Nel paese cessò nel 1879 “negli ultimi giorni di Carnevale, la pagliacciata goffa, crudele ed anche pericolosa usanza di martoriare , lacerare e strappare il collo al tacchino appeso per aria con una corda attraverso la strada colla testa all’ingiù, poi mascherati passandogli di sotto di corsa a ...
Nell’ultimo giorno di Carnevale, ‘l Gat (il gatto), che rappresenta la coscienza dei brionesi, “fa testamento, riferendo maliziosamente le marachelle avvenute in paese, e viene simbolicamente sacrificato nel fuoco purificatore che cancella il male” (Gallo Pecca, 1987, p. 115).
Negli anni Trenta del Novecento nei giorni di Carnevale si svolgeva il rituale del Testamento: “nello spiavo davanti all’oratorio del Borgo Inferiore (uno dei due in cui si divide il paese) tutti gli abitanti si riunivano davanti a un carro trinato da buoi. Su questo, che forse rappresentava un ...
Negli anni Trenta del Novecento in occasione del Carnevale avveniva “la recita in più punti del paese del ‘Testameint ‘d Carvé’ prima del falò in piazza del fantoccio omonimo. Declamatore e forse anche autore del testo satirico, che non risparmiava allusioni, anche pesanti a fatti e misfatti dell...
Il giorno delle Ceneri vi era l’usanza nel paese di tirare la Quaresima (‘tirè la Caresma’): “il primo giorno di questa scansione religiosa, un giorno da dedicare al digiuno ed alla penitenza, che si trovava invece così ‘disturbato’ da questa tradizione che sembrava quasi voler prolungare il sens...
Nel periodo di Carnevale vi era l’antica usanza della “decapitazione di un tacchino, appeso per le zampe in mezzo alla via principale dell’abitato. In sella ad un cavallo spronato al galoppo, i giovani del paese tentavano di colpire il gallinaceo con una spada di legno; chi riusciva a tagliargli ...
Durante il Carnevale nella frazione Pratomorone “si ricordano almeno cinque o sei località dove avveniva l’uccisione rituale del tacchino; a volte era interrato in una buca dalla quale emergeva solo il collo, altre era appeso ad una fune tesa tra due pali lungo la strada, altre ancora legato ad u...
Durante il carnevale vi era l’usanza da parte dei giovani del paese di cimentarsi nel tagliare la testa al tacchino (‘pitu’), appeso a una fune. Questa antica tradizione venne ripresa in epoca fascista dal Dopolavoro comunale. Ad annunciare la manifestazione è il settimanale L’Arco, nel febbraio ...
Dettaglio dell’interno di una forma di formaggio Maiorchino A Novara di Sicilia (ME) la produzione di un formaggio stagionato – chiamato Maiorchino si collega ad un gioco tradizionale - Il Lancio del Maiorchino, praticato già nel 1700 secondo la documentazione rinvenuta negli archivi comunali. D...
Vanda, nata nel 1922, racconta la sua vita dall’infanzia fino al secondo dopoguerra soffermandosi sulla sua prima esperienza di voto e sulle speranze per una Italia nuova e libera all’indomani della fine della guerra e del fascismo. Vanda è nata sotto il fascismo, la sua famiglia era composta ...
Il carnevale di Vernone (oggi denominato “Vernone in fiore”) nasce nel 1982, dopo anni che un gruppo di appassionati era impegnato nella realizzazione di cari allegorici con cui partecipava alle sfilate in vari paesi. La costituzione del Gruppo storico vernonese, con la creazione delle figure de...
"I due paesi della val Chiusella (Lugnacco e Rueglio) erano protagonisti, secondo il racconto di fine Ottocento di Bertolotti Antonio (1871, tomo V, pp. 248-250) di un lungo tempo carnevalesco che si concludeva, a fine febbraio, con uno scambio di doni alimentari durante una visita reciproca del ...
"I due paesi della val Chiusella (Lugnacco e Rueglio) erano protagonisti, secondo il racconto di fine Ottocento di Bertolotti Antonio (1871, tomo V, pp. 248-250) di un lungo tempo carnevalesco che si concludeva, a fine febbraio, con uno scambio di doni alimentari durante una visita reciproca del ...