Bruno Tessa, tessitore ed ex maestro elementare, è stato intervistato per i Granai della Memoria nel 2014. Nato nel 1946 in una località a più di 1000 metri sul livello del mare nel comune di Coazze (TO) nella Val Sangone, dopo essersi diplomato all’istituto magistrale, diventa maestro elementare...
Da quasi 60 anni, in un angolino nascosto di Piazza Vittorio Veneto a Matera, la Signora Dora sforna i cornetti brioche più famosi della città. Nel 1961 suo marito, Agostino Tataranni, decise di rilevare lo storico “Nuovo Bar” (ex Bar Tripoli, fondato nel 1911 dalla famiglia Paolicelli), ripristi...
Basilicata, dalla storia il sapore delle tradizioni. Il calzoncello di castagne La gastronomia è uno degli elementi caratterizzanti della cultura di un popolo. La Basilicata, antica Lucania, racconta attraverso il suo cibo l’identità di una terra che, al centro del Sud Italia, è stata luogo di pa...
Camila Mansilla, classe 1996, è stata intervistata per i Granai della Memoria all'interno del progetto "Il Cibo a 4 Occhi" organizzato dal Comitato Festa dei Popoli di Vercelli, l'Università del Piemonte Orientale "A. Avogadro" e l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Nell'intervist...
Ogni sabato sera, durante la Quaresima, un gruppo di giovani (uno dei quali vestito da frate, con un sacco in testa e un cestino in mano), suonando la fisarmonica, il clarinetto e il basso, andava in giro per il paese suonando e quando giungeva in un cortile cominciava a cantare: "Suma partì da...
La tradizione contadina del 'Cantè j’euv' (cantare le uova), che annunciando la fine dell’inverno e la rinascita della natura, diventa augurio di prosperità e di pace, era in passato una vera e propria questua che giovani del paese effettuavano di cascina in cascina nel periodo quaresimale, con u...
Nella frazione Mondonio il cantar maggio “si festeggia la prima domenica di maggio. Vi partecipano le ragazze, vestendo abiti belli, leggeri e dai colori tenui. Formano un corteo con la sposa al centro che tiene in mano un ramo di pino (pëssra), addobbato con nastri (bindej) e un bambolotto in c...
“Martina è una canzone con domande e risposte, che andavano a cantare a modo di serenata dinanzi a qualche abitazione, e da dentro rispondevano. Quest’usanza sembra che sai derivata dal contrasto fra la suocera e la nuora che abbia abbandonata la casa maritale, ma poi volendo farvi ritorno suppl...
Il giorno di Capodanno, nella tradizione contadina, si colloca in un momento delicato di passaggio: l'anno vecchio muore e un nuovo ciclo calendariale sta per iniziare (Grimaldi, 1994). La festività era celebrata in casa o nella stalla ed era riservata al nucleo familiare. La veglia iniziava uffi...
Carlo Cavarero, classe 1943, ripercorre la sua vita vissuta in Langa da coltivatore diretto e non solo, quando per arrotondare ci si dovevano inventare anche altri mestieri. Il profondo attaccamento a questa terra, in particolare alla vite, gli fanno superare i sacrifici di un inizio da mezz...
“Le persone di mezza età e gli anziani ricordano i lunghi preparativi che precedevano il carnevale di un tempo. Una sessantina di anni fa, gli incaricati erano quattro: un priore uscente, due sottopriori e un priore entrante. Erano quattro persone di una certa età che capeggiavano l'avvenimento e...
1. A Volvera, paese situato alla periferia della metropoli torinese, il tempo della trasgressione carnevalesca iniziava, come in molte altre località, il giorno dopo l'Epifania. In quella data si dava inizio ad un lungo periodo caratterizzato dalla presenza di due maschere animali: l'orso e la ca...
Il Carnevale Astigiano è ripreso negli anni Ottanta, su iniziativa del Comune e il coinvolgimento di associazioni, pro loco, comitati palio, istituti scolastici operanti nel territorio. È attualmente in programma in piena quaresima, a conclusione delle molteplici iniziative carnevalesche che nell...
È un ritmo musicale quello che scandisce le domeniche di Carol Povigna passate in casa della nonna, il ritmo del “plin” e delle domeniche riuniti dal gesto affettuoso della nonna. Una preparazione che oltre ad esser festiva è fatta di gesti e ritualità sviluppate in modo armonico: il ripieno panc...
Testimonianza del legame esistente fra i novaresi e la loro città, il lascito del 1985 di Alessandra Rognoni Salvaneschi ha offerto alla collettività il prezioso arredo della famiglia, insieme con l'edificio che le ha sempre ospitate: un palazzo quattrocentesco situato in una delle vie urbane più...
La casa della famiglia di Salvatore Giuliano
La casa-contadina museo ripropone ambienti, arredi ed utensili tipici delle abitazioni contadine del Cilento. Suddivisa in due ambienti, cucina, camera da letto, l'abitazione comprende anche un locale detto u vuttaru, ossia il luogo dove venivano conservati i prodotti della terra e le scorte per ...
Il paese di Castellino del Biferno e il paesaggio circostante. A Castellino del Biferno, in Molise, i festeggiamenti di Sant'Antonio sono molto sentiti. Per il Santo si accendono fuochi e si realizzano altarini sempre diversi e personalizzati da ciascuna famiglia, che li compone con tessuti e fio...
Il sindaco Enrico Fratangelo ci introduce il paese e la sua storia. A Castellino del Biferno, in Molise, i festeggiamenti di Sant'Antonio sono molto sentiti. Per il Santo si accendono fuochi e si realizzano altarini sempre diversi e personalizzati da ciascuna famiglia, che li compone con tessuti...
Caterina Boggio, classe 1926, racconta le antiche modalità di coltivazione della Piattella canavesana, un’antica varietà di fagiolo bianco tipica del Canavese, coltivata esclusivamente a Cortereggio (piccolo borgo rurale posto sulle rive dell’Orco). L’intervista è interamente in piemontese.Cateri...