Nel paese la tradizione della bosinata pare antica, anche se “i testi reperiti comunque appartengono ai Carnevali dal 1968 od oggi [1999], organizzata dal Comune, da Polisportiva Masiese e Avis (dal ’70), e dalla Pro Loco(dal ’93). Autore Giuseppe Cacciabue ‘Pimpi’, insegnante elementare e coltiv...
Nel sobborgo alessandrino di Lobbi il “ciclo carnevalesco iniziava col giovedì grasso e terminava il martedì successivo. […] Tutti prendevano parte alla festa mascherandosi con abiti vecchi e buffi e truccandosi con tappi di sughero bruciati o fuliggine. Andavano di casa in casa e si riunivano...
Il Carnevale già tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo veniva festeggiato con la sfilata di carri allegorici. Lungo tutto il Novecento, salvo brevi interruzioni dovute a vicende belliche e crisi economiche, i festeggiamenti carnevaleschi hanno sempre avuto grande rilevanza. Nel 1952, venn...
Nella frazione San Giacomo a Carnevale “in piazza, davanti alle scuole, si cocevano i fagioli e la panissa che venivano poi distribuiti gratuitamente con cotechino, salame cotto, involtini di cotenna di maiale. Finito il pranzo si passava poi di casa in casa e si offrivano vino, bugie, frittelle...
L’ultimo sabato di carnevale, alla sera, la gente si recava verso ‘ër cantún Garian’, all’incrocio con la strada per alba. Qui le due bande allora esistenti e le autorità attendono l’arrivo della carrozza con le maschere poirinesi Barba Peru e Magna Danda ( i nominativi di chi le impersona sono t...
“Il Carnevale di Caravino si muove sulla falsariga di quello di Ivrea. I caravinesi danno l’assalto al Castellazzo, dove piantano lo scarlo: destinatario delle loro ire non è il Marchese del Monferrato, ma il famoso capitano di ventura Facino Cane, che, agendo un po’ per proprio conto e un po’ gu...
Il sabato dopo martedì grasso, nel pomeriggio si svolge la sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati a piedi, che parte in zona Bacino e attraversa le vie del paese. Al termine, presso il centro sociale, vengono distribuiti vin brulé e te.
Sino all’inizio del Novecento durante uno degli ultimi giorni di carnevale c’era l’usanza di tagliare la testa al tacchino (‘biru’): “Ciò accadeva nel ‘prà dal pus’ verso il ‘navili’ (canale Gazelli). Il tacchino legato alle gambe, veniva messo in una buca, da cui uscivano solo la testa e il coll...
Il carnevale nasce a metà degli anni Settanta del Novecento, e prende spunto dalla leggenda che vuole che il paese sia sorto intorno al 1240, quando alcuni nomadi gitani si fermarono a Samone, diventando stanziali e coltivando le rape. Come maschere rappresentative del paese sono stati scelti il ...
I festeggiamenti carnevaleschi si aprono con la cena a base di bollito con successiva serata danzante in discoteca. Nel secondo giorno il sindaco consegna le chiavi della città al Ciulin presso la Casa di riposo di Graglia e Muzzano; segue rinfresco. Nelle ore serali ha luogo la cena con bagna c...
Nel Salone polivalente di via Elvo hanno luogo i festeggiamenti del carnevale. La festa inizia con una serata danzante allietata da un orchestra con la partecipazione di maschere provenieti da Biella, Vercelli, Torino e da località valsesiane. Il pomeriggio del giorno successivo è tutto dedicato ...
In occasione del Carnevale, nell'oratorio parrocchiale gli alpini preparano la tradizionale fagiolata che viene distribuita alla popolazione. Il giorno successivo vengono organizzate le sfilate e balli in maschera.
L'ulitma domenica di Carnevale nel nel centro storico si svolge una fagiolata benefica. Nel pomeriggio presso la casa parrocchiale è in programma una festa per i bambini con giochi e intrattenimenti.
I festeggiamenti carnevaleschi si aprono, la terzultima domenica di carnevale con la tradizionale raccolta delle uova. Il giovedì successivo, alla sera, avviene presso il palazzo municipale, la presentazione delle maschere ufficiali locali, Barbagiogiu ed Erbaluce con il seguito dei Rubiun e dell...
Maschere tipiche del Carnevale della frazione Laietto sono le Barburie, che prevedono per i figurati (suddivisi nei gruppi dei belli e dei brutti), rigorosamente di sesso maschile, l’anonimato, garantito dall’utilizzo di maschere che celano il viso. Il Carnevale si sviluppa in un corteo lungo l...
Il Carnevale inizia tradizionalmente il giorno dell’Epifania, con la sfilata della Veggia Pasquetta, la madre di Marcantonio. Il corteo parte da via Rossi e attraversa le vie del centro, fino in piazza Vittorio, dove avviene il processo (incentrato sul fatto che il Vecchio Bacucco, marito della V...
Le origini del Carnevale saluzzese risalgono alla fine degli anni Venti del Novecento. I festeggiamenti si aprono la penultima domenica prima delle Ceneri. Nel pomeriggio la Castellana (maschera locale istituita nel 1952) e Ciaferlin, considerato il figlio di Giandouja, si ritrovano presso il Pa...
Le manifestazioni carnevalesche, nell’attuale formulazione, hanno origine nel 1983. Le maschere locali sono inizialmente la Dama e il Generale dei Fasoj, che nel 1996, per conferire una connotazione storica al Carnevale, vengono sostituite dal Conte Carlo Salier de la Tour e dalla Contessa Marta ...
I festeggiamenti iniziano il penultimo sabato di Carnevale. Alle ore 21 in piazza Vittorio Veneto avviene la cerimonia di consegna delle chiavi della città alle maschere Manghin e Manghino. Segue la sfilata di carri allegorici illuminati e di gruppi mascherati a piedi. L’ultima domenica di Carne...
Durante il tempo di Carnevale nel paese “viene organizzata la fagiolata dell’amicizia e la rottura delle pignatte” (Ramella, 1996, p. 466). In passato vi erano “la giostra con il taglio della testa del gallo, la ‘gara d’la bandiera’ (gara di giovani sulle pendici della Serra), la preparazione d...