Feste popolari
Festa di Gesù Bambino
Attorno a Vagna, molte cappelle e oratori sparsi nei boschi e nei villaggi raccontano una religiosità popolare semplice e tenace che si esprime ancora in tradizioni radicate come la processione del 'Bambin' nel mese di luglio. Un rito antichissimo che risale ai primi anni del Seicento, porta processionalmente la statua di Gesù Bambino dalla chiesa di san Brizio per le stradine di Maggianigo. Il rito, nato per celebrare il Nome di Gesù contro le bestemmie, vede portare la statua dai membri dell'omonima confraternita in camice bianco e le ragazze del paese con le 'cavagnette' o 'alberelle'. Erano anticamente ceste contenenti prodotti della terra da offrire ai poveri della comunità; con il passare del tempo diventarono ceste decorate da portare nelle processioni e adornate di stoffe colorate, di monili, di fiori variopinti, di pizzi. In passato erano proprietà di singole famiglie che le utilizzavano annualmente e venivano tramandate per generazioni. La forma di piccoli alberi in legno, con alla base un cestino da appoggiare sulla testa, ha presumibilmente fatto nascere il nome di "alberelle". La tradizione è diffusa anche in altri paesi dell'Ossola, ma è a Bognanco che essa conserva più compiutamente il suo carattere di antica espressione devozionale.
La manifestazioni inizia oggi il sabato sera con lo spettacolo pirotecnico e il concerto di campane della chiesa di San Brizio. Domenica alle ore 10 nella stessa chesa viene celebrata la messa, accompagnata da canti tradizionali della Valle. Durante la celebrazione viene presentata la statua 'dul Bambin', e si procede al tradizionale bacio. Alle ore 15.00, dopo il canto dei vespri, si svolge la processione. Questa vede in apertura le donne abbigliate in abiti tradizionali, con i caratteristici copricapo chiamati "cavagnette". Dietro le donne c'è il clero, che a sua volta è seguito dalla grande composizione lignea barocca con la statua del bambino al centro. La composizione lignea è sorretta dai componenti della confraternita del SS. Nome di Gesù.
La processione è ricca di gesti rituali e di canzoni natalizie, ed è prorpio questo che la rende suggestiva e particolare (cfr. Bertamini 1996, pp, 193-199).
“Erano le donne in cerca di marito a farsi carico delle ‘cavagnette’, un’occasione per mettersi in mostra agli occhi dei ragazzi del paese” (Bilardo, 2011).