Il gioco dell’oca, detto in dialetto “Giò dl’oca dal Burcanin”, si svolgeva nel sino alla seconda metà del Novecento e consisteva nel decapitare un’oca o un tacchino, appeso per le zampe a testa in giù, mediante un bastone, che deve esser mosso dal basso verso l’alto (come se si stesse estraend...
La Giornata del Ringraziamento viene festeggiata solitamente a metà novembre, a conclusione dell’annata agraria. La cerimonia inizia alle ore 10.15 con la benedizione dei trattori e dei mezzi agricoli. Segue la celebrazione della messa nella chiesa parrocchiale; durante l’omelia il parroco ricor...
A conclusione dell’annata agraria, a metà dicembre, gli agricoltori celebrano la giornata del ringraziamento. La cerimonia inizia con la messa nella chiesa della frazione Villa, durante la quale il parroco benedice i frutti della terra, portati all’altare dagli agricoltori. Al termine della celeb...
La Giostra dell’oca ha origini cinquecentesche. “La bestia veniva messa dentro una cassetta dalla quale, quando si sentiva sicura, sporgeva la testa e il lungo collo. Il gioco consisteva nel tagliare il collo dell’oca, passando al galoppo su di un cavallo. E non era cosa facile perché il povero p...
Giovanni Galetto, classe 1930, inizia con un racconto della metà dell’800 del bandito Delpero, detto il “terrore del Roero”, quindi del suo ingresso a scuola in prima elementare a Gerbole negli anni prima dell’inizio della Guerra. Racconta del treno (“macchina a fuoco”) che c’era negli anni Trent...
Giovanni Rebora (Genova 13 luglio 1932 - 22 ottobre 2007), è stato per lunghi anni professore di Storia economica e di Storia agraria medievale presso l’Università degli Studi di Genova (dapprima alla Facoltà di Economia, poi a quella di Lettere). Nel corso dell’intervista, rilasciata nell’aprile...
Intervistato nel 2007, Giovanni Valmacco, classe 1931, è un ex-coltivatore e acquaiolo. Per i Granai della Memoria, ricorda aspetti della sua passata professione e del mondo delle risaie della sua giovinezza. Giovanni Valmacco spiega la vecchia professione del “camparo acquaiolo” nelle risaie, o...
Giuseppe Mazzocolin è un uomo di formazione classica, è stato infatti insegnante di filosofia fino a quando, nella seconda metà degli anni '70, è entrato nell'azienda della famiglia della moglie, Fèlsina, con l'incarico di sviluppare commercialmente l'azienda. Veneziano di nascita, ha cercato di ...
Giuseppe Rinaldi è un “langhetto” a metà. Nell’intervista effettua una serie di riflessioni sulla bassa Langa con riferimento particolare al feudo dei Marchesi Falletti. La viticoltura tema ricorrente dell’intervista è affrontata da varie angolazioni che hanno toccato i temi dell’emigrazione e la...
elemento metallico allungato con le estremità ripiegate ad angolo retto in due piani tra loro ortogonali e appuntite
elemento metallico allungato appiattito, con le estremità ripiegate ad angolo retto e appuntite
elemento metallico di forma rettangolare al centro del quale si trova un foro circolare. Le estremità si prolungano in elementi allungati e appuntiti
elemento metallico allungato con le estremità appuntite e ripiegate in senso perpendicolare
Oggetto metallico con manico di presa e grata su cui veniva posto il cibo per essere arrostito
Asse rettangolare, con un lato breve che termina sagomato a formare l’impugnatura, su cui è inchiodata una lamina metallica, forata, curvata ad arco.
Asse rettangolare, con un lato breve che termina sagomato a formare l’impugnatura, su cui è inchiodata una lamina metallica, forata, curvata ad arco. La lamina è sorretta alle estremità da un semicerchio di legno, superiormente non pieno per pemettere la fuoriuscita del grattugiato.
Una lamina metallica rettangolare, con fori quadrati e i lembi frutto della foratura perpendicolari alla lamina, curvata ad arco sorretta da un piede sagomato.
Su una tavola lignea rettangolare, terminante in circolo con foro centrale, è applicata una lamina metallica forata, sollevata ad arco e fermata ai lati da chiodi metallici.
Interamente in metallo, l'oggetto ha fori quadrati nella parte centrale. Appoggia su un manico ricurvo la cui estremità è a coda di rondine, per sostenere meglio l'oggetto stesso.
La grattugia è formata da una tavoletta sagomata con quatto fori aperti ai lati e uno chiuso alla base, che permette di appendere l'oggetto. Al centro, è stato applicato il grattino in metallo; completano l'oggetto due assicelle inchiodate ai bordi che fungono da "guida" per lo scorrimento degli ...