Gli attori della Bahia (Gruppo della Bahia) sono i seguenti: Abbà, Tenente Abbà, Alfiere (portabandiera), 2 Tesorieri, 2 Sergenti, 2 Caporali, 13 o 19 Soldati semplici a seconda dell'occasione, 3 o 6 (a seconda della disponibilità) ragazze che portano un fascio di grano, segale, erba; 4 Portatori...
La gamba (o calza) di San Sebastiano era “una singolare tradizione del territorio cumianese che aveva luogo la vigilia della festa del santo, il 20 gennaio, data che per certi versi segnava l'inizio dei festeggiamenti per il carnevale. Si trattava di una divertente usanza praticata soprattutto n...
Si tratta di una tradizione unica nel suo genere, conservatasi solo a Montescaglioso in Basilicata, mentre presenta attinenze e similitudini con altre manifestazioni, che si svolgono nella stessa giornata/periodo, in altre regioni italiane. Il Cucibocca è una tradizione unica in tutto il Meridion...
A capodanno i bambini e i ragazzi si recavano in ogni casa del borgo a portare il saluto e l’augurio del nuovo anno, recitando la “Bun dì, buna n, dene la stren’a, c’à l’è el prim dì d’lan” (buon giorno, buon anno, offriteci la strenna che è il primo giorno dell’anno) “Le famiglie, al mattino, ...
Il primo dell’anno i bambini andavano a prendere la strenna, girando di casa in casa: le donne “davano delle mele, qualche nocciola” (Martinotti, 1984, pp. 56).
A Capodanno nella frazione Chiandusseglio i bambini andavano di casa in casa a chiedere la strenna e recitavano la filastrocca, di cui esistono versioni più recenti in piemontese e non più in ‘patois’, come: ‘Bon dì, bon dì, bon ann: demi la streina dë l prim dì dl’ann’ (Buongiorno, buon giorno, ...
Il giorno di Capodanno i bambini si recano di casa in casa, questuando e “dicevano ‘Bon ann, bon ann, a n’à donà dë strèina?’ (Buon anno, buon anno, avete da donarmi la strenna)” (Bosio, Tosin, 2005, p. 71). Dato che nella zona “i castagni faticavano a crescere e non fruttificavano più, al posto ...
I bambini il 1° gennaio giravano di casa in casa, per chiedere la strenna, recitando una filastrocca beneaugurante; “cantavano: ‘Bon ann, bon ann, ancoé aj lo prum gioòrn ëd l’ann e i sen toiri mòrt ed fam’ (Buon anno, buon anno, oggi è il primo giorno dell’anno e siamo tutti morti di fame)” (Bos...
“Il giorno di capodanno i bambini, con una borsetta di stoffa, passavano di casa in casa a chiedere la strenna. Ricevevano noci, nocciole, focaccie a forma di galletti e di bambole o le oblate” (Brandone, 1984, p. 139). Durante la questua veniva cantata la filastrocca: Bundì, bundì deme la str...
Il giorno di Capodanno vi era la consuetudine delle “strenne, che i ragazzi chiedevano andando a cantare di casa in casa (ra stren-a). […] Le comitive di ragazzi giravano cantando: Bun di, buna n Cha en deija ra stren-a Chë arè ‘r prim di dr’ an… Buondi, buon anno – mi dia la strenna – che è ...
La mattina del primo gennaio i bambini del paese in gruppo si recavano di casa in casa a svegliare la gente per augurare loro con una canzone il buon anno; in cambio ricevevano come ringraziamento frutta secca, mele, castagne biscottate che consumavano poi verso sera con le famiglie.
A Capodanno quando i bambini passavano nelle case a chiedere la strenna veniva loro dato “un grosso torcetto in cui era incastonato un uovo” (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 221).
A Capodanno i bambini giravano di casa in casa a chiedere la strenna e cantavano: “Bon dì, bon d’, de ‘na stren-a a mi L’an è neuv, deme ‘n colomb” ((Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 221). Ai bambini venivano offerti “dei soldi un arancio, delle mele, delle nocciole” (Benaduce, De B...
A Capodanno i bambini andavano in giro per il paese a chiedere la strenna e ricevevano in dono dolci a forma di pupazzo preparati con la pasta del pane, (cfr. Maiocco, s.d., p. 195).
Nella frazione Marcorengo (comune autonomo fino al 1928) a Capodanno i bambini “appena alzati correvano dai vicini o dai nonni a chiedere la strenna e, bussando alle porte, gridava ad alta voce: ‘Bundì, bundì, dene la strena a mi’. Le donne che già lo sapevano aprivano e donavano loro noci, nocci...
Il giorno di Capodanno i bambini si recano in gruppo, di casa in casa, a fare gli auguri e ricevono in cambio la “strina” (strenna), costituita in genere la dolci.
La mattina di Capodanno i bambini giravano per le case, a chiedere la strenna: gli davano noci, ‘biscoeuc’ (castagne che si compravano già cotte, ancora con la buccia), ‘busije’ (cfr. Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 223).
Il giorno dell’Epifania a praticare il rituale di andare in giro nelle case anziché i bambini, erano gli adulti: “c’era la strenna vecchia. Si chiamava così perché andavano i vecchi e gli davano da bere, delle castagne, qualche cosa da mangiare” (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, pp. 223-224).
Laura Nervo è un'energica coltivatrice diretta che manda avanti una piccola azienda agricola: l'Orto di Laura in Bra, Cuneo. Azienda ad indirizzo orticolo a conduzione biologica. Si tratta di una realtà già esistente da diverso tempo, prima per conduzione del nonno, poi del padre e infine lei.Da...
Intervistato nel 2013, Libereso Guglielmi, nato il 20 aprile del 1925, è noto al pubblico come il "giardiniere di Calvino", nato a Bordighera, in una famiglia di esperantisti e vegetariani, Libereso venne notato da Mario Calvino, padre di Italo Calvino il popolarissimo scrittore Sanremese, e invi...