Il Carnevale “viene celebrato di norma due settimane dopo la festa di rito romano, per consentire una maggiore partecipazione di pubblico, di bande musicali e di carri allegorici. Durante il periodo di Carnevale i vari rioni organizzano fagiolate benefiche, polenta e salsicce, oltre a feste da ba...
Negli anni Cinquanta i festeggiamenti carnevaleschi erano limitati all’allestimento di qualche carro con persone in maschera, mentre nel 1972 con la fondazione della Pro Loco assume una nuova dimensione (cfr. Ramella, 1996, p. 480). Il Carnevale che si svolge “nella domenica successiva al merco...
“Il Carnevale di Vestigné risale al 1436, come risulta dai testi tradotti dal latino da Piero Fiandesio e don Emilio Curtetto, e da studi di Ines Fornera. Protagonista del Carnevale è la Reginetta, il cui nome rimane segreto fino alla cerimonia della sua proclamazione agli abitanti del paese. In ...
Nei primi anni del Novecento ed “ancora nei decenni successivi un uomo mascherato da orso, tirato con una catena. (o una corda) per le strade di Mentoulles. mentre veniva dileggiato e bastonato, riproponeva nel periodo di Carnevale, una tradizione antica che celebrava attraverso questo rito alleg...
L'origine della tradizione, risale alla fine '800 -inizi '900, e si rileva dalla memoria storica degli anziani, che nel periodo di carnevale, dopo le fatiche dell'inverno , il popolo si ritrovava ad inneggiare la natura che si risveglia nella speranza di buoni raccolti e nel contempo ci si diver...
Le origini del Carnevale chivassese risalgono al XIV secolo, e si legano alla figura dell'Abbà a capo della Confraternita o Società degli Stolti. Per coprire le spese dei propri divertimenti, la compagine di buontemponi ricorreva allegramente all'imposizione di tasse e balzelli tra i più curiosi,...
Nel borgo Pietra Alta, alla periferia nord di Torino, la festa di sant’Antonio Abate, protettore degli animali, durava due giorni. “Fin dal mese di dicembre gli organizzatori della festa portano nelle case del borgo il sonetto, chiedendo alle famiglie un contributo per coprire le spese. Il sonett...
L’ultimo venerdì di Carnevale i diciottenni del paese praticavano il rituale dei 'Magnin' (calderai), che rappresentava “per essi come la consacrazione alla virilità” (Brosio, 1961, p. 30). Quel giorno “annerite le faccie e le mani, indossati vecchi vestiti, armati di bastoni e di lamiera, i giov...
Durante il periodo di Carnevale si svolgeva la rappresentazione dei mesi e delle stagioni, “solitamente più semplice dei altri generi locali, perché meno curata nei costumi e nella coreografia. Ogni attore-cantante si abbigliava adeguatamente in modo da rappresentare gennaio, febbraio… oppure la ...
L'albero della cuccagna era un gioco che veniva fatto durante il periodo di carnevale, consisteva in una gara tra giovani e meno giovani del paese, che si sfidavano arrampicandosi su un palo di legno molto alto insaponato o ricoperto di grasso per rendere più faticosa la salita, una volta raggiun...
LA MANIFESTAZIONE SI SVOLGE OGNI ANNO A TEANA L'ULTIMO SABATO DI CARNEVALE. IL COSTUME DELL'ORSO, FIGURA PRINCIPALE DELLA MANIFESTAZIONE, VIENE CONSERVATO E RIPRESO OGNI ANNO, COM'è STATO TRAMANDATO DALLA TRADIZIONE, CON PELLI DI CAPRE; COSì COME GLI ALTRI COSTUMI, QUALI: CARNEVALE, QUAREMMA, GLI...
“La Fiorentina” è una storia cantata, tradizionale del paese, che ha per protagonisti la Principessa Fiorentina, il suo innamorato, il Re, la Regina, tre mercanti della Turchia. “Nelle sere d’inverno, soprattutto durante il periodo di Carnevale, gruppi di cantanti-attori giravano di casa in casa ...
L'evento è legato simbolicamente alla chiesa di S. Antonio abate (sec. XIV). Il 17 gennaio, le Maschere che rappresentano una mandria in transumanza, si radunano presso la chiesa , assistono alla messa, ricevono la benedizione fanno i 3 giri propiziatori intorno alla chiesa e acclamano il santo c...
Durante il periodo di carnevale, soprattutto il Martedì grasso, i bambini ripropongono la tradizionale questua delle uova: vestiti in maschera, con in mano un cestino di vimini, vanno di casa in casa a raccogliere le uova, con le quali viene poi confezionata una frittata che consumano tutti assieme.
La rafanata è un piatto tipico della Basilicata, simile a una frittata cotta al forno Rafanata Lucana. Si prepara nel periodo di carnevale e prende il suo nome dal rafano rusticano, ovvero il rizoma della pianta Armoracia Rusticana, una radice dal gusto fortemente balsamico e piccante. Ingredient...
La Proloco 'E.Mattei' di Pomarico vuole perseguire uno studio sui canti popolari carnevaleschi incentrando la ricerca sulla ZEZA. Nell'ambito della ritualit? connesse con il Carnevale, un tempo veniva rappresentata la ZEZA, una farsa napoletana in musica. La Zeza, scenetta carnevalesca cantata a...
Nel periodo di Carnevale vi era l’antica usanza della “decapitazione di un tacchino, appeso per le zampe in mezzo alla via principale dell’abitato. In sella ad un cavallo spronato al galoppo, i giovani del paese tentavano di colpire il gallinaceo con una spada di legno; chi riusciva a tagliargli ...