Gli attori della Bahia (Gruppo della Bahia) sono i seguenti: Abbà, Tenente Abbà, Alfiere (portabandiera), 2 Tesorieri, 2 Sergenti, 2 Caporali, 13 o 19 Soldati semplici a seconda dell'occasione, 3 o 6 (a seconda della disponibilità) ragazze che portano un fascio di grano, segale, erba; 4 Portator...
Angelo Marello, classe 1934, nel 1946 lascia Santo Stefano Belbo, nelle Langhe, per stabilirsi con la famiglia a Torino. Figlio di materassai - i genitori si erano sposati solo con cerimonia civile nel 1925 ed il padre era un convinto comunista - non ebbe vita facile nel paese natale. Nel capoluo...
Antonio Carignano, classe 1940, racconta di come l'acqua è da sempre un bene comune e prezioso. La Bealera Comunale è sempre stata la fonte principale di irrigazione per i prati nel comune di Rivalta. Antonio racconta, a partire dalle sue documentate ricerche storiche, dei metodi di irrigazione a...
Le machere oleggesi, protagoniste del Carnevale, sono dal 1930 Pirin e Majn, create dal poeta dialettale Pinela, che si rifece alla leggenda del contadino insofferente delle prepotenze del despota Barnabò Visconti e del suo tentativo di avvelenarlo. Il poeta definì dettagliatamente le caratterist...
brano musicale tratto da: AELM 138 M Folklore musicale italiano (Friuli Venezia Giulia)
Nella parte superiore il copri gambe presenta una sorta di pettorina cucita ad una fascia di pelle che diventa una cintura che da un lato termina con una fibbia. Su entrambe le gambe, al disotto delle ginocchia sono rimasti alcuni bottoni da un lato, e le asole dall'altro
Da una concavità ovale, poco profonda, parte il manico dritto e arrotondato che termina ad uncino rivolto verso il basso e decorato con un ramo inciso nella parte frontale, leggermente ingrossata, e motivi geometrici ad intaglio sull'incurvatura. Alla sommità un doppio disco decorato ad incavi se...
Il 16 agosto il ginostro del rione "Sasso", insieme a quello del rione "Riva", viene portato in processione votiva da una ragazza del rione. La processione parte dalla chiesa della frazione e arriva a quella del cimitero. (http://www.mergozzo.it/turismo/index.php?option=com_wrapper&Itemid=58)...
"Nel Carnevale, come dappertutto, ballano, si mascherano vestendosi in costume. Le donne vestono una gonna di panno nero, fatta a mo' di sacco, con scialli e grembiali di seta a vivaci colori, con la cuffia bianca, guernita di trine e nastri a più colori; gli uomini indossano generalmente calzon...
Un anziano contadino sistema un bastarel sulla testa, appoggiandolo sulla fronte e coprendo interamente la nuca fino alle spalle. Quindi inizia a sollevare un grande cumulo di fieno raccolto all'interno di un telo bianco. Sfruttando la pendenza del terreno sospinge il cumulo facendolo rotolare su...
Ex voto anatomico di cartapesta, raffigurante una gamba destra di bambino a tutto tondo. Colorazione giallo scura; la parte della gamba raffigurata è piegata al ginocchio; il taglio è di colore rosso scuro; gancio di ferro ad anello posto più in su del ginocchio
Gina Biagini è nata a Vellano, frazione di Pescia, il 16 gennaio 1923. I suoi genitori erano contadini. Ha frequentato la scuola a Vellano, in una classe di 30/40 ragazzi.Gina racconta la sua infanzia: in paese molti erano contadini, ma numerose persone, anche donne, lavoravano in cartiera, per l...
In questa intervista del 2010 Gino Carmignani, detto Fuso, nato il 22 giugno del 1948 ci parla della sua osteria, “ da Baffo” il nome proviene dal padre Baffo, Lorenzo all’anagrafe, che a quasi novant’anni gira ancora tra i tavoli intrattenendo gli avventori con le sue fulminanti battute. L’agrit...
Intervistato nel 2005, Gino Borgna, classe 1923, racconta come, dopo essere stato congedato a fine settembre 1943, non volendo presentarsi al bando della Repubblica di Salò e risultando dunque renitente e passibile d’arresto, decise di unirsi alle prime bande partigiane del Monregalese che faceva...
Intervistato nel 2012, Gino Borgna, nato a Mondovì nel 1923, a 14 anni inizia a lavorare, prima in una delle allora molte aziende ceramiste monregalesi, che tuttavia presto lascia avendo contratto una malattia professionale, poi facendo il meccanico in una officina. Richiamato alle armi si ar...
Gino Gallo, classe 1946, è stato uno dei fondatori dell’ATLAVIR, storica polisportiva in Rivalta: una “vicenda creativa” del giovane Don Bartolo e del “più esperto” parroco don Luigi Caccia.Uno dei problemi di quegli anni erano i soldi, non c’era una lira: non si pagavano quote di partecipazione ...
Gino Gallo, classe 1946, racconta dei giochi dei ragazzi a Rivalta durante la sua infanzia, erano gli anni 60 del secolo scorso. Erano giochi all’aperto, per le strade del paese, quasi sempre di gruppo a volte di “bande” contrapposte. Nelle strade passavano pochissimi mezzi a motore, solo qualch...
Gino Scarsi, classe 1948, è l'erede di una famiglia di maniscalchi legata profondamente al mondo dei cercatori di tartufo. Scarsi infatti è l'artigiano produttore dei zappini da tartufo: equipaggiamento fondamentale per la cerca.Scarsi nell'intervista descrive le caratteristiche dell'uso e della...
L'intervistato ci spiega il gioco del pallone elastico, gioco diffuso sulle colline piemontesi e liguri. Regole, punteggi, trucchi e aneddoti ci vengono raccontati mentre si vedono partite giocate ieri e oggi.
Giovanni Galetto, classe 1930, inizia con un racconto della metà dell’800 del bandito Delpero, detto il “terrore del Roero”, quindi del suo ingresso a scuola in prima elementare a Gerbole negli anni prima dell’inizio della Guerra. Racconta del treno (“macchina a fuoco”) che c’era negli anni Trent...