"La tradizione più antica, che nacque più di cinquecento anni fa, è quella di staccare la testa dal collo al tacchino. Alcuni giovani completamente mascherati, tirata una fune da una parte all'altra di una via, attaccano a questa, per le gambe, un tacchino. Questi giovani cavalcano focosi cavalli...
Il tavolo è tozzo: sotto al piano di lavoro, formato da cinque tavole spesse 6 cm, sono posti due cassetti dotati di maniglia in ferro battuto (anello inserito in un chiodo ad occhiello). Più in basso, c'è un altro ripiano per depositare attrezzatura varia.
Il pescatore realizza la maglia ("r'majo") per l'"artavelletto co' la pertica" utilizzando il filo ("sagolettino") e una "cucella", strumento composto da un bastoncino di ferro (o ottone, o canna) alle cui sommità ci sono due forcine doppie. Si tratta di uno strumento comunemente usato dai pescat...
Il telaio è composto da numerosi pezzi smontabili che sono i seguenti: i pali che sostengono il telaio (Drunjezit); i subbi (shulet); il sedile della tessitrice (derrasa); i quattro licci (mitaret); il pettine (khehrj); le quattro girelle che sostengono i due subbi (Pallumbelet); l'intarsio delle...
Durante il Carnevale nella frazione Pratomorone “si ricordano almeno cinque o sei località dove avveniva l’uccisione rituale del tacchino; a volte era interrato in una buca dalla quale emergeva solo il collo, altre era appeso ad una fune tesa tra due pali lungo la strada, altre ancora legato ad u...
Wanda Canna nata nel 1921 a Borgosesia narra le vicende del padre socialista antifascista e alcuni episodi famigliari. Dei suoi cinque fratelli e della dura infanzia nel regime fascista. Staffetta per Moscatelli in Valsesia racconta delle lunghe giornate in bici e di come nascondeva i soldi (ch...