Il 1° maggio gruppi formati da tre ragazze di 12-14 anni, vestite con un abito estivo da festa, andavano in giro per il paese: “una portava l’alberello coi nastri di carta colorata e una bambolina in cima, l’altra il canestro con le uova, la borsetta per i soldi e cantavano” (Benaduce, De Benedet...
Nel paese la festa più importante era quella dei coscritti. “Il giorno che si andava alla visita, nel mese di agosto, luglio, tutti insieme ad Alba, si tornava per mezzogiorno con l’orchestra, si faceva il pranzo, si invitavano i genitori. La sera c’era il ballo, la festa continuava per tre o qua...
A Sinio, nel cuore delle langhe, risiede Giancarlo Boasso, classe 1965, discendente di una famiglia di cercatori di tartufi da almeno 5 generazioni. Una volta andava con la moglie a cercarli, ora invece va da solo, col suo cane nei "posti segreti" ed a differenti orari. Lui cerca i tartufi nei l...
"A Sinio nei tre giorni dell'Ufficio delel tenebre (in tutta la Langa conosciuto semplicemente come 'le tenebre', uno dei riti che ha subito più varie 'sceneggiature' in un luogo officiato sul sagrato, in un altro all'interno della chiesa, in un altro ancora parte all'esterno, parte all'interno, ...
Il giorno della Candelora in chiesa distribuivano le candele “e il capofamiglia faceva il segno di croce anche sopra le porte, sugli alberi e nelle stalle perché le bestie non venissero malate” (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 64). Le candele benedette alla Candelora venivano usate anche...
A Capodanno i bambini giravano di casa in casa a chiedere la strenna e cantavano: “Bon dì, bon d’, de ‘na stren-a a mi L’an è neuv, deme ‘n colomb” ((Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 221). Ai bambini venivano offerti “dei soldi un arancio, delle mele, delle nocciole” (Benaduce, De B...