Marianath Milona, è nata nel 1965 in Germania ma è di origine greca. Quando tornò in Grecia per una vacanza rimase affascinata dal monastero che si erge sul monte Athos, un importante luogo di culto per la comunità ortodossa greca. Cominciò così a studiare la cucina e le ricette ...
Massimo Giletta, classe 1980, è un margaro della Val Troncea (TO) e un produttore di formaggio Plaisentif. La nonna all’età di un anno, nel 1919 già si recava nello stesso alpeggio dove Massimo oggi porta a pascolare le sue mucche.Dal nonno Massimo impara come si fanno i formaggi e, grazie all’e...
Recipiente di forma tronco-conica dato da doghe di legno di abete, fermate da tre cerchi sempre in abete.
Recipiente formato da doghe tenute assieme da tre cerchi di ferro, chiusi da borchie. Due doghe, diametralmente opposte, sono piu alte delle altre e, forate, fungono da manici.
L'oggetto ha la forma di un cucchiaione con la parte concava a cuore rovesciato nel cui centro si dispongono a rombo cinque forellini. Il corto manico ricurvo termina a gancio.
Il manico, in parte a sezione circolare, è appiattito per quasi metà delle lunghezza, e forma all'apice un uncino che permette di appendere l'oggetto. E' fissato al cucchiaio semisferico con due ribattini.
L'oggetto ha la forma di un cucchiaione con la parte concava ovale terminnte a punta. Il corto manico leggermente ricurvo termina a gancio.
L'oggetto, di colorazione bruna, ha la forma di un cucchiaione con la parte concava di un largo ovale. Il manico, leggermente ricurvo, termina a gancio.
L'oggetto ha la forma di un grosso cucchiaio. Il manico, lungo e dritto, è tornito e alleggerito da una strozzatura al centro.
Il senso privilegiato di Mimmo Jodice è senza dubbio la vista ma “l’esercizio del vedere - dice - predispone al gusto e amplifica il piacere del cibo”. Ricorda l’infanzia trascorsa nel centro antico di Napoli nel periodo difficile del dopoguerra e alcuni rituali legati al focolare domestico: l’o...
"... la processione figurativa che si suol fare oggigiorno a Montechiaro d'Asti e che rimonta sicuramente ad una vera azione drammatica a dialogo, come attestava R. Sacchetti, in un numero del 'Pungolo' di Milano nel 1876, citato anche dal d'Ancona e dal Renier" (Milano, 2001, p. 250). "Drammi...
Mortaio a forma di tronco di cono con base allargata, il cui orlo presenta una decorazione a dentelli. Appena sotto l'orlo c'è invece una decorazione floreale. Il pestello si allarga verso la parte battente.
Pestello con base circolare; la forma ricorda vagamente una campana rovesciata; pestello in bronzo con le estremità ingrossate.
Mortai in marmo e arenaria, di forma assai simile; alcuni sono leggermente panciuti, altri presentano una leggera rientranza alla base. Tutti sono dotati di quattro orecchiette per la presa.
Il mortaio presenta una forma a calice lievemente troncoconico con una base piatta molto allargata e lo stelo appena accennato. La superficie laterale è decorata da linee orizzontali, due alla parte mediana e una più in basso.
"...ancora in vigore è il Mortorio di Garessio. Si effettua ogni quattro anni e nell'edizione del 1988 è stato eseguito tre volte. Nella ricostruzione del Barolo del 1933, la rappresentazione curata dalla locale Confraternita di san Giovanni, si svolge in un primo momento in chiesa, dove è colloc...
Il Museo Camillo Leone ospita una collezione eterogenea di oggetti. Al suo interno, sono esposte opere e vengono conservati reperti, che documentano il passato di Vercelli dalla preistoria all'età moderna. Non mancano, inoltre, numerosi esempi di arte decorativa e applicata provenienti da diver...
Testimonianza di unR17;arte e di una produzione, improntata allR17;opera di Mariano Dallapè
Il Museo è ubicato nei cellai e nell'orto del Complesso Monumentale di S. Maria del Pozzo e conserva circa 3.200 oggetti che testimoniano la vita contadina del luogo a partire dal 1050 fino ai nostri giorni. Grazie all'ausilio di contadini ed artigiani locali, gli oggetti esposti riprendono a fun...
Collezione degli ex voto presenti nel santuario di Santa Maria dei Miracoli. Le tavolette votive coprono un arco temporale che va dal secolo XV al secolo XIX.