Il tradizionale carnevale di Monesiglio, caratterizzato da maschere contadine e dall’uomo che torna animale, è descritto da Augusto Monti, nel romanzo ‘I Sanssôssí’, attraverso i ricordi del padre: "Metà dell'anno ad aspettare e preparare il Carnevale che viene, l'altra metà a rimpiangere e rievo...
L'orso, vestito di paglia di segale, incatenato, attraversa le vie del paese controllato da un domatore. Musicanti e frati declamanti mottetti scherzosi e irriverenti lo accompagnano, facendogli bere del vino di tanto in tanto. L'orso spesso si ribella e tenta di fuggire, ma viene trattenuto dal ...
"Sulla piazza del paese arrivava un carro trainato da un bue che trasportava un uomo e un bambino vestiti con pelli che facevano gli orsi. Il domatore li portava in catene e li faceva danzare al suono di una fisarmonica" (Inf.: Luigi Cerrato).
"C'era la tradizione di vestire un uomo da orso che traversava le vie durante la notte camminando a quattro zampe, con una pelle d'orso addosso. Era accompagnato da mezzo Pollenzo. Andava da una cascina all'altra e gli davano da bere e da mangiare" (Casale, 1994, p. 255).
“A Carnevale il Conte Margherio e la sua sposa sono ufficialmente insigniti del titolo di conte e, con la loro corte, sfilano, al lume di fiaccole, per le vie del paese.” (Gallo Pecca, 1987, p. 161).
Durante il periodo carnevalesco in paese “si recitava la busiunà o bosinata, specie di confessione pubblica dei peccati in rime dialettali , che passava in rassegna tutti i fatti accaduti durante l’anno e non risparmiava frecciate a chi aveva in qualche modo sgarrato” (Castelli, Ghezzi, 1986, p. ...
Il piccolo paese (dal 1928 frazione di Cerrina) festeggiava, negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, il Carnevale con quattro giorni di festa, dal mercoledì delle Ceneri al sabato successivo. I giovani usavano nell’occasione mascherarsi tingendosi la faccia di nero con un sughero brucia...
"I 'barbouire' con la faccia imbrattata in giro per le case" (Milano, 2005, p. 87). "I giovani dividonsi in brigate dette 'barbouire', forse perchè s'imbrattano la faccia per non essere riconosciuti, ed in tal guisa passando da una casa all'altra, prendono da ciò occasione per abboccarsi con l...
"L'ultimo di Carnevale se alcuno va a lavorare vanno a prenderlo e lo legano con delle salsicce.... poi vanno in casa a far chiasso" (Milano, 2005, p. 91). "A Diano d'Alba si fa lo scherzo detto il 'fagot del cucu'. Che è?" (Milano, 2005, p. 62)
Due erano i momenti di festa nel periodo carnevalesco. L’ultima domenica di Carnevale si svolgeva la fasulada (fagiolata). I preparativi iniziavano al mattino, con la sistemazione nel piazzale della chiesa dei pentoloni e delle fascine per il fuoco, a cui provvedevano gli uomini. Nel contempo le ...
"La sera di Carnevale si fanno anche i 'falò' (è il rogo del Carnevale?) /.../. Un tempo v'erano anche le 'Compagnie dei folli' e la 'Badia' con l'abbà (con cappello stile Luigi XIV, alabarde, ecc... Ora non è più che un ricordo" (Milano, 2005, p. 86). "L'antica badia coi suoi abbà a cappello ...
"Usanze del carnevale - Bagnasco (1927) - Ballo della sciabola. Nel primo venerdì di Quaresima una frotta di giovani va raccogliendo uova e poi su di una piazza fanno in pubblico la polenta con una frittata più o meno grande a seconda delle uova raccolte..." (Milano, 2005, p. 144). Accenno anche ...
"A Limone: il 'curel', l'arlecchino, il turco e la turca, il giardiniere e la giardiniera, il dottore, il giustiziere, 'Zandumeni carluvor', 'lu veciu e la vegia', 'l'ampudrur' - testamento di Zandumeni - esecuzione capitale - festa all'albergo" (Milano, 2005, p. 78) "Il 'curel' - il 'turch' ...
"Nelle domeniche durante il Carnevale, è usanza in questi paraggi, mentre fervono le danze, che vengano prese di mira, dagli astanti ballerini, quattro coppie di danzanti tra i più in fama di abbienti e li sollevano coem in trionfo, fino a mezzo metro di altezza, chiamandoli abbà. I quali, a data...
"I 'magnani' raccontavano che venivano dal paese di Cuccagna e invitavano al banchetto" (Milano, 2005, p. 87). "...altre ancora, più semplici e spesso grottescheerano le tradizioni dei 'magnani a Istana, San Michele..." (Milano, 2001, p. 301).
"I 'magnani' raccontavano che venivano dal paese di Cuccagna e invitavano al banchetto" (Milano, 2005, p. 87). "...altre ancora, più semplice e spesso grottesche, erano le tradizioni dei 'magnani' a Ostana, San Michele Niella Tanaro e altrove..." (Milano, 2001, p. 301).
"Chiusa Pesio - I magnani in giro con canestro d'uova, paioli, martelli e chiodi - tinti di nero - ad ogni signorina che incontrano, volente o nolente, piantano un chiodino nel tacco - a Carnevale. La sera del martedì grasso un uomo vestito di bianco, tutto imbottito, piccolo e tondo, rappresent...
"L'Orso evoca diversi simboli delle antiche civiltà alpine: quello della forza, grazie alla sua mole; quello della morte e della distruzione, come divoratore di uomini e animali e, infine, quello della lussuria. Si legge, infatti, nel 'Dictionnaire d'histoire naturelle', edito nel 1768, che gli o...
Nei primi anni del Novecento ed “ancora nei decenni successivi un uomo mascherato da orso, tirato con una catena. (o una corda) per le strade di Mentoulles. mentre veniva dileggiato e bastonato, riproponeva nel periodo di Carnevale, una tradizione antica che celebrava attraverso questo rito alleg...
A Bellino era tradizione mettere in scena un Carnevale ricco di molteplici personaggi: secondo le cronache locali era una festa davvero spettacolare, ma per lungo tempo non è stato più possibile ammirarla dal vivo poiché era stata sospesa a partire dal 1958, a causa dei costi troppo elevati. La m...