Nella frazione Bobbia protagonisti del Carnevale sono Pinòtü, la Bela Gin (sua moglie), le Bele Amsunaury (le spigolatrici), il Gran Cancelliere, i tamburini e gli sbandieratori. “All’inizio del Carnevale il Gran Cancelliere, invece di consegnare a Pinòtü la tradizionale chiave della città, gli ...
“La sera del sabato di Carnevale la Quaia e ‘l Pescarin compaiono su un balcone (sempre lo stesso), scortati da personaggi che ricalcano quelli della vicina Ivrea: il Gran Giambellano, le Vivandiere, gli Ufficiali di Stato Maggiore. Com’è tradizione, il sindaco apre le manifestazioni con un disco...
Napoleone e Catlinin, una popolana, sono i due personaggi rappresentativi del paese nei festeggiamenti carnevaleschi: “dopo essere stati presentati alla popolazione dal balcone del municipio, sfilano per le vie del paese accompagnati da guardie, contadini e contadine e presenziano alla distribuzi...
Personaggi del Carnevale sono la Castellana, che ricorda i conti Biandrate, e il Generale, che “riproduce il personaggio napoleonico, creato per coordinare e dirigere il Carnevale dei vari rione, funzione esercita un tempo dalle abbadie. […] Nell’attuale Carnevale rappresentano i quattro cantoni...
Maschere caratteristiche del paese sono ‘l Tumé e la Tumera, che richiama le tome, tipico prodotto locale. “Il martedì grasso, in piazza, si fa una grande polenta che viene distribuita insieme con salciccia e vino” (Gallo Pecca, 1987, p. 429).
“I Brigu (quelli della brigata) sono gli affiliati alla Badia […]. I Brigu combinano scherzi d’ogni genere, allestiscono giochi e raccolgono fondi per una gran mangiata” (Gallo Pecca, 1987, p. 406).
I festeggiamenti carnevaleschi si aprono, nel primo pomeriggio, con la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati che da San Sebastiano raggiungono la piazza della chiesa. Seguono alle ore 16 la fagiolata e, a conclusione della festa, il falò in cui viene bruciato Pery Carvé (padre Carnevale).
Personaggi caratteristici del Carnevale, di stampo napoleonico, sono la Bela Rapuleia, la Castellana, il Generale, lo Stato Maggiore. “In più viene fatta una grandiosa gara di scacco al re, cui partecipano squadre di dame e cavalieri in costumi piemontesi, spagnoli, austriaci e francesi del 1600,...
“Il re del Carnevale era Gipin, la maschera caratteristica del Monferrato. Al termine della festa Gipin era sostituito da un fantoccio pieno di paglia, che veniva bruciato sulla piazza per purificare la comunità dai mali commessi nel corso dell’anno” (Gallo Pecca, 1987, p. 431).
Nella frazione Rodallo a Carnevale preparavano “’L Birichin”, un sorta di “editto, un documento birbante, scritto in dialetto rodellese, che ironizzava sulle debolezze e sulle scappatelle dei paesani, le amicizie dei giovani, gli amori degli adulti, le passioncelle e le grandi passioni. Il docume...
Nella frazione San Giovanni a Carnevale “una volta, si svolgeva anche la storica giostra del tacchino, nella quale erano contrapposti i Cüreur e i Gelus, due per parte. I Cüreur (dal nome francesce ‘avant-coureur’ = chi precede) rappresentavano i nobili, i Gelus i poveri: i primi gareggiavano con...
"La sera di Carnevale si fanno anche i 'falò' (è il rogo del Carnevale?) /.../. Un tempo v'erano anche le 'Compagnie dei folli' e la 'Badia' con l'abbà (con cappello stile Luigi XIV, alabarde, ecc... Ora non è più che un ricordo" (Milano, 2005, p. 86). "L'antica badia coi suoi abbà a cappello ...
"Usanze del carnevale - Bagnasco (1927) - Ballo della sciabola. Nel primo venerdì di Quaresima una frotta di giovani va raccogliendo uova e poi su di una piazza fanno in pubblico la polenta con una frittata più o meno grande a seconda delle uova raccolte..." (Milano, 2005, p. 144). Accenno anche ...
"A Limone: il 'curel', l'arlecchino, il turco e la turca, il giardiniere e la giardiniera, il dottore, il giustiziere, 'Zandumeni carluvor', 'lu veciu e la vegia', 'l'ampudrur' - testamento di Zandumeni - esecuzione capitale - festa all'albergo" (Milano, 2005, p. 78) "Il 'curel' - il 'turch' ...
"Nelle domeniche durante il Carnevale, è usanza in questi paraggi, mentre fervono le danze, che vengano prese di mira, dagli astanti ballerini, quattro coppie di danzanti tra i più in fama di abbienti e li sollevano coem in trionfo, fino a mezzo metro di altezza, chiamandoli abbà. I quali, a data...
"I 'magnani' raccontavano che venivano dal paese di Cuccagna e invitavano al banchetto" (Milano, 2005, p. 87). "...altre ancora, più semplice e spesso grottesche, erano le tradizioni dei 'magnani' a Ostana, San Michele Niella Tanaro e altrove..." (Milano, 2001, p. 301).
"I 'magnani' raccontavano che venivano dal paese di Cuccagna e invitavano al banchetto" (Milano, 2005, p. 87). "...altre ancora, più semplici e spesso grottescheerano le tradizioni dei 'magnani a Istana, San Michele..." (Milano, 2001, p. 301).
"Chiusa Pesio - I magnani in giro con canestro d'uova, paioli, martelli e chiodi - tinti di nero - ad ogni signorina che incontrano, volente o nolente, piantano un chiodino nel tacco - a Carnevale. La sera del martedì grasso un uomo vestito di bianco, tutto imbottito, piccolo e tondo, rappresent...
Nei primi anni del Novecento ed “ancora nei decenni successivi un uomo mascherato da orso, tirato con una catena. (o una corda) per le strade di Mentoulles. mentre veniva dileggiato e bastonato, riproponeva nel periodo di Carnevale, una tradizione antica che celebrava attraverso questo rito alleg...
"L'Orso evoca diversi simboli delle antiche civiltà alpine: quello della forza, grazie alla sua mole; quello della morte e della distruzione, come divoratore di uomini e animali e, infine, quello della lussuria. Si legge, infatti, nel 'Dictionnaire d'histoire naturelle', edito nel 1768, che gli o...