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Eugenio Pol

Eugenio Pol è nato a Milano nel 1960, ma con origini veneziane, vive e lavora a Fobello piccolo comune a 873 s.l.m. nella Val Mastallone, una valle laterale della Valsesia, il suon forno si chiama "Vulaiga" in dialetto locale il termine indica la neve quando scende leggera come farina. Il luogo scelto non è casuale, infatti come dice lui, l'arte di panificare secondo natura con l'antica tecnica della fermentazione naturale richiede anche e soprattutto un posto incontaminato, dove l’acqua è pura, non clorata e l’aria è ancora sopportabile. Studi da chimico, esperienze da cuoco e una grande passione per la pesca, che nei momenti di pausa dalla panificazione, si concede da solo o con amici nelle bellissime valli del territorio. Animo libero, occhi vivaci e un gusto per il bello e il buono che trova nella realizzazione dei suoi pani, tra i più buoni in assoluto, una pace con il mondo e come ci ha detto addirittura con il cosmo. Le farine arrivano da tutta Italia, come quelle di grano duro Cappelli, Farro di cocco, Saragolla e Ceci del Podere Pereto territorio di crete senesi, farina di Grano tenero integrale del Molino Renzo Sobrino di La Morra nelle Langhe, e poi ancora Russello, Timilia, Margherito, Strazzavisaz, Faraone, e la Girgentana, varietà di grano duro coltivata sui monti Iblei, nella parte sud-orientale della Sicilia, prima dell’anno mille.Eugenio utilizza per il suo pane anche ingredienti inaspettati (polline di fiori, burro di Normandia, nocciole tonde di Langa, mandorle di Torrito, capperi di Pantelleria, uva di Smirne, semi di carota selvatica), nonché da un'infinita varietà di erbe (achillea millefolium, melilotus officinalis, asperula odorosa, trigonella cerulea, finocchio, aneto, coriandolo, anice stellato) che inebriano l’olfatto e le papille gustative. Lui produce soltanto pani con pezzature da 1 a 4 chili, che si conservano per più settimane, basta un tagliere con sopra un canovaccio di lino da inumidire quando il tempo e molto secco, in alternativa si può sempre congelare e una volta scongelato si può rigenerare per mezz’ora in forno a 160 gradi che sembra appena fatto.Cosa si può volere di più, il miglior pane di sempre, per la salute, per il piacere e se uno ne mangia troppo al massimo lo acquista due o tre volte al mese, altrimenti basta una volta grazie alla sua lunga conservazione.

Fobello (VC), IT
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