Le Maschere di Tricarico, “l’Mash-kr” in dialetto locale, personificano il “toro” e la “mucca”. Un cappello a falda larga coperto da un foulard e da un velo, entrambi bianchi, decorato con lunghi nastri multicolori che scendono lungo le caviglie, per la “mucca”. Un copricapo nero addobbato con l...
I campanacci di San Mauro Forte spezzano la quiete del borgo dal 15 al 19 gennaio di ogni anno, con il loro suono cupo ma assordante in occasione del Carnevale, propagandosi lungo le strade e i vicoli, fino alla torre normanna, in un’atmosfera di accattivante mistero. Il rito, antichissimo, coin...
Nel comune di Pradleves, situato in provincia di Cuneo, è ancora attiva un’antica tradizione legata al periodo natalizio. Il giorno di Natale, i Pastori della zona, lasciano le loro case e scendono verso il paese lungo i pendii innevati per raggiungere la capanna del Redentore. Questa usanza si...
Nelle tre sere precedenti l’Epifania vengono rievocate le tipiche sfilate con i campanacci, detti ‘scalzacavèzz’ perché in questa occasione i ragazzi scalzavano il collare delle mucche, ne sfilavano i campanacci e scorrazzavano per il paese suonando questo strumento. Nella reinterpretazione di...
Bruno Segre, classe 1918, è stato intervistato il 21 gennaio 2014. L’avvocato Bruno Segre nasce a Torino il 4 settembre 1918, pochi mesi prima della fine della prima guerra mondiale. Il padre Dario, socialista e poi antifascista, di professione assicuratore, a inizio secolo faceva parte di u...
I giovani monesigliesi, nel periodo invernale, praticavano il rituale del ‘canté j’euv’ (cantar le uova), dettagliatamente descritto da Augusto Monti nel romanzo ‘I Sanssôssí”: "D'inverno cantar le ova, d'estate sfide al pallone o gare di ‘tela’ e in mezzo, Carnevale: la vicenda era quella. ...
La festa di santa Martina Vergine e Martire cadeva a fine gennaio nel periodo conosciuto come "i giorni della merla" che rappresentavano il periodo freddo dell'inverno. Cantare Martina voleva dire festeggiare la fine del periodo più duro dell'inverno. Dalla fine di gennaio fino alla fine di Carne...
Dal 6 gennaio al martedì grasso si svolgeva il’Canté Martina’. “Un gruppo di persone, quasi sempre giovanotti, si fermava davanti a una stalla e chiedeva di entrare; altre, quasi sempre ragazze, rispondevano di dentro. Era una specie di botta e risposta, che a volte durava più ore […] fino a quan...
Il giorno di Capodanno, nella tradizione contadina, si colloca in un momento delicato di passaggio: l'anno vecchio muore e un nuovo ciclo calendariale sta per iniziare (Grimaldi, 1994). La festività era celebrata in casa o nella stalla ed era riservata al nucleo familiare. La veglia iniziava uffi...
"Il 'fantome', la sera del 31 dicembre. Baci, auguri. Alla sera della fine dell'anno tutti i giovani si riuniscono in una casa, fanno un fantoccio di paglia, lo vestono e gli fanno il testamento. Giunta mezzanotte lo vanno ad appendere in piazza. Quivi lo lasciano per tutto il primo giorno dell'a...
Il Carnevale di Santhià è uno dei più antichi del Piemonte, la cui esistenza è attestata già nel Cinquecento. Dal 1895, ogni anno, in corrispondenza del periodo carnevalesco viene composta una canzone, sempre diversa e rigorosamente in dialetto santhiatese, nelle cui parole sono spesso contenuti...
"Corteo carnevalesco in uso a Mondovì - la sposa della Crava - parecchi personaggi" (Milano, 2005, p. 86, p. 87). "A Mondovì, l'ultimo giovedì di carnevale, si festeggiano i Lombardi........ (Milano, 2005, pp. 86-87). Oggi il 'Carlevè' di Mondovì prevede molti appuntamenti, anche con ca...
Nei primi di gennaio, con una solenne cerimonia presso il salone consiliare, il sindaco, affiancato dalle autorità comunali, consegna ufficialmente le chiavi del paese alle due maschere, Asianot e Asianota. Durante il periodo carnevalesco le maschere visitano le scuole, e gli anziani. Il sabat...
Il Carnevale viene festeggiato in due momenti. Il primo sabato di gennaio, alle ore 22, si svolge per le vie del paese una sfilata accompagnata dalla fanfara. L’ultimo sabato di carnevale presso il salone delle feste viene organizzato il ballo in maschera, con premiazione del costume più original...
L'inizio del Carnevale si colloca intorno al 17 gennaio. Al centro del Carnevale recettese ci sono i coscritti (in passato i giovani che avevano superato la visita di leva, oggi in generale i ragazzi intorno ai 19 anni) e la fagiolata del lunedì grasso (al lündas ad Carlué). I coscritti (o fasulà...
“A Chiaves, nella piccola valle del Tesso, al 6 gennaio, intervenivano le caratteristiche maschere ‘barbòire’ che in passato, quando c’era la neve, si rotolavano giù per la lunga scalinata della chiesa” (Bosio, Tosin, 2005, p. 83).
"L'Orso evoca diversi simboli delle antiche civiltà alpine: quello della forza, grazie alla sua mole; quello della morte e della distruzione, come divoratore di uomini e animali e, infine, quello della lussuria. Si legge, infatti, nel 'Dictionnaire d'histoire naturelle', edito nel 1768, che gli o...
A Bellino era tradizione mettere in scena un Carnevale ricco di molteplici personaggi: secondo le cronache locali era una festa davvero spettacolare, ma per lungo tempo non è stato più possibile ammirarla dal vivo poiché era stata sospesa a partire dal 1958, a causa dei costi troppo elevati. La m...
Aliano, nel periodo del carnevale da S.Antonio 17 gennaio fino al martedi grasso, tutta la popolazione locale diventa protagonista principale o coadiuvatore nella realizzazione delle maschere, del vestiaria, delle sfilate o dell'organizzazione delle sfilate. Dura diversi mesi la preparazione dell...
Al mattino, diversi uomini vestiti da cornuti sono riuniti in corteo e iniziano a far baccano con campanacci, fischietti, tamburi, tamburelli, fisarmoniche, chitarre e altri strumenti a percussione ricavati da contenitori di latta o lavatoi di legno. Il gruppo di cornuti indossa lo stesso costume...