“Una volta, a Carnevale, si tenevano a Verduno delle rappresentazioni a soggetto, simili al Canté Martina. La gente dei campi si mascherava alla buona, magari pavoneggiandosi in divise militari o in buffi abiti femminili, e, con la faccia tinta di nerofumo e il capo avvolto in uno scialle, faceva...
Nel periodo carnevalesco gruppi di giovani andavano a cantare Martina: “si presentavano innanzi alle stalle in cui c’erano (o si riunivano) ragazze da marito e incominciavano dal cortile (dar’èra) a cantare Martina. Con formule rituali chiedevano di essere ammessi nella stalla e offrivano un dono...
“Martina è una canzone con domande e risposte, che andavano a cantare a modo di serenata dinanzi a qualche abitazione, e da dentro rispondevano. Quest’usanza sembra che sai derivata dal contrasto fra la suocera e la nuora che abbia abbandonata la casa maritale, ma poi volendo farvi ritorno suppl...
Nel periodo invernale e soprattutto durante il Carnevale, nelle stalle di sera si cantavano Ie "Martine". Un gruppo “di giovanotti, tal ora provvisti di fisarmonica, si raccoglieva davanti alla porta di una stalla dove, nelle sere invernali, si riunivano varie ragazze da marito. La presenza dei g...
Cantare Martina è il tipico canto di corteggiamento, praticato nel periodo invernale durante la veglia serale nelle stalle: “un gruppo di giovani si recava di fronte all’uscio della stalla dove, all’interno, le donne li aspettavano. Il lungo dialogo d’amore cantato veniva avviato dai giovani che ...
Nella frazione Laietto durante il Carnevale “si usava fare una serenata, la cosiddetta ‘Martina’ a tutte le ragazze del luogo, serenata che si ripeteva per ogni sera della settimana, tranne che il venerdì grasso. Ogni giovane alla fine poteva dire di essere stata corteggiata” (Ruggiero, 1970, p. ...
“Fra le tradizioni contadine calusiesi più radicate che il tempo si è portato via, c’era il ‘cantar martine’, che faceva parte in realtà di un complicato rituale per combinare matrimoni […]. E tuttavia, a parte i suoi fini strumentali, il ‘cantar martine’ era un modo cortese e poetico, di antiche...
Si tratta di una tipica cantina d'epoca sotterranea, dove si possono ammirare tutti gli attrezzi utilizzati per la produzione del vino, come le botti, i torchi, il brenta (unità di misura), ecc, tutti perfettamente conservati. Tutta la storia vinicola locale riemerge in questo luogo, quando le uv...
"In primavera i bimbi cantavano il maggio" (Milano, 2005, p. 183). Nelle pagine precedenti (181-182) alcuni esempi della 'Canzone di maggio' con i protagonisti in 'vestito rosso, grembiule bianco, velo; idem ramo di pino'
Tutti i venerdì di Quaresima nella filanda di Valfenera veniva cantata dalle operaie, durante il turno di lavoro, ‘La Passione’, in dialetto piemontese. ”Il canto di Valfenera segue sostanzialmente nella prima parte la narrazione dei Vangeli canonici e da presupporre qualche parentela con le pas...
"I ragazzi giravano a gruppi di tre recando a turno una rozza croce di legno. Normalmente si inginocchiavano a cantare sull'aia /.../ A un certo punto della notte cominciavamo a sentir un canto nel cortile. Ma un canto tutto particolare, un canto non dolce, non allegro, un canto duro, nella notte...
La domenica delle Palme nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo, dal 2002, oltre alla benedizione dei rami d’ulivo, al termine della messa delle ore 10.45, la locale cantoria, accompagnata da un fisarmonicista, esegue il canto della Passione di Nostro Signore, riproponendo un antico rituale popo...
..."i più giovani della comunità davano vita, fino a ieri, ad un'altra rappresentazione irinerante che interessava, ancora una volta, i cascinali e le strade dei paesi. nelle Langhe, nel monferrato e nell'alessandrino, il canto della Passione impegnava i ragazzi e i giovani in una questua del tut...
"A Bellino nel sabato santo accendono un fuoco davanti alla chiesa quindi si cantano le dodici profezie. Significa che si cancella il passato per cominciare una vita migliore oppure il supplizio inflitto da Nabocodonosor ai sudditi che non vollero adorare la sua statua. Ma essi ne uscirono illesi...
"Già prima del gran giorno (Pasqua), si hanno tradizioni curiose, una delle quali è la 'raccolta delle uova', che si fa ancora tutt'oggi in qualche villaggio delle Langhe, per es. a Castiglion Tinella: brigate di giovani, allegre e chiassose, vanno in giro durante la notte per le case con uno di ...
"Nel canto delle 'ova' (Monticello d'Alba): In questa casa a jè na gran sutina / j scheisa la cresta al gal e 'l cul a la galina" (Milano,2005, p. 64).
"A Mongardino si cantano le uova per tutta la Quaresima, di solito nelle serate di venerdì, sabato e domenica, per adeguarsi agli attuali, più rigidi, ritmi lavorativi /.../; il periodo è ampio per poter visitare tutte le famiglie /.../. Una caratteristica del gruppo dei questuanti di Mongardino ...
"La festa della 'ova', con la canzone, in Quaresima... (Milano, 2005, p. 91).
“A fine febbraio a Ronco, in Val Soana, i bambini nel passato andavano in gruppo nei campi e suonando dei campanacci cantavano: Marf, marf vinvenent e p’na grana de furment fainent venir setfenc (Marzo, marzo, vieni, vieni / e per un chicco di grano / fanne venire 700)” (Ramella, 1966, pp. ...
“All’ultimo giorno dell’anno si praticava un’usanza singolare: tutti gli uomini validi si recavano verso la cima del monte Chiabrere ad attendervi la mezzanotte e portavano con sé lunghi bastoni di nocciolo alla cui estremità avevano legato alcuni pezzi di legno cosparsi di resina, i cosiddetti ‘...