'Cianta e Suna' è nata con l'intento di far conoscere le borgate del piccolo Comune, i prodotti enogastronomici locali, la musica tradizionale. A questo scopo, dal 2004, è stato inserito il concerto del sabato sera con un gruppo musicale noto e quindi di richiamo. Alla festa partecipa in genere m...
Nel mese di maggio un gruppo di giovani, dopo aver vestito da sposa la ragazza più giovane e portando un ramo di pino addobbato con nastri colorati e una bambolina alla cima, andava di casa in casa cantando: Antruma an custa porta, s’aié d’ra brava gent, s’aisan piesì che cantu, cantuma aleg...
Il raduno del gruppo (pertecipanti estemporanei e in numero variabile) avviene verso la mezzanotte, attraverso il passaparola, durante la festa patronale di S. Giorgio. L'azione si svolge di notte, poichè requisito fondamentale è svegliare e disturbare gli interessati. Il gruppo, costituito in ...
"I ragazzi di Agrano percorrono le vie del paese con dei campanacci e, facendo più rumore possibile, si dirigono verso la Costa, località che domina la parte più antica del paese. Qui si dividono in due gruppi che danno vita al "cantà maarz", un dialogo urlato che prevede le seguenti battute: ...
La manifestazione è condotta da un gruppo spontaneo di persone residenti nella zona di Cassinelle. Il gruppo, costituito da venti, venticinque cittadini, ha lo scopo, innanzitutto, di restituire questo rituale tradizionale, favorendo forme di aggregazione e socializzazione. Per tale motivo, nel 2...
“La consapevolezza di vivere un momento di abbandono delle attività cerimoniali tradizionali spinse in quello stesso anno [1994] un gruppo di amici a riprenderne una trascurata da ormai un ventennio: la questua delle uova, che fu ricomposta in base ai ricordi degli anziani e di alcuni membri del ...
Ogni sabato sera, durante la Quaresima, un gruppo di giovani (uno dei quali vestito da frate, con un sacco in testa e un cestino in mano), suonando la fisarmonica, il clarinetto e il basso, andava in giro per il paese suonando e quando giungeva in un cortile cominciava a cantare: "Suma partì da...
Sino intorno al 1950 durante la quaresima un gruppo di giovani andava in giro di cascina in cascina a cantar le uova. Il canto iniziava con questa strofa: O dene, dene d’j oeuv Ma dl’la galin-a bianca I vostri ausin an sido Che chila l’è mai stanca Questa antica consuetudine contadina, le...
Nella frazione Castel San Pietro viene riproposta, la quinta domenica di Quaresima, l’antica tradizione di ‘Canta j euv’, che nelel campagne celebrava il ritorno della primavera. Dalle ore 16.30 la brigata percorre le vie del paese, fermandosi di porta in porta a suonare e cantare qualche strofa ...
I giovani monesigliesi, nel periodo invernale, praticavano il rituale del ‘canté j’euv’ (cantar le uova), dettagliatamente descritto da Augusto Monti nel romanzo ‘I Sanssôssí”: "D'inverno cantar le ova, d'estate sfide al pallone o gare di ‘tela’ e in mezzo, Carnevale: la vicenda era quella. ...
“Prima degli anni ’30 anche qui a San Donato, c’erano dei gruppi di giovani che, nelle notti di quaresima, giravano di cascina in cascina per cantare la questua delle uova. Uno di loro si travestiva da frate e si portava dietro un cesto di rami di salice per raccogliere uova e altri doni” (Bosca,...
Nel paese “la questua delle uova non è mai stata interrotta e, nel pieno rispetto della tradizione, solo il venerdì e il sabato prima di Pasqua il gruppo di cantori girovaga per cascine e case del paese. Si registrano però alcuni cambiamenti che riguardano, fatto non irrilevante, no la struttura ...
“Sul finire della Quaresima e durante la Settimana Santa era usanza nelle nostre campagne formare brigate di giovani, guidate da uno di essi vestito da frate […], che portava un cesto (na cavagna) per raccogliere le offerte. Alla sera andavano in giro, di cascina in cascina, a porgere gli auguri ...
Durante la Settimana Santa gruppi di ragazzi girano per il paese riproponendo l’antico rituale di “canté j euv”, il canto propiziatorio. che nelle campagne celebrava il ritorno della primavera e la imminente festività della Pasqua, con il suo simbolo augurale rappresentato dall'uovo.
Durante l’intero periodo quaresimale, dalle Ceneri al Sabato Santo, nel paese si svolge il rituale di “ir canté j’uov”, una questua notturna “in cui i questuanti procedono di casa in casa cantando rituali strambotti. In cambio ricevono le uova ed ora anche altro, come galline, conigli, bottiglie...
La tradizione contadina del 'Cantè j’euv' (cantare le uova), che annunciando la fine dell’inverno e la rinascita della natura, diventa augurio di prosperità e di pace, era in passato una vera e propria questua che giovani del paese effettuavano di cascina in cascina nel periodo quaresimale, con u...
Il 1° maggio gruppi formati da tre ragazze di 12-14 anni, vestite con un abito estivo da festa, andavano in giro per il paese: “una portava l’alberello coi nastri di carta colorata e una bambolina in cima, l’altra il canestro con le uova, la borsetta per i soldi e cantavano” (Benaduce, De Benedet...
Il 1° maggio le bambine fino all’età di circa 13 anni andavano in giro, a tre a tre, per le case del paese ad annunciare l’arrivo della primavera; quella in mezzo, che rappresentava la sposa, portava anelli e braccialetti e reggeva un pino addobbato con fiori e nastri e in cima una bambolina. Le ...
Il primo maggio le ragazze di 12-14 anni andavano a ‘cantar maggio’. Erano in tre e quella al centro, che rappresentava la sposa, portava un pino addobbato con nastri. Indossavano vestiti di colore chiaro, primaverili, e la sposa portava il cappellino, i guanti e la borsetta. Arrivate davanti a...
Il 1° maggio tre ragazze, una delle quali vestita da sposa, andavano in giro, portando un pino addobbato con ciondoli di carta e una bambola in punta, ad annunciare l’arrivo della primavera; cantavano “Bin ven-a magg, bin staga magg, bin ritorna ‘l mes di magg….” (Benaduce, De Benedetti, Morteo,...