I festeggiamenti carnevaleschi si aprono, la terzultima domenica di carnevale con la tradizionale raccolta delle uova. Il giovedì successivo, alla sera, avviene presso il palazzo municipale, la presentazione delle maschere ufficiali locali, Barbagiogiu ed Erbaluce con il seguito dei Rubiun e dell...
Negli anni Cinquanta i festeggiamenti carnevaleschi erano limitati all’allestimento di qualche carro con persone in maschera, mentre nel 1972 con la fondazione della Pro Loco assume una nuova dimensione (cfr. Ramella, 1996, p. 480). Il Carnevale che si svolge “nella domenica successiva al merco...
I personaggi carnevaleschi sono gli stessi della vicina Ivrea: la Vezzosa Mugnaia, il Generale, lo Stato Maggiore, il Gran Cancelliere, le Vivandiere, i Paggi. “Nel giorno delle Ceneri, ‘al mercul scurel’, avviene la distribuzione di ‘frità rognosa e salam’ […]. Per provvedere il necessario pe...
Nel 1987 è nata, per iniziativa di un gruppo di giovani, una manifestazione carnevalesca in cui viene ricordati un episodio storico del 1193: la nomina da parte di Arduino, vescovo di Torino, di un castellano per il Castelvecchio di Testona, per proteggere la popolazione. “Nella manifestazione ...
"A Limone: il 'curel', l'arlecchino, il turco e la turca, il giardiniere e la giardiniera, il dottore, il giustiziere, 'Zandumeni carluvor', 'lu veciu e la vegia', 'l'ampudrur' - testamento di Zandumeni - esecuzione capitale - festa all'albergo" (Milano, 2005, p. 78) "Il 'curel' - il 'turch' ...
Al mattino, diversi uomini vestiti da cornuti sono riuniti in corteo e iniziano a far baccano con campanacci, fischietti, tamburi, tamburelli, fisarmoniche, chitarre e altri strumenti a percussione ricavati da contenitori di latta o lavatoi di legno. Il gruppo di cornuti indossa lo stesso costume...
Testimonianza del legame esistente fra i novaresi e la loro città, il lascito del 1985 di Alessandra Rognoni Salvaneschi ha offerto alla collettività il prezioso arredo della famiglia, insieme con l'edificio che le ha sempre ospitate: un palazzo quattrocentesco situato in una delle vie urbane più...
Raccolta di oggetti che documentano la vita e le tradizioni del territorio aretino.
Nata su iniziativa di un gruppo di cittadini riuniti in associazione con il contributo dell'amministrazione comunale e di altri enti, la Casa Museo si propone la salvaguardia e la valorizzazione delle testimonianze della cultura locale, e la creazione di un laboratorio didattico per incentivare i...
Collocato nelle Valli del Natisone, area slovenofona del Friuli. Raccolta di arredi e suppellettili domestiche, e strumenti del lavoro contadino, artigianale, pastorale dell'area (tardo Ottocento R12; primo Novecento). Fotografie d'epoca e documenti relativi alla religiosità tradizionale.
La castagna presente nei boschi del Monte Vulture, denominata “marroncino di Melfi” rappresenta un ecotipo locale presente solo in questi luoghi che si caratterizza per la grossa pezzatura, la forma simmetrica e tondeggiante e per le evidenti striature sulla buccia di color marrone. La polpa di c...
Caterina Bo è nata nel 1934 all’interno dell’Agenzia di Pollenzo. Il padre di Caterina era infatti l’autista del direttore dell’Agenzia, il complesso architettonico realizzato da Carlo Alberto fra 1838 e 1843 a Pollenzo, un antico borgo di origine romana posto a ridosso del fiume Tanaro, nella ...
In questa seconda intervistata, sempre nel 2012, Catterina Tarasco nata a Priocca (Cuneo) nel 1924continua a raccontare, in ordine sparso, ricordi di giovinezza della sua famiglia. Cosa si faceva quando uno era raffreddato, i famigliari, i piatti della tradizione, durante la settimana santa il Ca...
Canto raccolto a Matera nel corso della pioneristica spedizione lucana condotta tra il 30 settembre e il 31 ottobre del 1952 da Diego Carpitella ed Ernesto de Martino. Ce se mangiò la zita è un incipit anaforico del canto iterativo, o cumulativo, La cena della sposa, diffuso su tutto il territori...
Costa Celestino, classe 1931, racconta la propria storia di frutticoltore in Valle Bronda, dove si coltivano soprattutto – ma non esclusivamente – mele, pesche, kiwi, susine. Si tratta di un territorio caratterizzato da piccole aziende famigliari, di cui Costa ricostruisce le problematiche e le ...
Il Centro comprende una raccolta oggettuale, costituita da circa un migliaio di pezzi, essenzialmente strumenti del lavoro agricolo, pastorale e artigianale, utensili d'uso domestico, oltre a documenti riguardanti la vita sociale e cerimoniale di Gravina, organizzati, nell'ultimo allestimento, se...
Raccolta di documenti che illustrano la vita, le tradizioni e la storia del territorio aretino.
"Tradizione del periodo antecedente il martedì grasso; in alcune zone della Val Sangone ancora praticata. Consisteva nell'andare per le borgate a 'chiedere il Carnevale' ovvero 'alè 'n brandou p'r ciamè lou Carlevè' che voleva dire girare per le vie, in maschera o meno, magari con una fisarmoni...
Cospicua raccolta di oggetti di area alto-laziale relativi soprattutto a mestieri tradizionali e ambienti domestici. Collezione di proprietà privata.
Il Museo è ubicato nel Castello di Arechi II ed accoglie una raccolta di ceramiche che va dal Medioevo all'Ottocento. Il patrimonio espositivo è costituito da piatti e brocche realizzati in ceramica a bande rosse, a vetrina pesante e argilla provenienti da Salerno, Avellino e da Faenza. Espone, i...