Il Carnevale di Santhià è uno dei più antichi del Piemonte, la cui esistenza è attestata già nel Cinquecento. Dal 1895, ogni anno, in corrispondenza del periodo carnevalesco viene composta una canzone, sempre diversa e rigorosamente in dialetto santhiatese, nelle cui parole sono spesso contenuti...
"...canto in coro di saluto e di rimpianto al Carnevale attorno ad un grande fuoco in piazza" (Milano, 2005, p. 79). "... quella (la canzone) del 'Carlevé' si usa cantarla ogni anno nell'ultima sera di carnevale: Verso la mezzanotte si raduna molta folla sulla pubblica piazza, si accende un g...
"I 'magnani' raccontavano che venivano dal paese di Cuccagna e invitavano al banchetto" (Milano, 2005, p. 87).
"Se l'ultimo dì di carnevale alcuno osa andare a lavorare viene legato con salsicce" (Milano, 2005, p. 85). "L'ultimo giorno di carnevale, se uno si permette di andare a lavorare, viene legato con salciccie" (MIlano, 2005, p. 202).
"La scena carnascialesca del malfattore che lavora in martedì grasso ed è perciò legato con le salsicce, è talvolta una commedia ordita all'uopo. Il tale va a lavorare, alcuni corrono ad avvertirlo, in piazza si fa il processo, giudice, avvocati, ecc. ecc...tutto l'apparato. Condanna del delinque...
"Corteo carnevalesco in uso a Mondovì - la sposa della Crava - parecchi personaggi" (Milano, 2005, p. 86, p. 87). "A Mondovì, l'ultimo giovedì di carnevale, si festeggiano i Lombardi........ (Milano, 2005, pp. 86-87). Oggi il 'Carlevè' di Mondovì prevede molti appuntamenti, anche con ca...
L’ultima domenica di carnevale, attorno alle ore 10 inizia la distribuzione dei ‘tortiou’ (frittelle). Un carro, sul quale è installata una cucina per preparare le frittelle, trainato da un trattore percorre le strade del paese. Ad ogni fermata vengono distribuite alle famiglie le frittelle in c...
Il piccolo paese (dal 1928 frazione di Cerrina) festeggiava, negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, il Carnevale con quattro giorni di festa, dal mercoledì delle Ceneri al sabato successivo. I giovani usavano nell’occasione mascherarsi tingendosi la faccia di nero con un sughero brucia...
"Le maschere del Carnevale di Giaveno sono 'Al Bergè' (camicia di flanella, gilet, pantaloni alla zuava, calzettoni, scarponi), 'La Bergera' (abito da contadina fine '800) e i 'Bergerottì' (un bambino e una bambina con costume simile agli adulti). La domenica antecedente la festa del Carnevale, ...
A Vastapaglia il rituale carnevalesco iniziava la domenica precedente il martedì grasso con le questue eseguite dai maschi (bambini e adulti) alla sera nelle case della frazione e della vicina borgata Tani. Con il ricavato delle questue si organizzava la festa, alla quale veniva invitato qualcuno...
Il Carnevale è una manifestazione che a Cocconato non vanta tradizioni radicate e non ha mai suscitato il coinvolgimento della popolazione. La più antica attestazione è una fotografia-cartolina del 1912, in cui si vede un carro con personaggi in costume carnevalesco. Dagli anni Sessanta al 2000...
“Fino al 1950 si svolgeva a Carnevale, con la partecipazione di gruppi di Quagliuzzo e di Parella, una ‘marcia’, caratterizzata dalla presenza dei ‘curor’ (corridori), che, secondo una vecchia usanza, precedevano i vari gruppi, muniti di un lungo bastone ornato di fiocchi. Nel 1950, per onorare...
A inizio Novecento durante il Carnevale vi erano "società incaricate di collettare tra suoni, balli e maschere fagiuoli, condimento e legna. Caldaie fornite dalle congragazioni di Carità. Distribuzione a chiunque si presenti con scodella..." (Milano, 2005, p. 81). Oggi i personaggi che animano...
"I 'barbouire' con la faccia imbrattata in giro per le case" (Milano, 2005, p. 87). "I giovani dividonsi in brigate dette 'barbouire', forse perchè s'imbrattano la faccia per non essere riconosciuti, ed in tal guisa passando da una casa all'altra, prendono da ciò occasione per abboccarsi con l...
A inizio Novecento, "a Salassa, Tina, Bosconero (vedere), società incaricate di collettare, tra suoni, balli e maschere, fagiuoli, condimento e legna. Caldaie fornite dalle Congregazioni di Carità. Distribuzione a chiunque si presenti con scodella..." (Milano, 2005, p. 81). Oggi momento centra...
Due erano i momenti di festa nel periodo carnevalesco. L’ultima domenica di Carnevale si svolgeva la fasulada (fagiolata). I preparativi iniziavano al mattino, con la sistemazione nel piazzale della chiesa dei pentoloni e delle fascine per il fuoco, a cui provvedevano gli uomini. Nel contempo le ...
"L'ultimo di Carnevale se alcuno va a lavorare vanno a prenderlo e lo legano con delle salsicce.... poi vanno in casa a far chiasso" (Milano, 2005, p. 91). "A Diano d'Alba si fa lo scherzo detto il 'fagot del cucu'. Che è?" (Milano, 2005, p. 62)
1. A Volvera, paese situato alla periferia della metropoli torinese, il tempo della trasgressione carnevalesca iniziava, come in molte altre località, il giorno dopo l'Epifania. In quella data si dava inizio ad un lungo periodo caratterizzato dalla presenza di due maschere animali: l'orso e la ca...
Per quanto riguarda il Carnevale della tradizione sono numerose le azioni che vengono ricordate: - cantare la Martina: all'interno del paese di fomavano delle comitive che attraveravano le vie bussando di porta in porta e rivolgendo la frase rituale "Cantè Martina". Se i residenti della casa r...
L'orso indossava un costume fatto con pelli di pecora e sulla schiena portava uno scudo di legno per proteggersi dalle bastonate del domatore che lo conduceva in catena per le vie del paese (Andreis 1980, vol. IV, p. 506).