Nella frazione Laux un tempo durante il Carnevale “si portava in giro per le vie del paese un pupazzo che rappresentava la fata Marion, discesa dal monte Verné, la montagna che sovrasta il paese, per portarvi la felicità. Al termine del Carnevale, Marion veniva bruciata come in un antico rito di ...
Levone festeggia la zucca, simbolo del sole e quindi della fecondità. I regali personaggi, ‘l Re dij Cuset e la Regina, accompagnati dal seguito d’onore e dalle damigelle, si recano in municipio e ricevono dal sindaco le chiavi della città. La sera del martedì grasso si brucia la Masca d’la Ciast...
I personaggi carnevaleschi sono gli stessi della vicina Ivrea: la Vezzosa Mugnaia, il Generale, lo Stato Maggiore, il Gran Cancelliere, le Vivandiere, i Paggi. “Nel giorno delle Ceneri, ‘al mercul scurel’, avviene la distribuzione di ‘frità rognosa e salam’ […]. Per provvedere il necessario pe...
Personaggi del Carnevale sono la contessa Emilia Gromis Sambuy e il cavaliere Gualberto Gromis, due benefattori che donarono una loro proprietà per costruire l’asilo e la scuola elementare. “Oggi le maschere ricevono le chiavi della città, aprono il Carnevale e partecipano alla fagiolata” (Gall...
Il Re del Carnevale “sfila su un calesse e partecipa ad una fagiolata, continuamente disturbato da una malefica strega” (Gallo Pecca, 1987, pp. 298). Al termine del Carnevale la strega viene catturata, condannata al rogo e bruciata.
Recentemente è stata trovata a Cunico la presenza di una figura vegetale: "Un orso carnevalesco rivestito di foglie di granoturco inumidite e opportunamente arricciate con la stessa tecnica con cui si ottengono i riccioli di burro e gli gnocchi a partire dall'impasto di patate. Un'arricciatura ch...
1. A Volvera, paese situato alla periferia della metropoli torinese, il tempo della trasgressione carnevalesca iniziava, come in molte altre località, il giorno dopo l'Epifania. In quella data si dava inizio ad un lungo periodo caratterizzato dalla presenza di due maschere animali: l'orso e la ca...
La maschera dell’Orso di Balmuccia è stata ricostruita a partire da una fotografia presente in un volume sui Carnevali della Valsesia, Ceneri di coriandoli. Varallo e le tradizioni del Carnevale in Valsesia di Enzo Barbano (Barbano, 1983, pag. 209). L’originale costume di questo Orso, fatto di ri...
Nel 2005, i pochi abitanti della frazione di Champlas du Col hanno ripreso la tradizione carnevalesca che si era interrotta nel 1947, in seguito all'abbandono della popolazione alpina. Nell'importante rito sono state riproposte figure che appartengono solo più alla memoria degli anziani: i due "v...
In frazione Cimamulera, occasione del Carnevale viene pubblicato “I Santui”, che “come un classico testamento carnevalesco, denuncia i mali e le magagne della società locale” (Gallo Pecca, 1987, p. 186). Martedì grasso viene distribuita la polenta con gli ‘scriuii’ (salamini).
A Valdieri, dopo un'interruzione di circa cinquant'anni, è stata riproposta la maschera dell'orso di paglia di segale. La preparazione del costume è molto elaborata: la paglia di segale viene lavorata fino a formare una lunga treccia che avvolge e riveste completamente la persona, insieme alla co...
"I 'magnani' raccontavano che venivano dal paese di Cuccagna e invitavano al banchetto" (Milano, 2005, p. 87).
"La scena carnascialesca del malfattore che lavora in martedì grasso ed è perciò legato con le salsicce, è talvolta una commedia ordita all'uopo. Il tale va a lavorare, alcuni corrono ad avvertirlo, in piazza si fa il processo, giudice, avvocati, ecc. ecc...tutto l'apparato. Condanna del delinque...
A Vastapaglia il rituale carnevalesco iniziava la domenica precedente il martedì grasso con le questue eseguite dai maschi (bambini e adulti) alla sera nelle case della frazione e della vicina borgata Tani. Con il ricavato delle questue si organizzava la festa, alla quale veniva invitato qualcuno...
Il Carnevale è una manifestazione che a Cocconato non vanta tradizioni radicate e non ha mai suscitato il coinvolgimento della popolazione. La più antica attestazione è una fotografia-cartolina del 1912, in cui si vede un carro con personaggi in costume carnevalesco. Dagli anni Sessanta al 2000...
L’ultima domenica di carnevale, attorno alle ore 10 inizia la distribuzione dei ‘tortiou’ (frittelle). Un carro, sul quale è installata una cucina per preparare le frittelle, trainato da un trattore percorre le strade del paese. Ad ogni fermata vengono distribuite alle famiglie le frittelle in c...
"Le maschere del Carnevale di Giaveno sono 'Al Bergè' (camicia di flanella, gilet, pantaloni alla zuava, calzettoni, scarponi), 'La Bergera' (abito da contadina fine '800) e i 'Bergerottì' (un bambino e una bambina con costume simile agli adulti). La domenica antecedente la festa del Carnevale, ...
“Fino al 1950 si svolgeva a Carnevale, con la partecipazione di gruppi di Quagliuzzo e di Parella, una ‘marcia’, caratterizzata dalla presenza dei ‘curor’ (corridori), che, secondo una vecchia usanza, precedevano i vari gruppi, muniti di un lungo bastone ornato di fiocchi. Nel 1950, per onorare...
Il piccolo paese (dal 1928 frazione di Cerrina) festeggiava, negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, il Carnevale con quattro giorni di festa, dal mercoledì delle Ceneri al sabato successivo. I giovani usavano nell’occasione mascherarsi tingendosi la faccia di nero con un sughero brucia...
"Corteo carnevalesco in uso a Mondovì - la sposa della Crava - parecchi personaggi" (Milano, 2005, p. 86, p. 87). "A Mondovì, l'ultimo giovedì di carnevale, si festeggiano i Lombardi........ (Milano, 2005, pp. 86-87). Oggi il 'Carlevè' di Mondovì prevede molti appuntamenti, anche con ca...