Feste popolari
Giorni dell'Ufficio delle tenebre
"A Sinio nei tre giorni dell'Ufficio delel tenebre (in tutta la Langa conosciuto semplicemente come 'le tenebre', uno dei riti che ha subito più varie 'sceneggiature' in un luogo officiato sul sagrato, in un altro all'interno della chiesa, in un altro ancora parte all'esterno, parte all'interno, sempre nelle ore serali e notturne, talora con l'accensione di un falò) al termine del canto dei salmi, quando ormai la chiesa era invasa dall'oscurità essendo state spente ad una ad una tutte le candele, il sacrestano si affacciava sulla porta e chiamava i ragazzi che aspettavano sul sagrato. I ragazzi irrompevano nella navata con i loro strumenti e per almeno dieci minuti si sfogavano a produrre un chiasso assordante: un autentico effetto teatrale" (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 204; anche Bernardi, 1991, p. 390).
"... la Settimana santa /.../ dal mercoledì cominciavano a suonare le conchiglie. Ce n'era una per casa. Servivano anche di notte a segnalare una disgrazia, un incendio nelle cascine. Nessuno si permetteva di suonare il corno se non di notte per le disgrazie o nella Settimana santa" (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, pp. 128-129).