Nella frazione San Giovanni a Carnevale “una volta, si svolgeva anche la storica giostra del tacchino, nella quale erano contrapposti i Cüreur e i Gelus, due per parte. I Cüreur (dal nome francesce ‘avant-coureur’ = chi precede) rappresentavano i nobili, i Gelus i poveri: i primi gareggiavano con...
Maschere del paese sono il Tupiné e la Tupinera, nomi che ricordano gli artigiani che fabbricavano le pignatte in terracotta, produzione tipica, specie un tempo, di San Secondo di Pinerolo. Il Carnevale viene festeggiato con la rottura delle pignatte e, a mezzogiorno, la distribuzione di polenta ...
“A Valdendo di San Salvatore un tempo si bruciava la vecchia, con un rituale che ricordava le antiche cerimonie di espulsione del vecchio, dell’inutile, del male, per un felice inizio del nuovo anno agricolo” (Gallo Pecca, 1987, p. 439).
Nella frazione Sant’Anna Boschi a Carnevale le due maschere tipiche del luogo, la Buscarina e ‘l Buscarin, “sfilano per le vie del paese e partecipano alla fagiolata” (Gallo Pecca, 1987, p. 441).
Nella frazione Sant’Antonio, a Carnevale “viene consumata una grande fagiolata comunitaria” (Gallo Pecca, 1987, p. 442). Maschere del luogo sono la Bela Campagnin-a e ‘l Campagnin.
A Carnevale si prepara una grande fagiolata: in sette paioli di rame bollono, allegramente insieme, un quintale di fagioli, sei teste di maiale, 35 chilogrammi di cotechini, 20 di zampini e 50 ‘preti’ […]. Mercoledì, primo giorno di Quaresima, per penitenza, si mangia polenta e merluzzo” (Gallo P...
“In un lontano Carnevale si era presentato un ‘bell’umore’, vestito da papa, che, cavalcando a rovescio un asinello (cioè tenendo la coda a mo’ di briglia), impartiva la benedizione con la sua grossa mano da contadino. La maschera piacque e venne ripetuta con qualche variante: il Papa, non più a ...
Giuspin, un signorotto, e la Bela Br-laitera, una ragazza portatrice d’acqua (il nome deriva da br-let, piccola botte in legno della capacità di 3-4 litri) sono le maschere rappresentative del paese. “A Carnevale i due sfilano su una carrozza guidata da un palafreniere, ‘l Cavalcant” (Gallo Pecca...
Nel 1987 è nata, per iniziativa di un gruppo di giovani, una manifestazione carnevalesca in cui viene ricordati un episodio storico del 1193: la nomina da parte di Arduino, vescovo di Torino, di un castellano per il Castelvecchio di Testona, per proteggere la popolazione. “Nella manifestazione ...
“La Bela Fasolera, eletta il venerdì grasso, partecipa alla sfilata notturna delle maschere, alla parata dei carri allegorici e presiede, soprattutto, alla fagiolata (fasoj grass), che viene qui chiamata celtica” (Gallo Pecca, 1987, p. 471).
Le maschere rappresentative del paese sono ‘l Pistapauta e la Bela Lavurera, che ricordano uomini e donne che lavoravano l’argilla nelle locali fornaci. A Carnevale i due personaggi “sfilano accompagnati da una corte composta da tanti altri Pistapauta e Lavurere, poi si ristorano in un’abbondante...
“Il Carnevale si festeggia con il brendu. È questa un’antichissima usanza che non richiede attrezzature particolari: i ragazzi si travestono con vestiti reperiti in casa, si nascondono, poi improvvisamente fanno rumore per spaventare le persone, stando ben attenti a non farsi riconoscere” (Gallo ...
“Il pomeriggio del martedì grasso Zòrs viene issato sopra un carro e portato in giro per le vie del paese; quando giunge un piazza legge il testamento, il consueto documento carnevalesco con cui si passano in rassegna, per burla, tutti i fattacci e gli scandali del paese. La sera Re Zòrs, il gran...
A Carnevale un tempo “si svolgeva il rito del taglio della testa del tacchino e un concorso gastronomico: le abili casalinghe locali dovevano gareggiare nella confezione di torte” (Gallo Pecca, 1987, p. 500).
“Il Carnevale di Vestigné risale al 1436, come risulta dai testi tradotti dal latino da Piero Fiandesio e don Emilio Curtetto, e da studi di Ines Fornera. Protagonista del Carnevale è la Reginetta, il cui nome rimane segreto fino alla cerimonia della sua proclamazione agli abitanti del paese. In ...
Nei festeggiamenti carnevaleschi le maschere rappresentative della città, Biciolan o Bicciolino (caratterizzazione del medio borghese, colto ma semplice e modesto) e la Bela Majin, sono accompagnate dalle maschere rionali e di alcune istituzioni: ‘l Mulinè e la Mulinera (rione Aravecchia), Il Con...
I festeggiamenti carnevaleschi si aprono il sabato con l’uscita del giornale satirico “L’Asino” e, nel pomeriggio, il giro mascherato per le “bettole” del paese con accompagnamento musicale; l’ultima tappa è al Pasquè, per la cena. Domenica alle ore 12.30 all’Alveare avviene la prima distribuzi...
L'inizio del Carnevale si colloca intorno al 17 gennaio. Al centro del Carnevale recettese ci sono i coscritti (in passato i giovani che avevano superato la visita di leva, oggi in generale i ragazzi intorno ai 19 anni) e la fagiolata del lunedì grasso (al lündas ad Carlué). I coscritti (o fasulà...
L’ultimo sabato di carnevale, alla sera, la gente si recava verso ‘ër cantún Garian’, all’incrocio con la strada per alba. Qui le due bande allora esistenti e le autorità attendono l’arrivo della carrozza con le maschere poirinesi Barba Peru e Magna Danda ( i nominativi di chi le impersona sono t...
“Il Carnevale di Caravino si muove sulla falsariga di quello di Ivrea. I caravinesi danno l’assalto al Castellazzo, dove piantano lo scarlo: destinatario delle loro ire non è il Marchese del Monferrato, ma il famoso capitano di ventura Facino Cane, che, agendo un po’ per proprio conto e un po’ gu...