Il giorno di Pentecoste si svolgeva una processione “durante la quale si saliva fino al santuario di Santa Cristina” (Teppa, 2003, p. 15).
A Massiola, per la Pentecoste, ogni anno viene distribuito alle famiglie del paese il "pane dello Spirito Santo". Questo viene benedetto nel cortile della casa del Priore, eletto annualmente dagli uomini di Massiola, dove viene eretto un altare e le pareti delle case coperte da lenzuola e drappi.
“Già nel lontano anno 1208 ad Ivrea operava la Confraria del Santo Spirito, istituzione benefica che per Pentecoste organizzava la festa della fratellanza. La festa, dedicata allo Spirito Santo, durava tre giorni e vi venivano distribuiti ceci, carne, pane e vino. In tale occasione le differenze ...
Nei primi nove giorni veniva celebrata una novena nella chiesa di San Rocco, il sabato si benediceva il fonte battesimale ed era un giorno di digiuno e astinenza. La domenica, giorno di Pentecoste, si svolgeva una processione (Dell'Acqua, 2004, p.336).
Nel XV nel paese era attiva la Confraria di Santo Spirito che “nel giorno di Pentecoste distribuiva pane e minestra ai poveri, convenuti per la festa” (Ramella, 1996, p. 216).
"Nel giorno di Pentecoste festa alla cappella di santo Spirito in corso Garibaldi. In ogni famiglia, per usanza tradizionale, si prepara in quel giorno la minetra di ceci" (Milano, 2005, p. 185). "Festa della Pentecoste alla cappella dello Spirito santo, in ogni famiglia si prepara la minestra...
Peppe Barra è uno dei protagonisti del recupero della tradizione popolare musicale e teatrale napoletana che nei suoi spettacoli contamina sapientemente con i moderni ritmi del Mediterraneo. È interprete magistrale di canzoni, tammurriate, liriche teatrali e poesie. Nasce a Roma il 24 luglio del ...
Intervistato nel 2007, Peppino Sigalini, classe 1932, è stato impiegato e agricoltore. Racconta per i Granai della Memoria i suoi ricordi legati al Po ed al Ticino.Il primo ricordo di Peppino si lega al lavoro di trasporto di merci lungo il fiume, la vita dei trasportatori, e a quello delle lavan...
La manifestazione, nata nel 2009, è incentrata in un percorso enogastronomico per le vie del paese alla scoperta dei prodotti locali e dei caratteristici presepi allestiti nelle antiche fontane e sulla pubblica via. Si svolge a metà dicembre, il sabato sera e la domenica dalla tarda mattinata. ...
Utensili del lavoro agro-pastorale e domestico. Attività artigianali.
Culti e riti locali, usi magico-rituali della locale comunità di tradizione agro-silvo-pastorale. Brigantaggio post-unitario.
Il più antico pellegrinaggio da Orta al Sacro Monte di Varallo di cui si ha notizia avvenne nel 1547 e fu organizzato da fra Bernardino Colombano (cfr. Olina, 1990). “Partecipavano a questo pellegrinaggio quasi tutti gli ortesi, che utilizzavano questo momento devozionale anche come opportunità d...
Peter Jones è stato intervistato durante un viaggio didattico dagli studenti dell'Università di Scienze Gastronomiche nel maggio 2016 a Denbigh, in Galles.Peter Jones ci racconta di come sta lavorando per salvaguardare le prugne di Denbigh. Queste prugne con l'arrivo delle grande distribuzione e ...
Petunilla Dies, membro della comunita Quilombolas di San Pedro intervistata nel 2011 dagli studenti dell'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, ripercorre la tragedia della morte per malattia dei suoi primi figli, poi la gioia per il primo sopravvissuto. Il 'rimedio' somministrato al ba...
La prima domenica di maggio viene riproposto il “Piantament del maj”, ossia l’antico rito primaverile di piantamento dell’albero di maggio, che simboleggia il risveglio della naturale e propiziatorio per la campagna. Nell’ambito della manifestazione vengono nelle vie del centro vengono ricostruit...
Il primo maggio “non era considerato come oggi la festa del lavoro. Era la festa propiziatoria della primavera e sulla piazza del paese veniva piantato un pino sfrondato, che chiamavamo albero della libertà” (Brignolo, 1999, p. 33).
Nel paese viene conservata la tradizione del piantar maggio. “Nella notte del 30 aprile i giovani coscritti vanno nei boschi a rubare, in modo rituale, un albero ed il 1° maggio provvedono a piantarlo sulla piazza della comunità. Durante tutta la giornata i coscritti fan la guardia al maggio per ...
Per tutto il periodo carnevalesco attori improvvisati, con una scenografia trasportabile, mettevano in scena, nelle case o nelle vie del paese, la farsa del “pianté a taragna” (piantare il filare). Nel luogo della recita veniva posata la “taragna”, costituita da due pali uniti con canne e tralci...
A inizio maggio i “coscritti rubano nottetempo un albero, solitamente una betulla, per innalzarlo nella piazza del paese il primo sabato nel mese; l’albero viene poi venduto e col ricavato si fa una solenne mangiata (AA.VV., 1980, p. 26).
“Rubare un pioppo, ornarlo di fettucce, carte colorate e fiori, quindi piantarlo davanti alla cappella di San Grato era, e lo fu fino al 1914, una prodezza riservata ai giovanotti gagliardi; e, insieme, una cerimonia connessa a una religiosità atavica, profondamente radicata nell’uomo, sempre stu...