“A fine febbraio a Ronco, in Val Soana, i bambini nel passato andavano in gruppo nei campi e suonando dei campanacci cantavano: Marf, marf vinvenent e p’na grana de furment fainent venir setfenc (Marzo, marzo, vieni, vieni / e per un chicco di grano / fanne venire 700)” (Ramella, 1966, pp. ...
"...a Castelmagno, ecc. abbracciarsi, baciarsi per augurio". " Nelle borgate più in alto /.../ Pradleves, Castelmagno, c'è l'abitudine di abbracciarsi e baciarsi per augurarsi a vicenda buon anno" (Milano, 2005, p. 72).
"Festa semplice, innocente, ma piena di giocondità serena, quali sono, del resto, tutte le altre: quella, ad esempio del Natale /.../ o quella di capodanno, nel qual giorno ad Aisone tutti, incontrandosi, si baciano 'more romano'" (Milano, 2001, p. 284). "Capodanno a Aisone: baci fra tutti. Ca...
"Baci e abbracci nelle borgate di San Pietro Monterosso, ecc. - pane a benedire - pel bestiame" (Milano, 2005, p. 71). "Nelle borgate più in alto di San Pietro Monterosso (Pradleves, Castelmagno), c'è l'abitudine di abbracciarsi e baciarsi per augurarsi a vicenda il buon anno" (Milano, 2005, p...
"Baci e abbracci /.../ - pane a benedire - pel bestiame. A Celle Macra a messa grande il pane a benedire: raccolto dai magnani e portato al prete - miracoloso per il bestiame e per... le altre bestie. A Celle Macra gli abitanti portano a messa 'granda' una bella pagnotta di pane (poichè in quell...
"Baci e abbracci nelle borgate di San Pietro Monterosso..." (Milano, 2005, p 71). "In val Maira - San Pietro Monterosso, Pradleves, Castelmagno, ecc. - abbracciarsi, baciarsi per augurio". Nelle borgate più in alto di San Pietro Monterosso (Pradleves, Castelmagno) c'è l'abitudine di abbracciars...
"I ragazzi corrono a frotte di casa in casa onde avere la tradizionale strenna, facendo, alla sera, scorpacciate di frutta e di dolci" (Milano, 2005, p. 72).
"Pamparato: ragazzi alla raccolta. Perletto, 'idem' (Milano, 2005, p. 72) "Festa in voga è il primo dell'anno, giorno di strenna. Donne e bambini vanno di casa in casa con paioli e secchi prendendo minestra, pane, denari, ossia tutto ciò che vien loro offerto" (Milano, 2005, p. 73)
"A Perletto di Cortemilia - La costumanza che resta è quella per la quale tutti i piccoli ragazzi il primo giorno dell'anno girano con un paniere, o borsa, e a tutte le case domandano la strenna, maledicendo quelli che non gliela vogliono dare" (Milano, 2005, p. 73).
"Il 'fantome', la sera del 31 dicembre. Baci, auguri. Alla sera della fine dell'anno tutti i giovani si riuniscono in una casa, fanno un fantoccio di paglia, lo vestono e gli fanno il testamento. Giunta mezzanotte lo vanno ad appendere in piazza. Quivi lo lasciano per tutto il primo giorno dell'a...
Una lettura domestica e popolare. Gli appassionati della cultura artusiana leggono per la Città di Forlimpopoli, terra natale di Pellegrino Artusi, una delle 790 ricette contenute nel manuale La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi 1911. Un’opera democratica scritta per...
A Marmora, comune della Val Maira, un tempo era usanza comune, durante il periodo carnevalesco, oltre alla presenza delle solite maschere, fare 'l'Arburin', che consisteva nel decorare un albero con nastri di vario colore e nascondere al suo interno la Sposa; lo Sposo doveva poi trovarla (Bertone...
Il Carnevale di Borgosesia, di origini ottocentesche, si articola oggi lungo l'arco di circa un mese fino al mercoledì delle Ceneri, con numerosi appuntamenti. I festeggiamenti si aprono, solitamente di sabato, con l'arrivo della maschera, Peru Magunella, atteso in piazza Marconi dalla consorte G...
"L'animale carnevalesco aveva un muso da orso e indossava una pelliccia. Andava per le case e la gente gli dava da bere" (Scabini, 1994, p. 7). "Erano vestiti con foglie di meligacci, sacchi di iuta e sporchi di nero fumo in volto" (Scabini, 1994, p. 6).
Durante il Carnevale avveniva il rituale del taglio della testa del tacchino. “L’animale veniva sotterrato fino al collo e dei giovani bendati, a gara, dovevano cercare di spiccargli la testa con una spada di legno. Importante a Carnevale era anche la presenza dei Tòni che recitavano, in piazza, ...
Il Carnevale torinese ha origini molto antiche e le prime attestazioni sono legate a provvedimenti delle autorità per evitare problemi di ordine pubblico, dovuti al clima di trasgressione creato da “riti spesso comici e licenziosi, trionfo del piacere più sfrenato con banchetti, danze, giochi e l...
"Quattro o cinque giovanotti si fanno portare dai ragazzetti tutti quei legni e quella paglia che si può raccogliere per il falò. Quando la catasta è pronta, la adornano con l'edera del lauro, carta colorata, nastri rossi e così via. Poi i ragazzetti vanno in giro suonando dei campanelli, trombe...
"...canto in coro di saluto e di rimpianto al Carnevale attorno ad un grande fuoco in piazza" (Milano, 2005, p. 79). "... quella (la canzone) del 'Carlevé' si usa cantarla ogni anno nell'ultima sera di carnevale: Verso la mezzanotte si raduna molta folla sulla pubblica piazza, si accende un g...
"A Limone: il 'curel', l'arlecchino, il turco e la turca, il giardiniere e la giardiniera, il dottore, il giustiziere, 'Zandumeni carluvor', 'lu veciu e la vegia', 'l'ampudrur' - testamento di Zandumeni - esecuzione capitale - festa all'albergo" (Milano, 2005, p. 78) "Il 'curel' - il 'turch' ...
"Chiusa Pesio - I magnani in giro con canestro d'uova, paioli, martelli e chiodi - tinti di nero - ad ogni signorina che incontrano, volente o nolente, piantano un chiodino nel tacco - a Carnevale. La sera del martedì grasso un uomo vestito di bianco, tutto imbottito, piccolo e tondo, rappresent...