Nella frazione Muriaglio, i personaggi rappresentativi del Carnevale sono la Bela Castagnera, che ricorda il prodotto tipico del luogo, la castagna, e il Generale, figura rispesa dal Carnevale napoleonico. “La festa termina con la distribuzione di fagioli grassi e ‘quaiette’ ” (Gallo Pecca, 1987...
Nella frazione Piana a Carnevale “nella sfilata per le vie del paese, Monsù e Madama Pela Cordin si fanno accompagnare dalle Bele Frolere (fragolaie) e dia Paisanòt, contadinelli, coltivatori di fagole, tipico prodotto locale. E il martedì grasso si godono, tutti insieme, lo spettacolo del grande...
Nella frazione Milanere a Carnevale un tempo “si riportavano in vita le masche (le streghe), che andavano in giro per il paese portando delle ghirlande di fiori, a cui erano appese due sfere, una dorata e una argentata, il sole e la luna, che, con le loro forze associate, dovevano garantire un bu...
“Nei primi giorni di Carnevale i giovani preparavano ‘lo babacio’ (fantoccio), costituito da due bastoni incrociati, ricoperti di paglia e rivestiti con giacca e pantaloni, che veniva conservato per tutto il Carnevale in una stalla della frazione Mondezza; a volte gli si apendevano sopra mandarin...
Nella frazione Laux un tempo durante il Carnevale “si portava in giro per le vie del paese un pupazzo che rappresentava la fata Marion, discesa dal monte Verné, la montagna che sovrasta il paese, per portarvi la felicità. Al termine del Carnevale, Marion veniva bruciata come in un antico rito di ...
Nella frazione Calea il cerimoniale carnevalesco si rifà a quello di Ivrea; i personaggi che lo animano sono la Bela Mulinera, il Generale, il Sostituto Gran Cancelliere, lo Stato Maggiore, le Vivandiere. “Anche qui si svolge un’accanita battaglia con le arance, a cui partecipano centocinquanta ...
Nella frazione Bobbia protagonisti del Carnevale sono Pinòtü, la Bela Gin (sua moglie), le Bele Amsunaury (le spigolatrici), il Gran Cancelliere, i tamburini e gli sbandieratori. “All’inizio del Carnevale il Gran Cancelliere, invece di consegnare a Pinòtü la tradizionale chiave della città, gli ...
Nella frazione Rodallo a Carnevale preparavano “’L Birichin”, un sorta di “editto, un documento birbante, scritto in dialetto rodellese, che ironizzava sulle debolezze e sulle scappatelle dei paesani, le amicizie dei giovani, gli amori degli adulti, le passioncelle e le grandi passioni. Il docume...
Personaggi del Carnevale sono la Castellana, che ricorda i conti Biandrate, e il Generale, che “riproduce il personaggio napoleonico, creato per coordinare e dirigere il Carnevale dei vari rione, funzione esercita un tempo dalle abbadie. […] Nell’attuale Carnevale rappresentano i quattro cantoni...
Nella frazione San Giovanni a Carnevale “una volta, si svolgeva anche la storica giostra del tacchino, nella quale erano contrapposti i Cüreur e i Gelus, due per parte. I Cüreur (dal nome francesce ‘avant-coureur’ = chi precede) rappresentavano i nobili, i Gelus i poveri: i primi gareggiavano con...
Nella frazione Sant’Anna Boschi a Carnevale le due maschere tipiche del luogo, la Buscarina e ‘l Buscarin, “sfilano per le vie del paese e partecipano alla fagiolata” (Gallo Pecca, 1987, p. 441).
In frazione Colombaro “il martedì grasso viene distribuita la ‘busecca’ (trippa con fagioli, cavolo, patate, grasso del prosciutto, prezzemolo)” (Gallo Pecca, 1987, p. 195). Maschere rappresentative del luogo sono Colombòt e Colombin-a, create dalla Società operaia di Colombaro.
Nella frazione Sant’Antonio, a Carnevale “viene consumata una grande fagiolata comunitaria” (Gallo Pecca, 1987, p. 442). Maschere del luogo sono la Bela Campagnin-a e ‘l Campagnin.
Le maschere rappresentative del paese sono ‘l Cont ëd Muntarel e la Contessa ëd Pòrtabarì, che prendono nome da de località della frazione Villa, note rispettivamente per la vocazione viticola e la presenza di una fonte d’acqua. “Il Carnevale, iniziato negli anni 20, fu sospeso per la guerra e ...
Nella frazione Mondonio il Carnevale non rappresenta una festa radicata nella tradizione locale. Sino agli anni Settanta, consisteva in una manifestazione semplice, con l’intervento di un fisarmonicista, qualche persona in maschera, talora un carro allegorico realizzato dagli abitanti del posto...
Nella frazione Castelferro la tradizione della businata in occasione del Carnevale “era già in uso nell’Ottocento” (Castelli, 1999, p. 124). Veniva composta “d’inverno nelle stalle, all’insaputa dei più; da parte di un gruppo di buontemponi, essenzialmente su argomenti paesani: si scriveva su di ...
Nella frazione Mugarone, in occasione del Carnevale, a fine Ottocento, veniva recitata in piazza la bosinata “da un tale emigrato poi in Argentina: metteva bonariamente alla berina certe persone e certi fatti di cronaca locale” (Castelli, 1999, p. 162). Negli anni Trenta del Novecento i festeg...
Nella frazione di Spinetta Marengo in occasione del carnevale già prima del 1880 venne introdotta l’usanza della bosinata dall’artigiano sugheraio Stefano Boschi (‘Stevu u Stupuné’): “travestito da Gagliaudo, la recitava a memoria in paese (in piazza delle scuole e in piazza della chiesa) su un c...
In frazione Borgo Revel l’ultima domenica di Carnevale, nella tarda mattinata si svolge la tradizionale fagiolata, seguita nel pomeriggio dalla festa in maschera, destinata principalmente ai bambini. Infine lunedì alla sera viene acceso il falò, a chiusura dei festeggiamenti.
Nella frazione di San Giuliano Nuovo in occasione del carnevale “ci si limitava a fare un carro con maschere e orchestrina, poi rottura della pentolaccia in piazza, la domenica grassa (‘duminica dla pignata’) e infine, tra spari di fucile, falò del fantoccio di paglia raffigurante Carnevale (‘bri...