Feste popolari
Testamento di Carnevale
Negli anni Trenta del Novecento nei giorni di Carnevale si svolgeva il rituale del Testamento: “nello spiavo davanti all’oratorio del Borgo Inferiore (uno dei due in cui si divide il paese) tutti gli abitanti si riunivano davanti a un carro trinato da buoi. Su questo, che forse rappresentava un minimo di apparato carnevalesco […] si avvicendavano due o tra persone che tenevano in mano un libro. Nel libro erano segnati i comportamenti degli appartenenti alla comunità nell’anno trascorso, che venivano letti in pubblico con commenti più o meno pungenti, ma forse mai troppo cattivi, per non suscitare troppe inimicizie. Ad essere colpiti erano soprattutto comportamenti personali, riguardanti la sfera del denaro (debiti, avarizia, ecc.) e specialmente quella del matrimonio e della sessualità (mariti o mogli violenti, ragazze poco caste, ecc.)” (Castelli, 1999, p. 179).
L’usanza del Testamento scompare subito dopo la seconda guerra mondiale.