Il primo maggio gruppetti di bambine, dall’alba, giravano di cascina in cascina con un ramo di biancospino cantando: Ben venì magg, venì maggio fin ch’i turna ‘l meiz di magg! “La gente offriva uova, nocciole, quel poco che poteva per questa rituale questua beneaugurate” (Castelli, Ghez...
Nel pomeriggio del primo maggio un gruppo di ragazze, vestite con abiti di vivaci colori e portando un ramo di pino addobbato con nastri colorati e fiori e una bambola di pezza (simboli di fertilità), andavano in giro di cascina in cascina chiedendo doni e fiori. Spesso una ragazza si vestiva da ...
“Il maggio era cantato da ragazze, di solito molto giovani (dodici-quattordici anni), a gruppi di tre. Esse indossavano abiti primaverili dai colori vivaci (rosa, azzurri, bianchi); la sposa di maggio, quella di centro, portava un cappellino in testa, un paio di guanti, una borsa ed un rametto d...
Il 1° maggio, sino all’inizio degli anni Settanta le ragazze andavano in giro per il paese portando un “alberello con una bambola di stoffa ornata di nastri e rami di foglie. Cantavano la solita canzone e chiedevano uova e soldi” (Benaduce, De Benedetti, Morteo, 1981, p. 89). Il canto, nel diale...
L’inizio della primavera veniva festeggiato dai giovani, che per l’occasione adornavano un grosso ramo di pino con nastri multicolori, fiori e pupazzi. Il gruppo andava in giro per il paese con il pino, portato “dalla più prestante delle fanciulle” (Brosio, 1961, p. 30), fermandosi sotto i balc...
“Vestite a festa, le bambine con i fiori nei capelli, i ragazzi con in mano rami di ciliegio o di pesco fiorito, giravano per le strade cantando allegre canzoni inneggianti la primavera. Era la festa, tanto attesa, che si svolgeva durante la mattinata della prima domenica di maggio” (Mossino, s.d...
Nella frazione Mondonio il cantar maggio “si festeggia la prima domenica di maggio. Vi partecipano le ragazze, vestendo abiti belli, leggeri e dai colori tenui. Formano un corteo con la sposa al centro che tiene in mano un ramo di pino (pëssra), addobbato con nastri (bindej) e un bambolotto in c...
Nel periodo carnevalesco vi era l’usanza del cantar Martina: “le persone mascherate visitavano le stalle recitando il ‘Bonà seirà viòjre’; non bisognava farsi riconoscere e si doveva scappare per non farsi smascherare. Travestimento tipico era quello dell’inversione sessuale: l’uomo da donna e vi...
La manifestazione, che si inserisce nell'iniziativa "Chaminem per oc!", vuole sostenere la lingua d’oc e le tradizioni storico-culturali del territorio in tutte le sue forme. La prima fase è una camminata tra le borgate che inizia alle ore 9.30 dal municipio di Ostana con dieci soste, in ciasc...
"...... a cantare i porci" (Milano, 2005, p. 79). ...L'ultima sera di carnevale, frotte di giovani vanno fra le ombre notturne a rispettosa distanza dalle case dove abitano ragazze da marito, che per loro disgrazia abbiano avuto qualche idilliofinito male o commesso qualche peccato d'amore, e ...
".... a cantare i porci" (Milano, 2005, p. 79). "rappresentazioni carnascialesche..." (Milano, 2005, p. 152) "...in pieno giorno /.../ l'ultimo di Carnevale: alcuni buontemponi all'uopo mascherati, si raccolgono sulla piazza maggiore o sul luogo più alto del paese tenendo fra mani certi li...
La sera del venerdì santo un gruppo di ragazzi (uno dei quali reggeva una croce fatta con le canne e uno suonava la fisarmonica) girava per le case del paese a cantare la Passione (cfr. Brandone, 1984, p. 143). Al loro arrivo la gente “usciva dalle case, stava a sentire il canto e poi offriva uov...
"A primavera da metà Qiaresima in avanti si andava a'cantare le uova'. Con le uova che avevano raccolto e i soldi si faceva una festa tutti insieme, si cantava, si ballava, si mangiava la frittata. Durante la questua uno si vestiva da frate e poi tre o quattro che suonavano, chi il clarino, chi l...
La manifestazione è portata avanti da un gruppo costituito da 15-20 cittadini residenti nella zona della Valle Uzzone. Lo scopo è quello, innanzitutto, di restituire questa tradizione, favorendo forme di aggregazione e socializzazione nell'area della Valle. Infatti, con le questue raccolte durant...
La manifestazione è portata avanti da un gruppo spontaneo di persone residenti a Cortemilia e in zone limitrofe. Il gruppo si è costituito nel 1982 ed è composto da 10-15 cittadini. A seguito della raccolta dei ritornelli declamati durante il Cantar le uova, il gruppo ha avviato un'attività di r...
Nel 1975 venne reintrodotto a Bergolo, in chiave essenzialmente musicale, l'antico rituale del Cantè Magg. Attualmente, il Cantè Magg di Bergolo rappresenta un momento di grande aggregazione giovanile, realizzata per far vivere, attraverso la musica, una "rievocazione" internazionale di canti e b...
Nel periodo invernale, durante le veglie serali nelle stalle era diffusa la tradizione di cantare Martina: “Un gruppetto di giovani, all’esterno della stalla dove abitualmente si riunivano le famiglie del vicinato, chiedeva con insistenza di entrare. Dall’interno veniva opposta una serie di rifiu...
La festa di santa Martina Vergine e Martire cadeva a fine gennaio nel periodo conosciuto come "i giorni della merla" che rappresentavano il periodo freddo dell'inverno. Cantare Martina voleva dire festeggiare la fine del periodo più duro dell'inverno. Dalla fine di gennaio fino alla fine di Carne...
A seguito del progetto di Teatralità Popolare "Il tempo della Festa", attività didattica avviata con le scuole locali nell'anno scolastico 2003-2004 e unitamente all'attività di partecipazione di numerosi soci del Centro d'Incontro e di anziani entracquesi, si è riproposto il tradizionale canto d...
Dal 6 gennaio al martedì grasso si svolgeva il’Canté Martina’. “Un gruppo di persone, quasi sempre giovanotti, si fermava davanti a una stalla e chiedeva di entrare; altre, quasi sempre ragazze, rispondevano di dentro. Era una specie di botta e risposta, che a volte durava più ore […] fino a quan...