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Preparazione dei "papassini" sardi
L'esecutrice mette nella planetaria 5 uova intere e 400 grammi di zucchero e le fa sbattere con le fruste. Intanto prepara 2 etti di strutto, il limone grattugiato, una bustina di lievito per dolci, la farina, l'uvetta e un po' di noci. Per la preparazione è necessario anche un cucchiaino di ammoniaca, da far sciogliere nel latte caldo, in modo che i "papassini" lievitino meglio. Alle uova sbattute con lo zucchero vengono quindi uniti lo strutto, le noci e l'uvetta. La madre aggiunge a occhio un po' di farina, la bustina di lievito, il limone grattugiato e li frulla insieme. Unisce poi all'impasto il latte gonfiato con l'ammoniaca, il cui odore si sentirà durante la cottura e indicherà che i "papassini" si stanno cuocendo. Mescola l'intero impasto con un cucchiaio, a mano, spiegando che le mani sono sempre più veloci nel preparare i dolci. La figlia, di tanto in tanto, aggiunge della farina; quando l'impasto è terminato, la madre lo poggia sul tavolo di marmo e lo lavora con le mani con movimenti ripetuti e precisi, fino a ottenere un impasto morbido, uniforme e sufficientemente elastico. Col coltello disegna una croce sulla parte superiore e poi passa a tagliarlo in parti uguali, parti che vengono lavorate con le mani in forme affusolate e lunghe, e quindi a loro volta tagliate a forma di rombo, immergendo a ogni taglio il coltello nella farina. I pezzi tagliati vengono posti nella teglia sopra la carta da forno, a certa distanza l'uno dall'altro per permettere loro di lievitare bene, e infine infornati. L'esecutrice spiega che i "papassini" devono essere di una certa grandezza e cosparsi alla fine di glassa e palline di zucchero colorato.