Nel sobborgo alessandrino di Villa del Foro l’usanza della bosinata era “ben radicata, certamente secolare” (Castelli, 1999, p. 181). Prendeva di mira, in particolare, le ragazze e veniva declamata “tutti gli anni, anche prima dell’ultima guerra, nello spiazzo davanti alla chiesa (‘ans i piliòt’)...
Davide Morel, nato nel 1989, è un giovane allevatore in Valle Varaita. Davide pratica l’allevamento di mucche di razza piemontese, risiedendo stabilmente a Pontechianale. Nella sua testimonianza illustra la propria attività, la scelta di proseguire un’attività già praticata dalla sua famiglia, i...
La vigilia dell’Epifania si svolge il rituale popolare della questua, in cui i bambini vanno ad aspettare i Re Magi, portando un sacco di fieno e un sacco d'acqua per i cammelli. "Appena cade la sera i bamini maschi che credono ancroa nei Re Magi vanno ad attenderli seguendo itinerari ed obbietti...
La manifestazione, nata nel 2003, ha lo scopo di valorizzare la cultura popolare, attraverso il recupero di storie e leggende tramandate attraverso la memoria orale. È “un percorso notturno tra i boschi a caccia di streghe, tra duelli, sortilegi e tappe gastronomiche […], una serata dall’atmosfer...
Gli elementi tangibili sono rappresentati dagli strumenti musicali e dagli spartiti. I luoghi riconducibili alla nascita del bene segnalato sono rappresentati dalle botteghe artigiane un tempo esistenti in tutto il centro storico di Avigliano. Non risulta alcuna pratica di salvaguardia o recupero...
brano musicale tratto da: L'Umbria cantata. Musica e rito in una cultura popolare, CD Squilibri Editore SQLCD19-22, 2008
Tricarico e campagne circostanti. Valutazione interesse culturale Gli anni dell'immediato dopoguerra hanno segnato una svolta decisiva per la cittadina di Tricarico, poiché fu in quegli anni che essa, come l'intera Basilicata si trasforma in un laboratorio a cielo aperto, nel quale si ritrovano ...
brano musicale tratto da: L'Umbria cantata. Musica e rito in una cultura popolare, CD Squilibri Editore SQLCD19-22, 2008
Territorio comunale: laboratori artigianali; scuole di formazione. Il pane, il tufo, la cartapesta, la terracotta, sono i protagonisti indiscussi della nostra cultura che possono sostenere le ragioni dello sviluppo di questa provincia. Nella crisi attuale si sta riscoprendo l'importanza degli an...
Mario Spinardi, classe 1932, è un trifulau di Dogliani. In questa testimonianza narra di come la pratica della raccolta del tartufo, sia sempre appartenuta alla sua figlia: già il padre era trifulau.Spinardi ha iniziato giovanissimo ad andare alla cerca di tartufo dall'età di 6 anni: la ricerca i...
Nei locali dellR17;Istituto di Studi su Cassiodoro sono esposti liberamente alcuni pezzi relativi alla cultura popolare del luogo tra cui bambole in costume, attrezzi per la filatura e tessitura, una zampogna del 1814, diversi utensili, ceramiche e materiali edilizi tradizionali, rappresenta...
Il museo riunisce oggetti di lavoro ed utensili vari della cultura popolare locale, nonché alcuni testi antichi.
Il museo sorse nel 1955 su iniziativa di un gruppo di studiosi denominati "Amici del Folklore" che riuscirono a costituirsi in sodalizio scientifico fondando la Società Calabrese di Etnografia e Folklore. L'esposizione, organizzata con adeguati criteri museologici e museografici, è composta da n...
LR17;esposizione è composta da numerosi pezzi della cultura popolare del luogo già riuniti da Tommaso Melidoni, che li aveva ordinati, catalogati e presentati in unR17;altra sede. La raccolta, distribuita in alcune vetrine e su comuni ripiani, è divisa nelle sezioni: del lavoro dei campi e ...
All'interno dellR17;ultimo esempio di Saalhaus (casa a sala) nel suo aspetto originale, il Museo di cultura popolare espone nelle diverse stanze di questa tipica casa di borgata oggetti che rappresentano il vissuto quotidiano e lR17;economia domestica di una famiglia del borgo nel periodo che va...
Collezione privata di Domenico Agostinelli. Oggetti raccolti in ogni parte del mondo riguardanti la "cultura dellR17;uomo". L'esposizione, che non ha ordine, occupa ca. 2000 mq di spazio.
L'esposizione, allestita dai frati Cappuccini in alcuni ambienti cinquecenteschi dell'omonimo convento, fornisce un'ampia e significativa documentazione sulla cultura popolare del territorio. Nelle sale del piano terra sono riuniti: numerosi attrezzi del lavoro contadino tra cui carri, campanacci...
Si tratta di una ricca esposizione composta da attrezzi, utensili, arredi inerenti prevalentemente la cultura popolare calabra, ed altro materiale vario tra cui oggetti di modernariato e di carattere naturalistico. Sono documentati: i lavori femminili; i giochi infantili; le attività del c...