renda disponibile. Uomini, donne, giovani e vecchi vengono ugualmente coinvolti nelle varie fasi, su...
In occasione dei festeggiamenti ci si rivolgeva a cuoche che, in casa dello sposo oppure della sposa, si occupavano di preparare il pranzo nuziale a base di ragù misto (pecora e maiale) con "mezzi ziti", un tipo di pasta. L'agnello o il capretto da latte che ogni famiglia di origine contadina all...
Silvio Musso di Asti, classe 1914, ricorda la propria vita nei mesi che precedettero e seguirono l’8 settembre 1943. La testimonianza inizia da un episodio che gli fa conoscere la polizia fascista e i propri modi di agire: il suo datore di lavoro, il fabbro Borello, lo aveva incaricato di portare...
Lo spostamento dall'alpeggio delle forme di fontina, conservate in scaffali di legno in attesa di essere portate a valle, prevede oggi l’uso dell'elicottero. Due casari impilano le forme di formaggio all'interno di un cesto di metallo, poi agganciato all'argano dell'elicottero. La stagionatura de...
Il Carnevale d'Ivrea trae origine dalle feste che fin dal XVI secolo venivano organizzate nei rioni della città (rappresentati dalle parrocchie di San Maurizio, San Lorenzo, Sant'Ulderico, San Salvatore e San Grato), per iniziativa degli Abbà, giovanotti scapestrati che assumevano scherzosamente ...
“Nelle fredde notti che precedevano il Carnevale, con getti d’acqua sapientemente guidati in un declivio, si preparava uno scivolo (la sghijaròla). Di giorno, poi, la si rendeva bella liscia scivolandovi sopra in cinque o sei su una barella (detta in dialetto ‘slesa’ o ‘sivera’). Preparata la pis...
“ ‘l Bibin è un termine monferrino che indica il tacchino. Fino a una ventina d’anni fa il povero volatile veniva processato, condannato e decapitato. […] Prima di morire ‘l Bibin faceva testamento. Lo scherzoso documento veniva preparato durante l’inverno dai poeti locali. Il tacchino lasciava ...
Canto di lavoro e canto sociale che si eseguiva al termine della giornata lavorativa che coincideva col tramonto del sole. Esprime il conflitto fra i braccianti e il padrone che tendeva ad allungare l’orario di lavoro anche oltre il consentito. U sol'o fatte russ' u patron'appenn'u muss' U sol'o...
Gli attori della Festa dei Pastori di Vinadio sono in totale una quarantina: la Madonna, san Giuseppe, l'Arcangelo Gabriele, gli Angeli, il Sacerdote, i Pastori, le Pastorelle, il Gelindo e i tre Re Magi. I costumi sono tradizionali e confezionati dalle donne del posto: i 'pastori' sono abbigliat...
La Resurrezione è un passaggio che viene simboleggiato con la solennità della Via Crucis al Venerdì santo. Il rito si manifesta nella processione e nella meditazione davanti ad una serie di croci che raffigurano episodi della Passione. A Carmagnola si commemorava tappa per tappa ogni momento che ...