La bilancia (di Roberval?) viene impiegata per le pesate per cui non occorre una grande precisione. Essa consiste essenzialmente di un sistema di aste articolate, a sospensione inferiore, contenute in un telaio di legno. I piatti circolari sono appoggiati ciascuno su quattro colonnine di ferro, c...
su una base metallica quadrata si innesta una struttura a settore circolare. Sul lato curvo una feritoia consente il passaggio verso l'esterno dei due indicatori oscillanti. Sul lato superiore emerge la base di appoggio per il piatto
su lamina metallica verticale provvista di piedini è fissato il disco con gli indicatori di peso e la spera oscillante. In cima un elemento circolare costituisce la base per il piatto
La bilancia, realizzata in un unico pezzo di ferro lavorato a stampo, si presenta con una maschera frontale riccamente sagomata e decorata a rilievo e poggia su tre piedi (di cui due arricciati a voluta), con alla sommità una testina femminile. Al centro è fissato, tramite due viti, il quadrante ...
La bilancia a due piatti presenta una solida base di legno a forma di parallelepipedo con una colonnina di legno, inserita al centro, tornita e modanata, che funge da supporto per il giogo che sostiene due piatti di ottone circolari e leggermente concavi. A ciascuno di essi sono fissate tre caten...
La grande bilancia a due piatti presenta una bassa cassa di legno poligonale stretta e lunga sulla quale è impostato, su alto podio parallelepipedo, un solido supporto ligneo sagomato a foggia di colonna ionica. Alla sommità di questa è fissato, tramite un robusto gancio metallico, il giogo con f...
La bilancia è formata dal supporto in legno, il piedistallo della colonnina, la colonnina, la forcella con fulcro della bilancia costituita da due parti simmetriche, i bracci della bilancia con i coltelli di fulcro e l'ago indicatore della posizione, due piatti (uno in vetro e uno in ottone) sost...
La forcella con fulcro è costituita da due parti simmetriche unite da due viti. E' ancorata al gancio della colonnina di supporto tramite un gancetto di ferro a doppio occhiello. Nella parte inferiore presenta due fori in cui sono alloggiati i coltelli di fulcro, uniti ai bracci della bilancia co...
La base della bilancia è di legno sagomato. Frontalmente presenta degli scompartimenti in cui sono collocati i pesi in ottone, alcuni cilindrici, altri a forma di parallelepipedo. Il giogo, imperniato su una colonnina in ottone tornito, regge alle estremità i piatti tondi, sempre in ottone.
Due piastre di ferro contrapposte concorrono a costituire la scatola in cui è alloggiato il meccanismo di sollevamento, costituito da un doppio rinvio ad ingranaggi, il primo dei quali è calettato sul perno di una manovella (ove è calettata anche la ruota dentata di un arpionismo di non ritorno) ...
Due piastre di ferro contrapposte concorrono a costituire la scatola in cui è alloggiato il meccanismo di sollevamento, costituito da un doppio rinvio ad ingranaggi, il primo dei quali è calettato sul perno di una manovella (ove è calettata anche la ruota dentata di un arpionismo di non ritorno) ...
Il boccale presenta una soperficie laterale che si allarga leggermente verso il fondo, che risulta piatto. E' dotato di un becco che sporge leggermente dal diametro massimo, diametralmente opposti si trovano i frammenti del manico. Il bordo superiore è decorato da cerchi e linee alternati, mentre...
Grande boccale di peltro, a forma di tronco di cono altissimo e sottile, con imboccatura lievemente allargata, manico ad ansa. Alla sommità di questa vi è un frammento di quella che si può supporre la cerniera di un coperchio, della quale non rimane altra traccia. Alla base il boccale si allarga ...
Bonetta Dell'Oglio è una chef palermitana intervistata dagli studenti dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche durante un viaggio didattico nel maggio 2014. Si avvicina alla cucina muovendosi tra quattro generazioni di donne. Bisnonna, nonna, mamma sino ad arrivare a lei. Come streghe...
La bosinata veniva “recitata in piazza l’ultima domenica di Carnevale da tre persone mascherate su un carro a due ruote, tirato da un cavallo. Tema prevalente la satira alle ragazze del paese” (Castelli, 1999, pp. 141). L’usanza è cessata intorno al 1947-48.
La bosinata pare fosse in uso sino agli anni Sessanta: veniva “composta da un gruppo di amici (giovanotti, con qualcuno più anziano) e si recitava in piazza quando si faveca il ballo di Carnevale. A metà programma l’orchestrina del paese interrompeva le danze e un personaggio solo (dott. Lorenzo ...
Nel sobborgo alessandrino di Valle San Bartolomeo l’usanza della bosinata era ancora viva nei primi anni del Novecento e veniva declamata in pubblico l’ ultima domenica di Carnevale. Attorno al 1910 la ‘businà’ veniva recitata in piazza da un certo Libori Amelettto, su un carro a molle tirato da ...
Durante il Carnevale “sino alla prima guerra mondiale bosinate di argomento locale venivano recitate, con intermezzi musicali, a Porta Casale o in piazza da gruppi mascherati su carri provenienti da Castelletto, San Salvatore e itineranti verso Bozzole, Pomaro, Giamole, Valmacca” (Castelli, 1999,...
Nel paese la bosinata recitata in piazza durante il Carnevale, nei primi del Novecento conteneva “tutte rime paesane, apolitiche, quasi sempre satireggianti fatti e personaggi della cronaca locale, e in particolar modo le ragazze” (Castelli, 1999, p. 164); una bosinata del 1920 ricorda gli orrori...
Nel paese l’usanza della bosinata è “stata portata avanti dagli anni ’30, da Biagio Piccarolo (1909-1984), agricoltore, sindacalista della Confcoltivatori, che assieme ad altri giovani del paese la leggeva in piazza” (Castelli, 1999, p. 141).