Il 2 febbraio, giorno della Candelora, nella frazione Marcorengo “si benedicono le candele e con queste si fanno segni di croce sui polsi, sulla gola, sulle porte, sulle corna delle mucche affinché se ne abbia protezione” (Ferro, 2000, p. 16). I “priori della candelora” avevano il compito di “pa...
In occasione della festa che celebra la purificazione di Maria (Candelora), quaranta giorni dopo il parto, il rito principale “è la benedizione dei ceri (benedisiun dër candèir-e). […] Il giorno della Candelora ci si recava in chiesa a prendere i ceri benedetti, custodendoli nelle proprie case co...
Il giorno della Candelora in chiesa venivano benedette le candele. Alla sera vi era il rituale di “fare croci con la cera delle candele portate a casa dopo la funzione religiosa. Le donne la facevano principalmente sull’orlo del vestito o sulla sottoveste, gli uomini sul cappello o sull’interno d...
Il giorno della Candelora, durante la messa venivano benedette le candele, “conservate in casa appese a un chiodo, per accenderle quando moriva un componente della famiglia” (Bosio, Tosin, 2005, p. 79).
Il giorno della Candelora, oltre al rituale della benedizione delle candele durante la messa, nella frazione Perinera “i giovani rincorrevano le ragazze muniti di campane (quelle usate per il bestiame) finché non riuscivano a colpirle con le stesse. La campana è simbolo del grembo materno, quindi...
Nella chiesa parrocchiale si procedeva alla benedizione delle candele e ad una processione che compiva il giro della chiesa partendo dall'altare. Finita la cerimonia i contadini le portavano a casa e le accendevano in caso di necessità per proteggersi dalle malattie e dalle avversità. Oggi vie...
Durante il carnevale “si contrattava ‘ra crava’, cioè la capra: un gruppo prendeva possessivamente una ragazza, le mettevano sulla schiena il manico di un vecchio rastrello, cui avevano tolto la sommità coi denti, la ragazza si chinava e sopra veniva posta una coperta in modo che la V del manico ...
Nella frazione Pieve, a fine Carnevale avveniva il “trasporto su di un carretto o il trascinamento con un lungo canapo, di un ‘animale’, una capra, in questo caso, che alla fine del suo peregrinare tra le case del villaggio, veniva ‘uccisa’ nel corso di una drammatizzazione che richiamava sempr...
Fino a pochi anni fa gli abitanti di San Martino erano soliti organizzare, nel giorno di Pasqua, il gioco della cavilholo, gioco che parrebbe di antica origine. Il gioco consisteva in una gara tra due squadre di ugual numero di concorrenti, arbitrata da un capo gioco. Nel passato c'era in palio ...
In ogni Tempio Valdese si tiene tutti gli anni a Pasqua una cerimonia chiamata "Confermazione. La formazione all'interno della Chiesa Valdese prevede per i ragazzi un periodo, lungo 7 anni, di scuola domenicale (dai 6 ai 13 anni). Al termine di questo periodo ci sono altri 4 anni di studio (dai ...
In ogni Tempio Valdese si tiene, tutti gli anni a Pasqua, una cerimonia chiamata "Confermazione". La formazione all'interno della Chiesa Valdese prevede per i ragazzi un periodo, lungo 7 anni, di scuola domenicale (dai 6 ai 13 anni). Al termine di questo periodo ci sono altri 4 anni di studio (d...
In ogni Tempio Valdese si tiene tutti gli anni a Pasqua una Cerimonia chiamata "Confermazione". La formazione all'interno della Chiesa Valdese prevede un periodo, lungo 7 anni, di scuola domenicale (dai 6 ai 13 anni). Al termine di questo periodo ci sono altri 4 anni di studio (dai 13 ai 17 anni...
San Pietro in Vincoli è il titolare della Chiesa Madre, celebrata solennemente in forma religiosa all'interno della chiesa. L'unico riscontro profano era la corsa delle oche della "Piasetta" (incrocio di via Italia con via Matteotti), fino a San Grà (San Grato), via Italia angolo via Galilei. Il ...
Il 'festin' è una ricorrenza di antica tradizione che, malgrado la minor presenza di famiglie sul territorio continua ad essere un momento molto sentito dalla comunità. Nei mesi di novembre, dicembre ed anche febbraio si uccide il maiale al mattino, dopo un'abbondante colazione in cui si cuoce l'...
Il festin è una ricorrenza di antica tradizione che, malgrado la minor presenza di famiglie sul territorio continua ad essere un momento molto sentito dalla comunità. Nei mesi di novembre, dicembre ed anche febbraio si uccide il maiale al mattino, dopo un'abbondante colazione in cui si cuoce l'u...
Il 'festin' è una ricorrenza di antica tradizione che, malgrado la minor presenza di famiglie sul territorio continua ad essere un momento molto sentito dalla comunità. Nei mesi di Novembre, Dicembre ed anche Febbraio si uccide il maiale al mattino, dopo un'abbondante colazione in cui si cuoce l'...
La gamba (o calza) di San Sebastiano era “una singolare tradizione del territorio cumianese che aveva luogo la vigilia della festa del santo, il 20 gennaio, data che per certi versi segnava l'inizio dei festeggiamenti per il carnevale. Si trattava di una divertente usanza praticata soprattutto n...
La notte del Venerdì santo “i giovani andavano a raccogliere tutto ciò che non fosse stato posto sotto chiave e lo portavano sulla piazza del paese, dai carri ai badili alle zappe, in qualche caso anche animali. Al mattino successivo i proprietari dovevano andare a riprendere i propri arnesi, tra...
Si tratta di due cerimonie probabilmente uniche (cioè non più ripetute). La prima è "la rappresentazione de 'La Passione di N. S. Gesù Cristo' per il libretto di Attilio Vaudagnotti, fatta nella primavera del 1923 allo Stadium di Torino" (Beranrdi, 1991, p. 399, nota 43). La seconda è quella s...
Un manoscritto di metà Settecento segnala la tradizione della sposa di maggio, cessata nel 1721, dopo che era durata oltre due secoli (cfr. Cocca, 1993, pp. 203-205; Ramella, 1996, p. 463). “Nella prima domenica di maggio di ogni anno nella casa di Santo Spirito posta nei Ricetti la Confraterni...