A seguito del progetto di Teatralità Popolare "Il tempo della Festa", attività didattica avviata con le scuole locali nell'anno scolastico 2003-2004 e unitamente all'attività di partecipazione di numerosi soci del Centro d'Incontro e di anziani entracquesi, si è riproposto il tradizionale canto d...
Parco urbano delle cantine (Rutt') del centro storico di Pietragalla. Parco dei "Palmenti".Valorizzazione delle espressioni artistiche figurative, letterarie e musicali, nonché dell'artigianato locale all'interno delle antiche cantine scavate nel tufo ed ubicate nel centro storico di Pietragall...
Canto a tenore has developed within the pastoral culture of Sardinia. It represents a form of polyphonic singing performed by a group of four men using four different voices called bassu, contra, boche and mesu boche. One of its characteristics is the deep and guttural timbre of the bassu and con...
Canto di San Silvestro raccolto nel 1990 a Castel Morrone (Ce) da Roberto De Simone. Il commento dell’autore riferisce: “esuberante esecuzione di un canto di questua augurale, messo in atto l’ultimo giorno dell’anno da un gruppo di adolescenti che raccoglievano, di casa in casa, offerte di cibo e...
La signora Carla Di Fiore, responsabile dell’agriturismo Di Fiore di Morcone, ci conduce in un viaggio all’interno delle tradizioni locali attraverso i suoi ricordi di bambina. Dal “trionfo del maiale” alle diverse varietà d’uva presenti in passato sul nostro territorio fino ai dolci che ...
I luoghi del Parco letterario C.Levi sono rappresentati dai contenitori culturali: Casa museo di C. Levi, museo della civilt? contadina, pinacoteca leviana,e da tutti i luoghi leviani descritti nel "Cristo si è fermato a Eboli": la tomba dove è seppellito l'autore torinese, la chiesa di S: Luigi ...
Carlo Micheli, nato nel 1959, abita a Playa del Carmen, cittadina costiera del Messico da trenta anni. Egli è pertanto un testimone dalle grandi trasformazioni sociali, economiche, urbanistiche di questa località chiamata. Micheli nella sua testimonianza compara il presente con il passato di ques...
Carlo Suzzi, classe 1926, è l'unico sopravvissuto al massacro di fondo Toce del 20 giugno 1944, durante il rastrellamento della Val Grande. In questo breve frammento ci racconta quei momenti di disperazione e paura in cui sono stati uccisi gli altri partigiani che sono stati catturati insieme a ...
Carmela Baglivi, chef de “Al Frantoio”, ristorante della cooperativa “Nuovo Cilento”, che si occupa della produzione di olio biologico e dop, racconta e spiega come si preparano i piatti della tradizione cilentana. Come i fusilli con il castrato, i fusilli al sugo, i cavatielli con i fagioli, le ...
I personaggi del Carnevale, di tipo napoleonico, sono la Mugnaia, il Generale, il Gran Cancelliere, lo Stato Maggiore, le Vivandiere, i paggetti dei rioni; questi ultimi “ricordano le tre socie (badie) in cui era suddiviso un tempo il paese: Carcelle, Castello e San Genesio. Anche qui, come a Ivr...
In frazione Colombaro “il martedì grasso viene distribuita la ‘busecca’ (trippa con fagioli, cavolo, patate, grasso del prosciutto, prezzemolo)” (Gallo Pecca, 1987, p. 195). Maschere rappresentative del luogo sono Colombòt e Colombin-a, create dalla Società operaia di Colombaro.
I festeggiamenti carnevaleschi, che vantano una tradizione centenaria, si tengono per quindici giorni nella piazza principale del paese. I carri allegorici delle società carnevalesche si contendono il gonfalone di Re Fagiolo di Castella, sfilando nelle vie del centro ed esibendosi di fronte all...
Il sabato dopo martedì grasso, nel pomeriggio si svolge la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati a piedi, che parte in zona Bacino e attraversa le vie del paese. Al termine, presso il centro sociale, vengono distribuiti vin brulé e te.
Nel paese in occasione del carnevale venivano declamate le bosinate. Queste ”si sarebbero effettuate sino al 1936 circa, con testi forse a stampa, di cui però non si rinviene traccia. Trattandosi di un paese con forte tradizione di sinistra, sono restate nella memoria alcune strofette di intonazi...
Nella frazione Carboneri, l’ultima domenica di carnevale nella piazza viene distribuita la polenta con salciccia e spezzatino. Durante il pomeriggio sono previsti intrattenimenti e giochi vari per i bambini. Una cena presso i locali della Società agricolo-operaia conclude i festeeggiamenti.
A inizio Novecento, "a Salassa, Tina, Bosconero (vedere), società incaricate di collettare, tra suoni, balli e maschere, fagiuoli, condimento e legna. Caldaie fornite dalle Congregazioni di Carità. Distribuzione a chiunque si presenti con scodella..." (Milano, 2005, p. 81). Oggi momento centra...
In frazione Cimamulera, occasione del Carnevale viene pubblicato “I Santui”, che “come un classico testamento carnevalesco, denuncia i mali e le magagne della società locale” (Gallo Pecca, 1987, p. 186). Martedì grasso viene distribuita la polenta con gli ‘scriuii’ (salamini).
Recentemente è stata trovata a Cunico la presenza di una figura vegetale: "Un orso carnevalesco rivestito di foglie di granoturco inumidite e opportunamente arricciate con la stessa tecnica con cui si ottengono i riccioli di burro e gli gnocchi a partire dall'impasto di patate. Un'arricciatura ch...
Il Carnevale torinese ha origini molto antiche e le prime attestazioni sono legate a provvedimenti delle autorità per evitare problemi di ordine pubblico, dovuti al clima di trasgressione creato da “riti spesso comici e licenziosi, trionfo del piacere più sfrenato con banchetti, danze, giochi e l...
La festa di Carnevale nasce alla fine degli anni Cinquanta del Novecento per iniziativa del dinamico parroco don Giuseppe Garoppo, prendendo spunto dalle manifestazioni che si svolgevano nei paesi limitrofi. Il Martedì grasso nella piazza del paese a partire da mezzogiorno viene distribuita la ...