Intervistato nel 2010, Eugenio Bailo, classe 1934, trebbiatore e trivellatore di pozzi, rievoca il mondo della trebbiatura nel secondo dopoguerra, nel momento in cui si abbandonavano le ultime macchine a vapore a favore di quelle meccanizzate. La fatica di un lavoro che durava da "sole a sole", g...
Eugenio Pol è nato a Milano nel 1960, ma con origini veneziane, vive e lavora a Fobello piccolo comune a 873 s.l.m. nella Val Mastallone, una valle laterale della Valsesia, il suon forno si chiama "Vulaiga" in dialetto locale il termine indica la neve quando scende leggera come farina. Il luogo s...
Di tutto l'attrezzo rimane solo la lama che è larga, con il tagliente lievemente ricurvo e costola di rinforzo. Un'estremità termina ad occhiello per essere inserita in un perno e l'altra a codolo per ospitare un manico.
Federica Crepaldi, classe 1996, è stato intervistata per i Granai della Memoria all'interno del progetto "Il Cibo a 4 Occhi" organizzato dal Comitato Festa dei Popoli di Vercelli, l'Università del Piemonte Orientale "A. Avogadro" e l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Nell’in...
“A Occhieppo Inferiore nel giorno della Natività della Madonna (8 settembre) c’era l’uso di mangiare la ‘salciccetta’ cotta sul braciere, la si esponeva prima sui davanzali quando la gente tornava dalla messa da S. Clemente” (Scarzella, Scarzella, 1983, p. 29).
Attorno a Vagna, molte cappelle e oratori sparsi nei boschi e nei villaggi raccontano una religiosità popolare semplice e tenace che si esprime ancora in tradizioni radicate come la processione del 'Bambin' nel mese di luglio. Un rito antichissimo che risale ai primi anni del Seicento, porta proc...
"In quella sera a Chioumont due uomini in camice inconsutile (?) col cappuccio sugli occhi vanno a picchiare a tutte le porte gridando: Enlevez vous, proez pour vos morts!. In qualche casa, con rito ospitale, qualche notte si lascia apparecchiata la tavola per i defunti. Diffusa è la credenza che...
A Fenils, frazione di Cesana Torinese, era usanza festeggiare la vigilia di San Giovanni Battista con un grande falò, chiamato in patois fuo de giio, fuoco di gioia. Durante il pomeriggio del 23 giugno, i giovani del paese raccoglievano la legna necessaria con molto impegno, poiché, essendo divis...
Il occasione della ricorrenza di santa Lucia, protettrice della vista, le mamme portavano i bambini nella chiesa dei santi Lucia e Paolo a benedire gli occhi con l’acqua santa. “Poi i genitori all’uscita per farli smettere di piangere li premiavano con i ‘lecabon’, dolcissimi bastoncini di miel...
Nella frazione Forno “alla vigilia di santa Lucia si ballava nella scuola della borgata anche fino a mezzanotte. Al mattino del 13, invece, veniva celebrata una messa. Era pratica comune bagnarsi gli occhi come da suo patronato” (Bosio, Tosin, 2005, p. 68).
Presso il santuario di Santa Lucia la festa patronale, per ragioni climatiche venne trasferita dal 13 dicembre (giorno in cui il Martirologio romano ricorda la santa) a Pentecoste. Fino al secondo dopoguerra i due giorni della festa “richiamavano pellegrini e festanti da ogni parte. IN tale occa...
"Delle due parrocchie in cui si divide la regione di Bellino, sono patroni dell'una san Giacomo, dell'altra santo Spirito. Il giorno della festa di san Giacomo, alcuni anni fa, si svolgeva una gara caratteristica. Scelto un pendio in un prato vi si scavava un buco, dentro al quale si metteva un g...
Festus Odigie Osasu, classe 198t, è stato intervistato per i Granai della Memoria all'interno del progetto "Il Cibo a 4 Occhi" organizzato dal Comitato Festa dei Popoli di Vercelli, l'Università del Piemonte Orientale "A. Avogadro" e l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche. Nell'interv...
Bottiglia dal corpo cilindrico e bocca molto stretta dall'andamento conico. Presenza di due occhielli per un manico.
una bottiglia a sviluppo globulare con lungo collo è rivestita di vimini intrecciati che formano una base circolare e un manico ad occhiello
Filo di ferro attorcigliato e piegato; alle estremità forma due occhielli.
Le forbici sono costituite da due gambi imperniati a croce. Gli anelli sono leggermente ovali e differiscono tra loro in quanto uno dei due presenta un tallone per appoggiare meglio lo strumento e un nasello per aprire le valve dei mitili. I due gambi simmetrici sono sagomati in modo da presentar...
da un occhiolo, in cui si inserisce il manico, si allunga un bidente sagomato con i rebbi che si allargano in un occhio per poi riavvicinarsi paralleli. Nella parte intermedia sporge una staffa normale al manico stesso che consente di esercitare maggior pressione con un piede nell'inserire l'attr...
Francesca Cirillo, classe 1996, è stata intervistata per i Granai della Memoria all'interno del progetto "Il Cibo a 4 Occhi" organizzato dal Comitato Festa dei Popoli di Vercelli, l'Università del Piemonte Orientale "A. Avogadro" e l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.Nell'intervista...
L'attrezzo presenta l'impugnatura in legno sagomata a pomello nell'estremità superiore. Il telaio della lira vera e propria si innesta al manico tramite una ghiera metallica; esso ha una forma rettangolare, lunga e stretta, con estremità inferiore arcuata. E' costituito da otto fili di ferro tesi...