L'intervistata nella sua cucina ci parla della ricetta del bur brusâ preparato secondo la tradizione della sua frazione, Villamezzo di Paularo, e ci racconta alcuni aneddoti legati al piatto stesso e alla sua vita privata. Filmati della preparazione del piatto ci illustrano la procedura.
Nella frazione Marcorengo il 1° maggio i ragazzi dei borghi Azzano e Gisfengo “si riunivano ed estirpato un pino selvatico nel boschetto del Devesio lo addobbavano alla meglio con bambole di stracci, nastri colorati preparati con l’aiuto delle mamme, indi andavano in giro per il paese a fare la q...
Nella frazione Bobbia protagonisti del Carnevale sono Pinòtü, la Bela Gin (sua moglie), le Bele Amsunaury (le spigolatrici), il Gran Cancelliere, i tamburini e gli sbandieratori. “All’inizio del Carnevale il Gran Cancelliere, invece di consegnare a Pinòtü la tradizionale chiave della città, gli ...
Nella frazione Milanere a Carnevale un tempo “si riportavano in vita le masche (le streghe), che andavano in giro per il paese portando delle ghirlande di fiori, a cui erano appese due sfere, una dorata e una argentata, il sole e la luna, che, con le loro forze associate, dovevano garantire un bu...
Il paese “nelle feste carnevalesche ricorda un momento glorioso della storia piemontese: i quaranta giorni di strenua resistenza che nel 1705 (tra il 20 giugno a il 30 luglio), al tempo del Re Sole e della guerra di successione spagnola, le popolazioni di Chivasso, di Castagneto e di Verrua oppo...
Nella frazione Marcorengo il carnevale veniva festeggiato nei tre giorni conclusivi, da domenica e Martedì grasso. All’inizio del Novecento “consisteva soprattutto in grandi baccanali, in lunghe serate passate all’osteria ed aveva il suo culmine il martedì quando ‘moriva’ e lo si bruciava sotto f...
"L'opuscolo 'Modo di fare la Fontione dell'Entierro dai R.R. P.P., di San Marco di Vercelli, nel venerdì santo, cominciata nell'anno 1714 con sua fornola e cantata per i Musici, accompagna la partitura musicale del maestro M. Brusasco. La cerimonia, suddivisa in quattro parti ('Introduttione, Con...
Nella frazione Marcorengo la festa della leva si svolgeva tra Capodanno e l’Epifania. “I giovani dopo la messa grande andavano a pranzo all’osteria e poi accompagnati dalla banda musicale (la ‘musica’) oppure solo da qualche suonatore andavano a fare festa e baccano su e giù per il paese” (Ferro,...
Nei primi decenni del secolo in occasione della festa, annunciata il giorno prima dal suono delle campane veniva celebrata la messa nella vecchia cappella di San Martino; al termine della funzione i priori consegnavano le carità ai fedeli. Quindi venivano distribuite le castagne brüsatà e sparati...
Nella frazione Marcorengo, in occasione della festa di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali, dopo la celebrazione della messa “il parroco usciva sul sagrato a benedire, rivolgendosi simbolicamente alla popolazione, le mucche e i buoi nella stalla” (Ferro, 2000, p. 16). Il bestiame non ven...
Nella frazione Marcorengo nel fine settimana più prossimo al 21 ottobre presso la chiesa campestre di Sant’Orsola, si svolge la festa in onore della santa, che inizia il sabato sera con la polentata; il giorno successivo nella cappella viene celebrata la messa, seguita dalla processione e dall’in...
Nella frazione Marcorengo la festa patronale di san Defendente è attestata già nel 1577, il 2 gennaio (Ferro, 2006, p. 295), giorno in cui il Martirologio romane ricorda il santo martire. Nel 1907 la festa venne spostata “all’11 novembre, stante le continue avversità atmosferiche, interrotta d...
Nella frazione Fubina veniva festeggiato, a fine settembre, il patrono San Michele arcangelo: “nel giorno precedente la festa veniva acceso un falò e si lanciavano alcuni razzi. Nel giorno della festa si ballava al ‘Pian dla ràja' e si mangiavano ‘ël testagne brusataje (caldarroste)” (Bosio, Tosi...
Il 2 febbraio, giorno della Candelora, nella frazione Marcorengo “si benedicono le candele e con queste si fanno segni di croce sui polsi, sulla gola, sulle porte, sulle corna delle mucche affinché se ne abbia protezione” (Ferro, 2000, p. 16). I “priori della candelora” avevano il compito di “pa...
Nella frazione Marcorengo (comune autonomo fino al 1928) a Capodanno i bambini “appena alzati correvano dai vicini o dai nonni a chiedere la strenna e, bussando alle porte, gridava ad alta voce: ‘Bundì, bundì, dene la strena a mi’. Le donne che già lo sapevano aprivano e donavano loro noci, nocci...
Mauro Rivalta, classe 1965, nasce e vive a Verrua Savoia, dove ha gestito un ristorante con la moglie e ha sempre lavorato in campagna. Va a tartufi da quando ha 13 anni. Contrariamente alla tradizione Mauro va a tartufi di giorno ma rigorosamente a piedi, mai in macchina. È contrario alle r...
Centro espositivo di attrezzi agricoli
In frazione Marcorengo, la vigilia di Natale, a partire dalle ore 21.15, nella piazza si svolge il presepe vivente. Segue la messa solenne della notte di Natale. Al termine della funzione, avviene la distribuzione di panettone e vin brulé.
Nella frazione Marcorengo la processione del Corpus Domini si svolgeva ad anni alterni in direzione di borgo Gisfengo e di borgo Azzano. Già nel 1692 veniva portato il baldacchino (cfr. Ferro, 2000, p. 23) per proteggere il parroco con l’ostensorio. “Ogni famiglia si prodigava per abbellire l...
Nella frazione Marcorengo, al termine della messa grande, tutte le domeniche a partire da quella del Corpus Domini e sino alla fine dell’estate, si svolgeva la processione del Santo Sacramento, il cui percorso si snodava attorno alla chiesa parrocchiale (cfr. Ferro, 2000, p. 23).